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CARTINA
CONSIGLIATA: IGC 1:25.000, FOGLIO 113 |
| Punto di partenza |
Terme di
Valdieri (1346 m), raggiungibili da Mondovì (uscita della A6
Torino - Savona) attraverso Cuneo,
Borgo San Dalmazzo e la Valle Gesso; giunti a Valdieri,
si trascura a sinistra la diramazione per Entracque e si prosegue
verso Sant'Anna di Valdieri e Terme di Valdieri. Superato il
grande stabilimento idroterapico, si passa presso l'Albergo Turismo
ed il centro visitatori del Parco Alpi Marittime, fino al grande
parcheggio ricavato all'inizio del Vallone del Valasco. |
| Descrizione |
Si segue
per breve tratto la strada ex militare che si inoltra nel Vallone del
Valasco e, giunti ad un tornante che fa
prendere quota alla strada sulle pendici del Monte Matto, si prende
la vecchia mulattiera che si mantiene di fianco al Rio del Valasco
in moderata salita; sfiorando più volte la rotabile ex militare, la
mulattiera continua a salire a fianco del rio (alla base del Vallone
Cabrera, discendente dal Monte Matto, una lapide ricorda un
mortale incidente datato 1921). Tornati definitivamente sulla strada, si
percorre un ultimo tornante che permette di affacciarsi sul grande Piano
del Valasco (1763 m, h 1), ripiano
erboso dominato da imponenti vette rocciose; da sinistra a destra: Cima
di Valcuca (2605 m), Testa di Tablasses (2851 m), Testa del
Claus (2889 m), Testa del Malinvern (2939 m), Cima Sud di Valrossa (2797 m), Monte Matto
(3097 m). Ammirate le belle cascate che il torrente forma precipitando
dall'orlo del ripiano, si prosegue sulla rotabile che transita nei pressi
della recentemente ristrutturata Reale Casa di Caccia (h
1,10), utilizzata un tempo dal re Vittorio Emanuele II
per le sue cacce in Valle Gesso; di fronte, su un alto ripiano,
appare la sagoma squadrata del Rifugio Questa. La strada continua
in leggera salita e, superato un ponte sullo spumeggiante Rio di
Valrossa, arriva sul più piccolo Piano Superiore del Valasco
(1814 m, h 1,25), dove si supera una
prima volta il rio su buona passerella di legno. Lasciato a sinistra il
bivio per la Val Morta, si supera nuovamente il rio al
margine superiore del ripiano, quando cominciano i tornanti. Entrati in un
bel lariceto, la strada si eleva con tornanti ben conservati e ripidezza
contenuta, con bella vista sul Monte Matto, fino ad un evidente
bivio (1996 m, h
2): abbandonata a questo punto la rotabile ex-militare, diretta
ai Laghi di Valscura (vedi anche itinerario Giro
della Valscura e della Fremamorta), si prende la bella mulattiera di
sinistra, che risale un po' più ripidamente, ma sempre molto comoda, le
aspre placconate rocciose che sembrano sbarrare il Vallone del Valasco:
bella veduta sul Canalone
di Tablasses.
Con intelligente percorso la mulattiera guadagna quota piuttosto
velocemente, supera una zona ricca di acque scorrenti e, con un'ultima
serie di tornanti fra rocce ed erbe, intercetta nuovamente la rotabile
ex-militare a quota 2300 m circa (h 2,40),
un centinaio di metri a valle del Rifugio
Questa, eventualmente raggiungibile in pochi minuti di salita.
Si segue invece la rotabile verso sinistra, perdendo un centinaio di metri
di quota con alcune svolte: in questo tratto la sede stradale risulta
particolarmente rovinata. Al termine dei tornanti, un piccolo cartello
giallo con freccia sulla destra indica lo stacco del sentierino per il Passo
di Prefouns: si abbandona quindi la rotabile e si segue il sentierino,
che per dossi erbosi e ripidi pendii detritici si mantiene alto sul fondo
dell'aspro Vallone di Prefouns. Rasentando la base delle ardite
pareti granitiche della Cresta Savoia, con bella visione
sull'imponente Canalone di Tablasses e l'omonima Testa, che
domina la sponda opposta del vallone, la traccia risale con una serie di
tornanti un risalto erboso, per uscire nella conca superiore, colma di
grossi massi e dominata dagli arditissimi torrioni delle Guglie del Lac
Nègre. Attraversata la conca (ometti), per l'ultimo ripido pendio
(neve ad inizio stagione) si esce sull'ampia sella del Passo di
Prefouns (2620 m, h 3,45,
casermetta sul versante italiano). Bella veduta, sul versante opposto,
sulla placida conca del Lac Nègre. Si prende a questo punto la
traccia che, verso sinistra, si mantiene in quota alla base del versante
Sud della Testa di Tablasses e che collega il Passo di Prefouns
con la conca di Les Bresses: con qualche saliscendi fra fastidiose
pietre mobili, si giunge in corrispondenza dello sbocco inferiore di un
largo canalino detritico che incide la bassa fascia rocciosa sovrastante.
