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N.B.:
ITINERARIO STUDIATO ED EFFETTUATO IN COMPAGNIA DI ANNA PIERMARTINI (DETTA ANCHE LO
STAMBECCO DELLE DOLOMITI, NONCHE' AUTRICE
DEL LOGO UFFICIALE DEL SITO)
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CARTINA
CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 010 |
| Punto
di partenza |
Parcheggio della Val
Campodidentro (1500 m circa), raggiungibile da San Candido (Val
Pusteria) risalendo per circa 3,5 km la Valle di Sesto e deviando
poi in Val Campodidentro, per una stradetta asfaltata che in altri
4 km raggiunge, attraverso splendidi boschi, il parcheggio posto in
corrispondenza della sbarra. Attenzione: dopo le h
11,00, le auto vengono fermate molto più a valle! |
| Descrizione |
Dal parcheggio si
continua a seguire la stradetta, ancora asfaltata, che si innalza con
alcuni tornanti sul versante sinistro della valle, uscendo ben presto dal
bosco, che lascia il posto ai mughi: bella vista sull'imponente Punta
dei Tre Scarperi (3152 m) e sulle cime che le fanno corona, tra
le più alte delle Dolomiti di Sesto. Raggiunto il fondovalle dove
questo si apre in una splendida prateria, la
carrareccia, diventata sterrata, vi si inoltra pianeggiante, giungendo in
breve ai piedi del piccolo dosso alberato su cui sorge il Rifugio
Tre Scarperi (1626 m, h 0,20).
Sul fondo della valle, si staglia la bella parete del Monte Mattina
(2493 m), mentre sul versante opposto al rifugio si impennano i ghiaioni e
le pale erbose che sostengono il sottogruppo dei Rondoi - Baranci (Rocca
dei Baranci - Torri Campodidentro, che rinserrano tra di loro
la ripida e stretta Val del Carbone). Alle spalle del rifugio,
invece, orride pareti macchiate di verde impediscono la vista dei
sovrastanti Tre Scarperi. Si continua sulla stradetta attraverso
bei prati ricchi di bestiame, per passare poi sul versante destro della
valle, ai margini del bosco; i prati di fondovalle lasciano il posto ad un
pianeggiante ma esteso ghiaione, originato dalle acque del rio durante le
piene. Trascurata sulla destra la traccia segnata (cartello) per la Val
Pra Brusà (vedi itinerario Forcella
dei Baranci), si prosegue sul sentiero pianeggiante e si giunge quasi alla base della parete del Monte Mattina,
che divide la valle in due più ripidi valloni: quello di
sinistra, più erto e stretto, scende dall'ampio Cadin di San
Candido (vedi itinerario In
Val Campodidentro), mentre quello a destra, più
ampio, sale fino al Passo Grande dei Rondoi (2289 m), che si apre
alla base dell'imponente Croda dei Rondoi. Al bivio (cartelli) si
prende quindi il sentiero 10-11
che prende subito a risalire ripidamente il fitto bosco. Usciti dagli
alberi presso il letto asciutto del rio, si prosegue fra fitte macchie di
mughi, con vedute sempre più imponenti sul Gruppo dei Tre Scarperi
e dei Rondoi Baranci (zona di Forcella del Lago, con le Cime
Bulla e le Cime Piatte che racchiudono il valloncello del Toàl
Erto). Si raggiunge così il bivio con il sentiero n° 9
per Forcella del Lago (h 1,
vedi anche itinerari Traversata
dei Rondoi-Baranci e Croda
dei Baranci): trascurata la traccia di destra, si prosegue sul
sentiero principale (10-11)
che, superata una fontana, attacca le ghiaie miste ad erba del vallonetto
che, rinserrato tra le pareti del Monte Mattina e della Croda
dei Rondoi, conduce con ripida costante salita all'ultimo tratto
terroso che precede l'ampio Passo Grande dei Rondoi (2289 m, h
2, resti di baraccamenti e trincee). Magnifiche vedute, oltre
il ripido vallone che scende in Val Rienza, su Cristallo e Sorapiss.
