Val Setus e Vallon Pisciadu   

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Cartina stradale

Fotopercorso

Punto di partenza Colfosco (1640 m), raggiungibile da Bolzano attraverso Bressanone, Brunico e la Val Badia, oppure dalla Val Gardena attraverso l'omonimo passo.
Descrizione

Lasciata l’auto nell’ampio parcheggio della prima seggiovia che si incontra subito sotto l’abitato di Colfosco, ci si inoltra sul bel sentiero che, partendo da Corvara, funge anche da percorso vita; proseguendo nel bosco sulla comoda mulattiera si passa oltre una serie di bivi e si arriva allo spiazzo erboso attrezzato con tavolini da picnic sottostante il salto delle cascate del Rio Pisciadù. Da qui, alzando gli occhi verso le rocce soprastanti, la presenza di una ininterrotta catena umana segnalerà senza ombra di dubbio il tracciato della famosa Ferrata Tridentina. Passando oltre e proseguendo sul sentiero, che qui si fa appena un poco più stretto, si arriva ben presto ma sempre con pendenza moderata, ad un ampio spiazzo sterrato da cui stacca la traccia che inoltra verso l’aspra Val Setus. Seguendo il sentiero ora contrassegnato con il n° 666 (di ottimo auspicio per i satanisti!) si risale dapprima il ghiaione posto nella parte terminale della valle, quindi, giunti in prossimità delle rocce, si arriva al tratto attrezzato del percorso. Seguendo le corde fisse e dribblando con attenzione gli altri umani che si incontrano per via si arriva in breve al Rifugio Cavazza al Pissadù, arroccato tra le rocce del Sella e posto poco sopra all’omonimo laghetto. Sulla destra rispetto al rifugio si apre un aspro vallone detritico su cui spesso si possono osservare gruppi di camosci; si segue la traccia evidente che risale il ghiaione e si arriva ad una sorta di terrazzo pianeggiante superato il quale il sentiero riprende a salire fino alla paretina di roccia che chiude il vallone stesso. Da qui i segni portano all’attacco di una corda fissa che consente di superare un breve paretina fino ad arrivare sulla Sella del Pissadù, e affacciandosi sull’altopiano del Sella. (A dire il vero, prima della corda fissa si incrociano tracce che risalgono brevemente un piccolo ghiaioncino e arrivano alla sommità della paretina stessa senza che ci sia bisogno di utilizzare la corda fissa …). Da qui, nei pressi di un “ometto” di pietra e di una piccola pozza, occorre seguire il sentiero che piega verso sinistra e che tra rocce e morbidi saliscendi porta in breve ad un bivio con abbondanti segnali; qui ripreso nuovamente il sentiero n° 666 si sale nuovamente fino ai 2900 metri circa per poi ridiscendere nuovamente verso la Val de Tita e fino al Rifugio Cavazza (brevi tratti attrezzati, vedi itinerario Giro del Pisciadù). Giunti al rifugio si segue il sentiero che piega verso destra e, dapprima su terreno pianeggiante, poi per un ripido pendio con alcuni tratti attrezzati, si sbocca nella parte iniziale della selvaggia ma bellissima Val de Mesdì. Scendendo verso valle e districandosi tra le innumerevoli tracce aperte nel sentiero dal passaggio di un eccessivo numero di paia di scarponi, si arriva ben presto alla comoda mulattiera del percorso vita e da qui al parcheggio.

Tempo totale h 8,00 circa
Difficoltà EE allenatissimi
Dislivello 1550 m circa
Ultimo sopralluogo agosto 2003
Commenti Periodo consigliato: luglio - metà settembre

L’escursione, passando per le Cascate del rio Pissadù e il Passo Gardena, arriva al Rifugio Cavazza e quindi sulle rocciose bastionate del Sella per poi ridiscendere al rifugio e verso il paese attraverso la selvaggia Val de Mesdì. Itinerario molto bello (e frequentato specie nella prima parte) che si snoda su sentieri in parte attrezzati.