Traversata del Passo di San Nicolò   

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N.B.: ITINERARIO EFFETTUATO IN COMPAGNIA DI ANNA PIERMARTINI (DETTA ANCHE LO STAMBECCO DELLE DOLOMITI) E DI GIUSEPPE, RAGAZZO IMOLESE INCONTRATO PER CASO 

CARTINA CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 06

Punto di partenza Alba di Canazei (1517 m), raggiungibile risalendo la Val di Fassa fino a Canazei; di qui, tralasciando la Grande Strada delle Dolomiti, diretta al Passo Pordoi, si prosegue sul fondovalle verso il Passo Fedaia, fino alla frazione Alba. Si lascia l'auto nel parcheggio della Funivia del Ciampac'.
Descrizione Si attraversa l'ampia pista da sci proveniente dal Ciampac' e si imbocca l'evidente traccia n° 602, che risale solitamente ben marcata il ripido bosco di alti abeti: ogni tanto, fra le piante, si hanno begli scorci panoramici verso Canazei, Sassolungo e Sella. Il tracciato è molto ripido, ma non molto lungo: dopo circa 30 minuti, si raggiunge la soglia glaciale della Val Contrin, dove sorge il piccolo edificio della Baita Locia Contrin (1736 m), normalmente chiusa. Da qui la traccia prosegue in piano sulla sinistra orografica della valle, tra macchie di abeti e pittoresche radure, in vista delle spettacolari pareti dei Vernèl (a sinistra) e del Collac' (a destra); sullo sfondo, chiudono il panorama le Cime d'Ombretta ed il Sasso Vernale. Dopo un buon tratto pianeggiante, col quale ci si addentra nella vallata, si giunge nei pressi del ponte sul Rio di Contrin (h 0,50), oltre il quale la traccia principale riprende a salire moderatamente verso il Rifugio Contrin (variante interessante o anche bella meta a sè stante). Poco prima del ponte, comunque, alcuni cartelli indicano sulla destra lo stacco della traccia n° 648 per il Passo di San Nicolò: difficilmente la traccia risulta marcata, se non dopo lunghi periodi con assenza di precipitazioni. Si segue comunque l'appena accennato solco, che inizialmente si mantiene al limite inferiore del bosco, parallelo al corso del rio; prende poi a salire con decisione, lungo l'aperto pendio alberato, puntando alla base di alcune verticali paretine rocciose su cui vegetano isolati abeti. Raggiunto un erto pendio scoperto, lo si risale al meglio fin quasi alla base delle paretine rocciose, per tagliare con decisione verso destra. Attraverso un tratto un po' dirupato (richiesta un minimo di attenzione) si taglia il ripido bosco per evidente cengia rocciosa, superata la quale si risale brevemente un ultimo strappo fino alle ampie distese nevose del Prà di Contrin (2102 m, h 1,45 dal bivio), punteggiate di baite ed in favolosa vista della parete Sud della Marmolada. Verso lo sbocco della Val Contrin spiccano Sassolungo e Sella, di fronte i Vernèl, poi Cime d'Ombretta e Sasso Vernale, Cime Cadine, Cima d'Ombrettola. Alla base dell'ardito corno roccioso del Col Ombèrt si apre la lunga sella del Passo San Nicolò, con l'omonimo rifugio. Si risale tutta l'ampia spianata del Prà di Contrin, con fatica variabile a seconda della quantità di neve: si risale poi un pendio con radi alberi sulla destra, fino ad uscire sugli ampi dossoni che fanno capo al passo. Se ne seguono al meglio le creste sommitali, facendo attenzione a non scivolare nei tratti più ripidi, si supera un'ultima baita e, con salita più ripida, si tocca la sella del Passo di San Nicolò (2340 m, h 1,30 dal Prà di Contrin). Da qui la visuale, oltre che sulla famosa Marmolada, si apre mozzafiato anche sulla testata della sottostante Val di San Nicolò, con tutta la Cresta di Costabella e fino alla spettacolare Cima dell'Uomo (3003 m), che sbuca alle spalle dell'ardito Col Ombert. Con pochi passi si raggiunge l'edificio del Rifugio Passo San Nicolò, quasi sempre chiuso. Da qui varie possibilità: rientrare per la stessa via di salita (h 2,30 circa fino al Alba), scendere al Rifugio Contrin con il sentiero n° 608 (se tracciato, ma capita raramente), oppure scendere in Val di San Nicolò ed a Pozza di Fassa. Quest'ultima, pur con l'inconveniente della non coincidenza fra i punti di partenza ed arrivo, è quella consigliata. Si raggiungono dunque i cartelli infissi sulla linea del passo, e si scende verso sinistra lungo la larga cengia intagliata sul ripido pendio: il percorso, sconsigliabile in presenza di ghiaccio o neve molto dura, non presenta problemi in condizioni normali, anche in assenza di tracciatura. Superato il breve tratto leggermente esposto, l'inclinazione diminuisce e la marcia si fa più sicura: toccata una baita, si può scendere lungo la traccia oppure (più veloce) tagliare direttamente lungo il bel bosco. Per ripido percorso si scende dunque decisamente, toccando alfine il fondovalle presso una delle numerosissime baite di Ciamp (1962 m, h 0,45 dal passo), lungo la larga pista che unisce Baita Ciampiè alle Cascate di San Nicolò. Imboccata la comoda traccia di fondovalle, ben battuta dalle motoslitte, si discende velocemente alla sottostante Baita Ciampiè (1826 m), dalla quale lungo la pittoresca vallata si prosegue la discesa lungo l'ampia pista. Superata località Mezzaselva (parcheggio estivo), si inizia a scendere più decisamente fino ad incontrare la pista di sci del Buffaure presso la Malga del Crocifisso (1526 m, h 0,30 da Ciampiè). Per il percorso consono, che consente di evitare spiacevoli incidenti con gli scatenati sciatori, si scende fino alla Pensione Soldanella ed alla strada asfaltata (occhio al ghiaccio, scivolate sicure!) che scende a Pozza di Fassa (h 1,30 da Ciampiè).    
Tempo totale h 7,00 - 7,30 circa
Difficoltà EE (attenzione ad un paio di tratti leggermente esposti)
Dislivello 900 m circa
Ultimo sopralluogo dicembre 2004
Commenti Splendida traversata, panoramicamente meravigliosa: piuttosto faticosa in caso di assenza di tracciatura, fatto questo tutt'altro che eccezionale a partire dal ponte in Val Contrin. Solitaria ed istruttiva per le vedute sulle Dolomiti fassane, vivamente consigliata.