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| N.B.:
ITINERARIO E RELAZIONE A CURA DI ANNA PIERMARTINI |
CARTINA
CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 06 |
| Punto
di partenza |
Il sentiero
stacca in corrispondenza del 5° tornante (2000 m circa) della strada per
il Passo Sella, raggiungibile da Canazei (Val di Fassa)
per la Grande strada delle Dolomiti. |
| Descrizione |
Lasciata l’auto in uno delle panoramiche
piazzole a bordo strada, si imbocca la traccia (tabelle, segnavia
n° 656
poi n° 647)
per la Val Lasties e il Rifugio Boè. Il sentierino (ahimè)
scende all’inizio abbastanza ripido nel bosco perdendo quota per un
centinaio di metri fino a portarsi sotto le pareti rocciose del Sella;
oltre un anfratto con un tetto stillante acqua si comincia a salire
rimanendo nelle vicinanze di un piccolo rio. Lo si raggiunge e lo si guada
comodamente continuando a risalirne il corso
fino ad un bella cascatella e oltre, fino a raggiungere il verde e ameno
ripiano del Pian
de Siela (2280 m). Qui il verde dei magri prati e le acque del
ruscelletto formano un quadro quanto mai idilliaco che contrasta
ferocemente con le guglie rocciose, i tetri canaloni, i ripidi ghiaioni e
le severe pareti che si ergono da ogni parte. Si prosegue nella salita
fino ad arrivare proprio sotto le bastionate rocciose che chiudono la
pittoresca vallata; si risale allora in costa per buona traccia superando
qualche banale roccetta fino a guadagnare un ripiano ghiaioso. Con una
ulteriore breve salita si giunge sul lunare e pietroso altipiano del Sella
e in breve alla Forcella dell’Antersass (2800 m circa),
affacciata sul profondo e bellissimo solco della Val
de Mesdì (vedi anche itinerario Giro
del Pisciadù) e posta proprio in faccia alla slanciata Torre
Berger. Da qui, a destra, oltre la modesta altura dell’Antersass,
si va verso la folla vociante del Rifugio
Boè e le moltitudini provenienti dal Sass Pordoi, mentre, a
sinistra, ci si dirige verso il Rifugio
Pissadù e lo sbocco della Ferrata delle Mesules. Deviando
dunque verso sinistra (sentiero n° 649),
si prosegue in falsopiano fino a superare la deviazione per il Rifugio
Pissadù e, mentre la frequentazione umana progressivamente dirada, si
guadagna l’ampia Sella
del Pissadù (2908 m). Proseguendo ancora (tabelle) verso lo
sbocco della Ferrata delle Mesules, aggirato un costoncino e fatto
qualche passo in discesa, si giunge in vista delle tabelle segnaletiche
poste sulla stretta Sforcela
dai Ciamorces. Qui la traccia "ufficiale" prosegue
costeggiando l’orlo dell’altipiano del Sella, mentre un marcato
sentiero senza numero (che è quello utilizzato come traccia di rientro
dai ferratisti) prosegue in costa evitando così sia i modesti saliscendi
della traccia più alta ma anche i panorami
mozzafiato che questa offre. Scendendo invece la ghiaiosa Valle
del Ciamin, immediatamente sotto la forcella, un poco frequentato
sentiero conduce di nuovo al Rifugio Pissadù passando attraverso i
Laghetti del Dragon. Scegliendo di continuare per
cresta, con modesti saliscendi e in quasi totale solitudine (un
bene raro e prezioso sul Sella!) si toccano in rapida successione
le elevazioni del Piz Rotic (2973 m), Piz Beguz (2974 m), Piz
Miara (2964 m), Piz Gralba (2972 m) e infine Piz Selva
(2941 m), ove sbuca la massa degli arditi escursionisti reduci dalla Ferrata
delle Mesules; inutile dire che fino a qui il percorso offre una
successione di vedute mozzafiato sia su tutte le cime
della Val Badia sia sul vicino, e quindi imponente, Gruppo
del Sassolungo, sia sul lunare altipiano
del Sella stesso oltre il quale domina la Marmolada
(col ghiacciaio sempre più in ritirata!). E poi Pelmo e Civetta,
la cresta di Cima Uomo, le Pale di San Martino, Catinaccio
e Latemar ecc. ecc. ecc ... eccezionale! Tornando per la
"traccia bassa" ci si avvicina di nuovo rapidamente alla Forcella
d’Antersass e, a seconda del tempo e delle energie a disposizione,
si può optare per scendere direttamente in Val Lasties per il
medesimo percorso seguito in salita oppure proseguire verso il Rifugio
Boè. In queso caso, salutata definitivamente la solitudine e la
tranquillità, si sale sull’Antersass per poi scendere verso la
grande costruzione del Rifugio Boè ove non rimane che unirsi alla
folla che fa la spola tra la stazione della funivia del Pordoi e il
Piz Boè. Guadagnata su ampia e comoda traccia la sella su cui
sorge il Rifugio
Forcella Pordoi (2829 m) si piega a destra (tabelle) per
scendere abbastanza comodamente il ghiaione
del Vallon del Fos ove una traccia segnata ma senza numero
consente, attraverso un ambiente
severo e nuovamente poco frequentato, di ricongiungersi all’ameno
sentiero della Val
Lasties. Da qui, per il percorso seguito all’andata, di
nuovo all’auto. |
| Tempo totale |
h
7,00 - 8,00 |
| Difficoltà |
E
allenati |
| Dislivello |
1550
m circa |
| Ultimo sopralluogo |
luglio
2007 |
| Commenti |
Periodo consigliato: maggio
– ottobre (ev. anche invernale)
Si potrebbe dire che la Val
Lasties sta al Sella come la Val Rienza alle Tre Cime di Lavaredo; ovvero,
assieme alla Val de Mesdì, è forse l’itinerario meno frequentato (in
salita) per accedere al pietroso e lunare altipiano posto sul massiccio
del Sella. Percorrendo poi l’itinerario solitamente compiuto in senso
inverso da coloro che rientrano dalla Ferrata delle Mesules, si corre
anche il rischio di riuscire a ritagliarsi insperati spazi di solitudine
in uno dei posti più frequentati delle dolomiti. E scusate se è
poco!!!!! |
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