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| Punto di partenza |
Terme di
Valdieri (1346 m), raggiungibili da Mondovì (uscita della A6
Torino - Savona) attraverso Cuneo,
Borgo San Dalmazzo e la Valle Gesso; giunti a Valdieri,
si trascura a sinistra la diramazione per Entracque e si prosegue
verso Sant'Anna di Valdieri e Terme di Valdieri. Superato il
grande stabilimento idroterapico, si passa presso l'Albergo Turismo
ed il centro visitatori del Parco Alpi Marittime, fino al grande
parcheggio ricavato all'inizio del Vallone del Valasco. |
| Descrizione |
Si segue
per breve tratto la strada ex militare e, giunti al primo ampio tornante che fa
prendere quota alla strada sulle pendici del Monte Matto, si prende
la vecchia mulattiera che si mantiene di fianco al Rio del Valasco
in moderata salita; sfiorando più volte la rotabile ex militare, la
mulattiera continua a salire a fianco del rio, fra rigogliosa vegetazione. Tornati definitivamente sulla strada, si
percorre un ultimo tornante, si oltrepasso lo stacco delle mulattiere per
la Valmiana (a destra, vedi anche itinerario Traversata
del Monte Matto) e la Valcuca (a sinistra, oltre il rio, vedi anche
itinerario Al
lago di Valcuca) e ci si affaccia sul grande Piano
del Valasco (1763 m, h 1,00), ripiano
erboso dominato da imponenti vette rocciose; da sinistra a destra: Cima
di Valcuca (2605 m), Testa di Tablasses (2851 m), Testa del
Claus (2889 m), Cima Sud di Valrossa (2797 m), Monte Matto
(3097 m). Ammirate le belle cascate che il torrente forma precipitando
dall'orlo del ripiano, si prosegue sulla rotabile che transita nei pressi della Reale Casa di Caccia (h
1,10, recentemente ristrutturata), utilizzata un tempo dal re Vittorio Emanuele II
per le sue cacce in Valle Gesso; di fronte, su un alto ripiano,
appare la sagoma squadrata del Rifugio Questa. La strada continua
in leggera salita e, superato un ponte sullo spumeggiante Rio di
Valrossa, arriva sul più piccolo Piano Superiore del Valasco
(1814 m, h 1,25): il vecchio e
pericolante ponte in cemento è stato da poco sostituito con una nuova
robusta passerella, per cui si supera il torrente e si incontra subito un
bivio (tabelle). Trascurata la mulattiera a sinistra, diretta alla Valmorta,
si prosegue in piano lungo la carrareccia principale, fino al termine del
ripiano, dove si supera nuovamente il rio su una passerella un po'
traballante ma sicura. Entrati in una bella
pineta, la strada si eleva con tornanti ben conservati e ripidezza
contenuta, con bella vista sul Monte Matto, fino ad un grande larice secco (1996 m, h
2,00), dove si stacca una traccia per il Rifugio Questa;
proseguendo sul tracciato stradale, si supera un altro rio (sono le
impetuose acque provenienti dal sovrastante Lago del Clàus) e si entra nel Vallone
di Valscura, transitando alla base di rossastre pareti rocciose.
Percorso un lungo tornante e una galleria (evitabili percorrendo l'antica
mulattiera, perfettamente lastricata), ci si immette nella Gola di
Valscura e, superati alcuni ripiani con casermette diroccate, si
giunge sulla sponda del Lago Inferiore di Valscura (2274 m, h
3,00), il più vasto degli specchi d'acqua del vallone.
Lasciata la carrareccia che, a sinistra, si eleva su un costone verso il Rifugio
Questa, si prosegue sulla sponda settentrionale del lago su una
mulattiera che si inerpica poi sulla barriera rocciosa che chiude a Ovest
la conca del lago; al sommo della bastionata, nei pressi di una grande
caserma posta su di un poggio, si transita vicino ad un piccolo laghetto
(2471 m, h 3,30) e si prosegue sui
macereti alle falde della Testa del Malinvern fino alla Bassa
del Druòs (2612 m, h 4,00), da
cui appare alla vista il Lago Superiore di Valscura (2439 m), posto
in una conca alla base della Cima di Lausa (2823 m), non toccato
durante la salita. Dalla parte opposta, sul versante francese, si estende
invece il Vallon de Chastillon, con i bei Lacs de Terre Rouge
(2452 m) poco sotto il valico, e la conca tagliata dagli impianti di
risalita di Isola 2000. Pochi metri prima di raggiungere la Bassa,
all'altezza dell'ultimo breve tornante, stacca a destra una traccia che
taglia lungamente in piano o leggera discesa le falde della Testa del
Malinvern: seguendola, si giunge facilmente alla base di un
diedro-canale che taglia la ripida bastionata rocciosa sovrastante.
Seguendo le evidenti tacche rosse, si
sale con attenzione lungo il diedro per facili roccette (I° grado)
fino ad uscire ai margini di un'ampia
conca detritica, dominata dall'altra parte dalla cresta rocciosa
sommitale. Seguendo tracce, ometti e tacche rosse si sale per ripidi
detriti e roccette fino ad una poco marcata incisione di cresta (2815 m, h
0,40 dalla Bassa del Druos), tra un'anticima (a
sinistra, paletto sulla cima) e la Testa del Malinvern vera e
propria (a destra). Proseguendo lungo lo spartiacque, con belle vedute sul
selvaggio versante francese, si giunge alla base dell'impennata finale.
Tornando sul versante italiano, si segue un sistema di cenge e canalini
molto facili (F) che conducono, in diagonale ascendente, sulla cresta
sommitale, a pochi passi dalla croce
di vetta (2939 m, h 1,00 dalla Bassa
del Druos, h 5,00 dalle Terme
di Valdieri). Panorama superbo su
tutto l'arco delle Marittime, sul Monviso
e sulla pianura. Ritorno per la stessa via in h
3,15. |
| Tempo totale |
h
8,30 circa |
| Difficoltà |
F |
| Dislivello |
1600
m circa |
| Ultimo sopralluogo |
settembre
2007 |
| Commenti |
Periodo
consigliato: giugno - ottobre
Lunga e faticosa salita ad una cima panoramica
di prim'ordine. Le difficoltà sono modeste, ma è richiesta comunque
attenzione, per via della lunghezza dell'itinerario, che può causare
qualche appannamento nei riflessi. Abbastanza frequentata. |
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