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CHI
C'ERA: FLAVIO, DANILO, ANDREA D. ED ANDREA C. (CIOE' IO!) |
| FOTOPERCORSO |
| Storia
Alpinistica |
La Testa Gias
dei Laghi (2739 m) è una importante montagna delle Marittime di
Valle Stura, tra il Vallone di Orgials (Sant'Anna di
Vinadio) ed il Vallone di Riofreddo. Dirama l'importante
contrafforte della Maladecia, una delle cime più ardite e
conosciute della zona. Dalla sua cima sono visibili decine di laghi,
grandi e piccoli, che punteggiano i valloni della zona, da cui forse il
toponimo. La montagna si presenta come una cresta detritica su cui si
evidenziano alcune elevazioni, di cui quella nord-orientale risulta la
più elevata. I fianchi di questa cresta scendono con regolari pendii di
sfasciumi verso la conca dei Laghi dell'Avèr, mentre sul versante
opposto, verso la Maladecia, è sorretta da brevi fasce rocciose
intercalate da pendii erbosi e canalini, il tutto molto rotto e repulsivo.
La cima meridionale, invece, quotata 2701 m, presenta a Sud-Ovest una
bella parete triangolare, sulla quale sono state tracciate, di recente,
diverse vie con difficoltà classiche. La parete, trascurata dagli
scalatori degli anni '30, rimane nascosta ed appartata, sul fondo della
selvaggia Comba Mourrè: forse proprio questo suo isolamento è
stato la causa della sua così tardiva scoperta. La prima via tracciata
sulla parete è quella che risale interamente lo Sperone Sud-Ovest, ben
evidente fin dal basso: risale al 17 settembre 1972, ed è opera di G.
Ghibaudo ed F. Giraudo. Non presenta difficoltà elevate, ma è
scarsamente attrezzata e restituisce già la soddisfazione di una scalata
"importante". |
| Punto di partenza |
Vinadio
(904 m), raggiungibile da Cuneo attraverso Borgo San Dalmazzo,
Demonte e la Valle Stura. Da Vinadio si prende a
sinistra la strada che, con fitta serie di tornanti, risale il selvaggio Vallone
di Sant'Anna, supera il bivio per il santuario di Sant'Anna di
Vinadio e prosegue verso il Colle della Lombarda. Si lascia
l'auto presso un tornante allo sbocco della Comba Riva Bianca (2189
m), tra la Rocca San Giovanni ed il massiccio Monte Avèr. |
| Avvicinamento |
Si prende la
mulattiera che si inoltra nell'ampia
e soleggiata Comba Riva Bianca: in questo primo tratto la
traccia è frequentemente invasa dalle acque del rio, poi si supera una
prima modesta bastionata e, fra pietraie e ripiani erbosi, si raggiungono
le pendici della dentellata cresta rocciosa della Rocca San Giovanni.
Con alcuni ben tracciati tornanti, la mulattiera raggiunge un colletto
sulla cresta (2480 m, h 0,40), da dove
appare la testata della solitaria Comba Mourrè e, di fronte,
l'imponente parete della Testa Gias dei Laghi. Si scende dall'altra
parte lungo la mulattiera che traversa verso destra, in direzione del
canale detritico del Colle dell'Avèr: appena possibile, si
abbandona la traccia e si procede per massi e detriti instabili
(attenzione) in direzione della base della parete. Come punto di
riferimento si può prendere lo sbocco inferiore dell'evidente
diedro-canale che solca la parte sinistra della parete (neve ad inizio
stagione, h 1,00, attacco). |
| Descrizione
della via |
Si possono
contare 6
tiri di corda:
1
- La via originale risale la parte iniziale del diedro-canale (pericolo di
caduta pietre): oggi una serie di spit sulla parete a destra del
diedr-canale consentono di risalire direttamente lo zoccolo basale, con
percorso più sicuro. Si risale quindi una
prima breve fessura verticale (III, 1 spit), poi si traversa a
sinistra (2 spit) fino ad una placca inclinata e scivolosa, che va
risalita in diagonale. Si supera l'arduo passo, esposto ed adrenalinico (V+,
2 spit), poi più facilmente nuovamente a destra per saltini e cenge
erbose fino alla grande cengia al di sopra dello zoccolo basale (sosta con
chiodo e cordone);
2
- Si segue la cengia verso destra, si
supera uno spigoletto e si entra nel ripido canalone delimitato dallo
Sperone Sud-Ovest e dalla parete vera e propria. Si prosegue per rocce
articolate e saltini (II+) fino ad un vecchio chiodo (sosta);
3
- Si prosegue per lastroni
e roccette sul fondo del canale (II), poi si risale un saltino
per un caminetto a sinistra (III+) fino ad un pianerottolo nei
pressi del filo dello sperone (sosta su spuntoni);
4
- Si traversa espostamente su una minuscola cengetta a destra (III),
poi si scala uno spigoletto gradinato (II+) e si esce in un
canalino erboso che va risalito fino alla base di un umido camino (sosta
su spuntone a sinistra del camino);
5
- Si scala il
camino, umido e scivoloso (IV), che a metà presenta una
strozzatura da superare direttamente (chiodo, IV+), fino ad una
minuscola forcelletta (chiodo di sosta);
6
- Si attacca un altro breve caminetto, liscio e verticale (IV+,
chiodo), poi si esce a sinistra su placca liscia ed espostissima (V,
poco proteggibile), fino a raggiungere una fessura di nuovo sul filo dello
sperone; con percorso esposto ma più facile (III) si risale un
ultimo canalino e, per le ultime rocce a destra (IV) si
esce sulla cresta sommitale (spuntoni di sosta). Con pochi passi, in 5
minuti si raggiunge la
croce posta sulla Quota 2701.
Discesa: seguendo una serie di ometti, ma anche senza
percorso obbligato, ci
si cala per massi e sfasciumi in direzione della sottostante conca, si
prende poi una larga cengia erbosa che risale brevemente all'evidente
insellatura del Colle
dell'Avèr (2585 m, h 0,20
dalla cima). Di qui si scende per una traccia nel franosissimo canale
occidentale (attenzione alle pietre mobili!). La traccia esce poi dal
canale e si porta su pendii
erbosi ripidi ma sicuri, fino a ricongiungersi al sentiero percorso
all'andata, prima di abbandonarlo per l'approccio alla parete. Seguendolo
a ritroso, si ritorna alla carrozzabile (h 1,00
dal Colle dell'Avèr). |
| Tempo totale |
h
5,30 circa |
| Difficoltà |
D+
(un passo di V+) |
| Dislivello |
550
m circa (250 m circa di via) |
| Attrezzatura |
completa
da alpinismo: 2 mezze corde, casco, una serie di nut e friends,
eventualmente qualche chiodo, numerosi cordini |
| Ultimo sopralluogo |
giugno
2007 |
| Commenti |
Periodo consigliato: luglio -
settembre
Bella via classica, in ambiente
panoramico e suggestivo. Avvicinamento breve e poco faticoso, arrampicata
un po' discontinua ma con alcuni passaggi impegnativi. Quasi tutta da
attrezzare, orientamento abbastanza evidente. Attenzione in caso di roccia
bagnata, soprattutto nella parte alta della via! |
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