Raggiunto lo sbocco del
canalino, lo si risale per neve o detriti
altamente instabili e friabili (attenzione!), per uscire sulle vaste
pietraie sovrastanti, che si risalgono fino alla larga Sella di
Tablasses (2800 m circa, h 0,45
dal passo), che si apre fra l'Anticima Nord-Ovest e la cima
principale della Testa di Tablasses: qui sbuca anche il Canalone
di Tablasses. Si può evitare la fastidiosa risalita del canalino
attaccando direttamente le rocce della sua sponda sinistra, un po' esposte
ma facili (II°), che conducono sulla cima di uno speroncino che si
collega alla Sella di Tablasses per mezzo di una breve esile
crestina rocciosa. Con un'ultima salita fra pietre e roccette miste ad
erba, in ogni caso, si raggiunge il grande ometto posto sulla cima della Testa
di Tablasses (2851 m, h 4,45).
Panorama eccezionale su tutte le Marittime, in particolare sull'Argentera,
sul Matto, sulla zona Valscura-Claus e sulla Valrossa.
Dietro l'aguzza Rocca la Pàur fa capolino il Monviso.
Ridiscesi alla traccia di collegamento Prefouns - Bresses
(attenzione al terreno estremamente friabile!), la si segue ancora verso
sinistra: traversata in alto una conca, sovente nevosa, con una piccola
pozza, la traccia risale per ripide roccette e canalini fino
all'insellatura rocciosa del Passo di Tablasses (2720 m, h
0,45 dalla Testa di Tablasses). Sul versante italiano
sorge una grande casermetta. Si tagliano a questo punto i franosi pendii a
ridosso delle rocce della Testa di Tablasses, si scavalca una
selletta e si scende per un ripido canalino nell'avvallamento successivo:
seguendo gli ometti di pietre, si scende lungamente per ripidi pendii e
conche spesso innevate fino a stagione inoltrata (in alcuni punti la
traccia è veramente molto esile!) fino ad incontrare, dopo una lunga
serie di tornanti fra erba e rododendri, nuovamente la rotabile
ex-militare (h 1,00), pochi metri
prima che questa incontri la mulattiera della Val Morta,
proveniente dal Colletto del Valasco (vedi anche itinerario Giro
della Valscura e della Fremamorta). Seguendo la rotabile verso destra,
quindi, si incontra in breve tale bivio: seguendo la mulattiera che scende
lungo la Val Morta, si entra presto nel pittoresco lariceto e,
rimanendo alti rispetto al tumultuoso rio, si scende con comodi tornanti
fino al Piano Superiore del Valasco (h
0,45), all'altezza del bivio presso il primo ponticello.
Seguendo a questo punto a ritroso il percorso dell'andata, si ritorna a Terme
di Valdieri (h 1,15). |
| Tempo totale |
h
8,30 - 9,30 |
| Difficoltà |
EE
(F se si segue la variante al canalino) |
| Dislivello |
1600
m circa |
| Ultimo sopralluogo |
giugno
2006 |
| Commenti |
Periodo
consigliato: luglio - settembre
Salita facile ma impegnativa per il dislivello
ad un punto panoramico di primissimo ordine: molto varia, si passa dal
lariceto ai prati alle pietraie. Facile incontrare neve, specie nel
Vallone di Prefouns e durante la discesa dal Passo di Tablasses: ad inizio
i stagione, consigliabili ramponi e piccozza. Sempre se c'è neve,
attenzione all'orientamento durante la discesa dal Passo di Tablasses: in
particolare, è possibile scendere anche lungo il vallone principale, ma
in questo caso va tenuto presente che nella parte mediana vanno superate
alcune placconate rocciose, insidiose per le rocce estremamente friabili. |
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