Dal Passo si prende la traccia segnata n° 10
che, salendo a sinistra sulla linea di forcella, raggiunge in breve le
rocce nei pressi dello sbocco di uno stretto canalino che si insinua verso
destra: si risale detto canalino (alcune corde metalliche, elementari)
fino ad uscire sulle roccette superiori, che adducono in breve agli
inclinati e panoramici pendii prativi che costituiscono il basamento Sud
dell'ardita Torre dei Scarperi (2687 m). La traccia percorre i
prati in falsopiano, con vista magnifica e frontale sulle
imponentissime Tre
Cime. Un tratto di ripida risalita, su terreno detritico, consente di
toccare una forcelletta tra la Torre dei Scarperi ed un costone
roccioso, tutto traforato di caverne e postazioni austriache; da qui una
ripida discesa, fastidiosa a causa della friabilità delle ghiaie, conduce
sugli ondulati pascoli dell'Alpe Mattina, nuovamente sul versante Val
Campodidentro, che si attraversano per una pianeggiante traccia.
Si giunge così ad un primo bivio (cartelli): lasciato a sinistra un primo
sentiero proveniente da Val Campodidentro, si supera un costone di
roccia (molti resti di caverne) e, attraversata una conca detritica, si
incontra un altro bivio, a cui arriva il sentiero principale da Val
Campodidentro (n° 105);
proseguendo per una ripida, breve gola rocciosa (ponticelli di legno) si
raggiunge la sommità dell'altipiano, nei pressi del Passo dell'Alpe
Mattina (o Passo Cavegna, 2446 m, h
1,20 dal Passo Grande dei Rondoi). Trascurata la traccia
che, oltre il passo, conduce all'ormai vicino Rifugio Locatelli, si
prosegue a sinistra per lastroni e trincee di guerra fino ai ghiaioni
basali della Torre di Toblin, che si mostra da qui con il precipite
versante Ovest, dove sorge un piccolo monumento ai caduti della guerra.
Prendendo la traccia di sinistra, che si mantiene bassa sul fianco della
torre, se ne aggira anche il versante Nord, dove si svolge la difficile Ferrata
delle Scalette, e si giunge in vista dell'ampia Forcella di San
Candido (2381 m): senza raggiungerla, si devia a destra sulla traccia
che, con panoramico percorso su Paterno e Crode Fiscaline,
raggiunge in breve il grande Rifugio
Locatelli (2405 m, h 2 dal
Passo Grande). Dal rifugio si prende quell'esile sentierino (indicazioni
"ferrata") che rasenta le rocce basali del Sasso di Sesto
ed avvicina la forcella di divisione fra questo e la Torre di Toblin;
senza attraversarla, si prosegue alla base della torre fino ad un'altra
forcelletta, dove è posto l'attacco della via normale ("Sentiero
Hosp", h 0,20 dal rifugio).
Un primo gradino si supera grazie all'aiuto delle funi, dopo di che si
risale uno stretto canale roccioso che fa capo ad una forcelletta con
caverna. Risalito un muretto, si segue uno spigolo e, per successivi
canalini e cengette, si raggiunge il saltino finale che conduce all'esile
cresta ed alla Cima Orientale (2617 m, h
0,25 dall'attacco). Magnifico panorama circolare su tutte le Dolomiti
di Sesto. Ritorno al rifugio, per la stessa via, in h
0,40 ed al parcheggio in Val Campodidentro attraverso il
Passo dell'Alpe Mattina ed il sentiero n° 105
(vedi itinerario In Val
Campodidentro in senso inverso, h 1,45). |
| Tempo totale |
h
7,30 circa |
| Difficoltà |
E
(EE la Torre di Toblin) |
| Dislivello |
1500
m circa |
| Ultimo sopralluogo |
agosto
2004 |
| Commenti |
Periodo
consigliato: luglio - settembre
Fantastico giro ad anello, che consente una
serie di vedute varie ed interessantissime su quasi tutte le cime delle
Dolomiti di Sesto. In questo senso, la salita alla Torre di Toblin
aggiunge un'ulteriore veduta circolare e mozzafiato da non perdere. La via
di salita è di modesto impegno, qualche punto un po' esposto consiglia
comunque di procedere assicurati. Numerosissime le vestigia della Prima
Guerra Mondiale (prima linea austriaca). |
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