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CARTINA
CONSIGLIATA: IGC 1:50.000, FOGLIO 8 |
| Punto di partenza |
Viozene
(1245 m), raggiungibile dall'uscita di Ceva della A6
Torino-Savona risalendo la lunga Valle Tanaro. Superati i
paesi di Nucetto, Bagnasco, Priola, Garessio
ed Ormea, si entra nell'alta valle, più alpestre e selvaggia:
oltre Ponte di Nava, si trascura la diramazione per il Colle di
Nava e si prosegue nella valle principale fino al paese, dove si
parcheggia nei pressi della chiesa (55 km circa da Ceva). |
| Descrizione |
Dalla chiesa
della borgata parte una stradetta cementata (cartelli) che risale con
decisione fra le case. Incontrata una via asfaltata, la si segue verso
destra fra seconde case e casette ristrutturate, per uscire su alcuni
prati con orti. Diventata sterrata, la carrareccia risale brevemente il
bosco, fino ad una casa isolata (sbarra). Si prosegue allora lungo una ben
marcata mulattiera che, con comoda salita, guida fino ai piedi di una
bastionata boscosa. Superato un piccolo rio, la mulattiera risale la
bastionata con alcuni tornanti, raggiunge il piccolo Pian Rossetto
con gli omonimi Tetti e, per un ultimo breve strappo, sbuca sul
vasto e prativo Pian Rosso (1520 m). Pochi passi verso sinistra
conducono, oltre una macchia di alberi, alla bella e nuova costruzione del
Rifugio Mongioie (1524 m, h
0,40). Dal rifugio si segue la traccia di una carrareccia che,
verso Ovest, taglia pianeggiante l'ampio ripiano, fino a che questo si
esaurisce sugli ampi pendii discendenti dalle ardite Rocce del Manco. A
questo punto una traccia di sentiero taglia alta i ripidi pendii erbosi
evitando di perdere quota: in caso di neve, però, lo stacco del
sentierino è quasi inavvertibile, e conviene quindi proseguire lungo la
comoda carrareccia. Questa perde quota con ampi tornanti non
eccessivamente ripidi, fino ad una serie di isolate case ai margini del
bosco. La strada diventa asfaltata e, al termine di un breve rettilineo,
si trova un bivio (cartelli): trascurato il ramo che scende verso la
strada provinciale, si prosegue a destra, attraversando un bel ripiano
prativo con una antica casa ristrutturata. Si guadagna quota con un altro
tornante, poi si lascia un'altra diramazione che sale a destra e si
prosegue per una carrareccia sterrata che taglia un ripido pendio boscoso.
Fra fitti alberi, la strada raggiunge un piccolo rio, oltre il quale
diviene sentiero e raggiunge una radura dove sorge un'altra bella casa
isolata. Il sentiero sale dietro la casa, segue la recinzione fino ad un
costone, tra splendidi alberi: si sale sul filo del costone boscoso per
una decina di metri per poi deviare a sinistra, oltre un grosso albero
caduto. All'inizio la traccia di sentiero è molto incerta, poi si fa più
marcata e compaiono nuovamente i segni bianco-rossi. Il sentiero taglia in
quota il ripido bosco, supera il bivio da dove giunge il sentiero in quota
dal Rifugio Mongioie, passa presso i ruderi di una antica casa
colonica e poi taglia pianeggiando un ampio e ripido canalone erboso,
rinserrato fra alte pareti rocciose. Aggirato uno sperone, la traccia si
inserisce nel vallonetto delle Vene, racchiuso fra alte pareti: con
esposto traversone sul lontano fondovalle, si lascia presso una nicchia la
traccia a destra che sale alla Grotta delle Vene (cartello) e si
prosegue fino all'inizio dell'ardito ponte sospeso che supera la
risorgenza de Le Vene (1525 m, h 1,20
dal Rifugio Mongioie). Sono queste una caratteristico fenomeno
carsico, che consiste nel ritorno alla luce, con copiosa cascata che
sgorga da una paretina rocciosa, delle acque superficiali captate, oltre
che nel bacino del Tanaro, anche in quello attiguo dell'Ellero,
costituendo così un particolare fenomeno ipogeo molto raro e
caratteristico. Superato il ponte, costituito da robuste funi di acciaio,
si rientra nel bosco e, con lenta diagonale ascendente verso sinistra, si
giunge alla depressione erbosa della Colla di Carnino (1597 m, h
0,20 dalle Vene, tabelle e cartelli). Bellissima vista
sulle maggiori vette delle Alpi Liguri. Si scende a questo punto
dall'altra parte, per pendii dapprima cespugliosi, poi ricoperti da un bel
bosco rado di grossi faggi, verso il fondo del Vallone di Carnino.
Un tratto di bosco più fitto porta ad una radura con abbeveratoio, dove
si incrocia la carrareccia proveniente da Carnino Inferiore e
diretta ai Tetti delle Donzelle (vedi anche itinerario Tour
delle Saline).La si segue brevemente verso sinistra, poi si prende una
traccia che scende decisamente nuovamente nel bosco (segnavia
bianco-rossi): con alcuni tornanti nel bosco, qui ripidissimo ed ombroso,
si raggiungono in breve le prime case di Carnino Inferiore (1392 m,
h 0,30 dalla Colla di Carnino).
Attraversato il caratteristico agglomerato di case, abitato solo nella
stagione estiva, si raggiunge il parcheggio presso la fine della strada
comunale. Non resta ora che scendere lungo la strada asfaltata, prima
lungo il Vallone di Carnino e poi, dove questo sbocca nella Val
Negrone, seguendo la rotabile verso sinistra, con modesti saliscendi,
fino a Viozene (9 km circa da Carnino, h
1,30 circa). |
| Tempo totale |
h
4,30 circa |
| Difficoltà |
E |
| Dislivello |
400
m circa |
| Ultimo sopralluogo |
marzo
2008 |
| Commenti |
Periodo consigliato: inverno,
oppure autunno
Itinerario poco faticoso, molto
pittoresco da effettuarsi in inverno, con la neve. Evitare il periodo
estivo, in cui il caldo si fa sentire. Caratteristica la sorgente delle
Vene, per il resto bellissimi boschi ed ambiente tranquillo e riposante.
Un po' monotono il ritorno lungo la strada asfaltata.
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