|

| Punto
di partenza |
Pozza di Fassa
(1319 m), raggiungibile da Trento (uscita Egna - Ora della A22)
per le valli di Fiemme e Fassa, oppure da Bolzano per
la Val d'Ega ed il Passo di Costalunga. Dalla frazione Meida,
si risalgono brevemente le vie del paese verso le pendici del Sass de
Peredafech, fino all'inizio di un sentiero nel bosco (segn. 643). |
| Descrizione |
Il sentiero,
all'inizio in moderata pendenza, traversa lungamente nel fitto bosco,
selvaggio e solitario. Superato il tracciato della funivia, si continua a
mezzacosta rimanendo alti sul fondo della Val di San Nicolò. Con
salita più decisa, si incontra una labile traccia proveniente da destra
(dal fondovalle) e, con un'ultima ripida serie di tornanti, si raggiunge
infine l'ampio ripiano prativo su cui sorge il bel Rifugio
Buffaure (2044 m, h 1,30).
Nei pressi sorge la nuova stazione della cabinovia proveniente da Meida
(eventuale alternativa di accesso per i meno allenati). Trascurata la
nuova seggiovia per il Col Valvacìn, si prende la larga pista da
sci (segn. 613)
che risale un breve pendio verso destra, fino ad un nuovo ripiano con
tabià ed un piccolo bar (Baita Cuz, 2120 m circa, h
0,20): nei pressi sorge il nuovo Giardino Alpino del
Buffaure, ricco di esemplari botanici della zona. Proseguendo per
vasti prati, si tralascia una diramazione sulla destra (seguendola per
breve tratto, bella veduta sulla testata di Val San Nicolò), e si
prendono a risalire con ampi tornanti i ripidi pendii erbosi del Col
Valvacìn, su cui campeggia la stazione di arrivo della seggiovia:
attraversatone il tracciato, si raggiunge in breve la cima, da cui si gode
di ampia veduta sui sottogruppi Monzoni - Vallaccia e Costabella
- Uomo. Sull'altro versante, la vista spazia dal Catinaccio
al Sassolungo al Sella. Da qui il sentiero si immette sulla
stretta e panoramica cresta erbosa che separa
la ridente Val Giumela (a sinistra) dalla più profonda Val di
San Nicolò: un tratto di salita decisa (qualche tornante) permette di
toccare la piccola vetta erbosa del Sass de Dama (2430 m, h
1,15 dal Rifugio Buffaure), da cui si gode di una vista
circolare di particolare bellezza. Una ripida discesa dall'altra parte fa
perdere un po' di quota, poi con lungo saliscendi il sentiero percorre la
cresta (alcune roccette vengono evitate sul versante Giumela) finchè,
tagliati alla base i ripidi prati terminali del Sass Porcel (2490
m), si risale brevemente all'ampia insellatura verdeggiante della Sella
del Brunech (2428 m, h 0,30 dal Sass
de Dama). Da qui, sono possibili comodi collegamenti con la conca del Ciampac'
o col Passo di San Nicolò (vedi itinerario Passo
di San Nicolò). Purtroppo, negli ultimi anni sulla sella è stata
costruita la stazione a monte di una seggiovia dal Ciampac', in
funzione anche d'estate! Belli comunque gli scorci sul Collac' e su
Marmolada - Gran Vernel. Dalla sella si prende una traccia che
risale il ripido pendio erboso di sinistra, che ben presto si assottiglia
a cresta e raggiunge un'ampia spalla erbosa: proseguendo brevemente sulla
sinistra, superata qualche elementare roccetta, si sale in
vetta al Su l'Aut (2515 m, h 0,20
dalla Sella del Brunech), la cima più elevata del sottogruppo del Buffaure.
Magnifica veduta su tutti i gruppi fassani, ed in particolare su Sassolungo,
Sella e Marmolada. Di fronte, troneggia la scura Crepa
Neigra. Tornati alla spalla erbosa, si segue la cresta di
destra che dapprima in discesa, poi con lievi saliscendi, attraversa tutta
la testata della pittoresca Val de Crepa fino all'ampia depressione
erbosa del Pian de Selle (2361 m, h 0,45
dalla Sella Brunech), che si apre al piede della Crepa Neigra
e che mette in comunicazione la conca del Ciampac' con la già
citata Val de Crepa. Incontrato il sentiero 645,
lo si segue scendendo i ripidi prati della Val de Crepa, fino ad un
primo gruppo di casolari (Poze, 2185 m), dai quali la traccia
prosegue pressochè pianeggiante sul fondo dell'amena valletta: gruppi di
tabià sparsi tra i prati, bestiame al pascolo e tanta tranquillità fanno
di questa valle una vera perla di natura
quasi incontaminata. Raggiunta la soglia glaciale presso un ultimo gruppo
di fienili, si attraversa un cancello e si prende a scendere molto
ripidamente con una serie di tornanti nel fitto bosco. Con lunga discesa,
si raggiunge una esigua radura, dove sorgono i casolari di Duìn,
da cui un nuovo tratto ripidissimo fa perdere altra quota nel bosco.
Superata una placchetta (corda fissa), si prosegue la discesa tra gli
alberi, nel bosco sempre più precipite, fino a sbucare sulla passeggiata
del Lungo Avisio nei pressi di Fontanazzo di Sotto (1396 m, h
1,45 dal Pian de Selle). Da qui, con mezzi pubblici o a
piedi (h 1,30 circa) nuovamente a Pozza. |
| Tempo totale |
h
6,00 circa (più eventuale ritorno a piedi) |
| Difficoltà |
E
allenati |
| Dislivello |
1100
m circa |
| Ultimo sopralluogo |
agosto
2003 |
| Commenti |
Periodo
consigliato: maggio - ottobre
Itinerario un po' insolito ma affascinante:
non si incontrano rocce o ghiaioni, molto comuni in queste zone, ma solo
tanti riposanti prati. Certo, le creste sono si aeree, ma comunque mai
esposte, e le vedute molto spettacolari e di ampio respiro. Molto forte
anche il contrasto tra la prima parte, in cui si attraversa un ambiente
fortemente antropizzato, e la seconda lungo la solitaria Val de Crepa: con
un po' di fortuna, si può sperare di essere gli unici esseri umani in
questo incantevole angolo di Dolomiti! |
|