Traversata Val di Dona - Val Duron   

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CARTINA CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 06

Punto di partenza Fontanazzo di Sotto (1390 m),  raggiungibile dalla A22 del Brennero uscendo ad Ora-Auer e risalendo la Val di Fiemme e la bassa Val di Fassa. Superati Mazzin e Campestrin, si lascia l'auto a Fontanazzo di Sotto, presso l'indicazione per il Rifugio Antermoia.
Descrizione Si risale la ripida stradetta che, dietro una casa, si innesta in una larga forestale che prende a tagliare in diagonale il ripido e selvaggio bosco. Si raggiunge presto uno slargo nei pressi di una villetta con cartelli: si risale quindi verso destra, lungo un sentiero non sempre ben battuto, e si guadagna quota con svariati tornantini. Raggiunta una rotabile superiore, proveniente da Campestrin, la si segue verso sinistra con percorso tortuoso ma quasi pianeggiante, fino ad entrare nella stretta forra del Rio di Dona (1597 m, h 0,50): trascurata la prosecuzione della rotabile (raggiungerebbe Campestrin presso il Residence Solaria), si devia decisamente a destra e si imbocca il largo sentiero n° 577 che prende a risalire ripidissimo il bosco sovrastante. In prossimità di qualche radura, si apre una bella vista su tutto il corso inferiore della Val di Fassa. Superato con fatica questo ripido tratto, si giunge ad una prima terrazza naturale (1896 m), dalla quale appare la zona del Buffaure e, dietro, quella della Costabella. Superato un capitello, si rientra temporaneamente nel bosco, per uscirne definitivamente all'altezza dei diruti cascinali di Fostiàc (1964 m, h 2,30), adagiati ai piedi del Ponsin (2283 m). Si entra quindi nel tratto pianeggiante della Val di Dona, dopo averne in questo modo evitato quello finale, selvaggio ed impraticabile: il percorso è evidente anche in mancanza di tracciatura, ma vista la natura scoperta del terreno la marcia può risultare alquanto faticosa se c'è molta neve. Lasciando in alto a destra la croce del Ponsin, si procede in falsopiano sul fondovalle, superando di volta in volta numerosi agglomerati di caratteristiche baite, alcune anche ristrutturate. L'andamento della valle segue un ampio semicerchio verso occidente, e si insinua tra i regolari pendii del Docioril (2340 m, a destra) e la più tormentata Cresta delle Ciaregole a destra, che separa la Val di Dona dalla Val Duron. Superato un ultimo agglomerato di fienili, si aggira un evidente dosso che causa una strozzatura, oltre il quale si apre la splendida distesa dei pascoli di Camerloi (2183 m, h 3,45). Appaiono a sbarrare la valle le bastionate del Mantello (2567 m) e del Sasso di Dona (2665 m), che racchiudono l'alta sella del Passo di Dona, che permette il collegamento con la Conca di Antermoia ed il rifugio omonimo. Presso un casotto della forestale si incontrano i cartelli di un crocevia, dove stacca anche la traccia n° 580 per la stretta Val di Udài. Si prosegue invece dritti e, oltrepassato un dosso, si risale l'ultimo pendio, non troppo ripido, che conduce all'ormai evidente Passo delle Ciaregole (o Passo Duron, 2282 m, h 4,15). Eccezionale panorama su Alpe di Siusi, Sassolungo, Molignon e, dalla parte opposta, su Marmolada, Pelmo, Civetta e Tofane. Sul versante opposto scende un ripido canale da discendere con attenzione: non vi sono tratti rocciosi, ma la pendenza è importante! Comunque, si può scendere senza via obbligata, puntando comunque a quell'ampia radura con baite che si nota in basso a destra: da qui il percorso risulta più evidente, e si raggiunge in breve un ponticello sul Rio Duron che consente di innestarsi sulla larga traccia (sempre ben battuta) sul fondovalle di Duron. Seguendola in piano verso destra, si supera la Baita Lino Brach (1856 m) e si raggiunge il grande agglomerato dove sorge il Rifugio Micheluzzi (1860 m, h 1,30 dal passo). Lungo l'ampia traccia della Val Duron, si scende quindi comodamente a Campitello di Fassa (h 0,35 dal rifugio).
Tempo totale h 6,30 - 7,00
Difficoltà EE
Dislivello 900 m circa
Ultimo sopralluogo gennaio 2005
Commenti Bellissimo giro, consigliabile anche in estate: nonostante non siano luoghi molto rinomati, si può ancora respirare l'aria delle "vecchie" Dolomiti ... Raramente tracciato, non ci sono problemi di orientamento, ma soprattutto la discesa in Val Duron (esposta a Nord, quindi solitamente più innevata) può risultare molto faticosa. Da provare!