Testa del Malinvern 2939 m   

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CHI C'ERA: ANNA, ANDREA

CARTINA CONSIGLIATA: IGC 1:25.000, FOGLIO 113

FOTOPERCORSO DALLA BASSA DEL DRUOS
Punto di partenza Terme di Valdieri (1346 m), raggiungibili da Mondovì (uscita della A6 Torino - Savona) attraverso Cuneo, Borgo San Dalmazzo e la Valle Gesso; giunti a Valdieri, si trascura a sinistra la diramazione per Entracque e si prosegue verso Sant'Anna di Valdieri e Terme di Valdieri. Superato il grande stabilimento idroterapico, si passa presso l'Albergo Turismo ed il centro visitatori del Parco Alpi Marittime, fino al grande parcheggio ricavato all'inizio del Vallone del Valasco.
Descrizione Si segue per breve tratto la strada ex militare e, giunti al primo ampio tornante che fa prendere quota alla strada sulle pendici del Monte Matto, si prende la vecchia mulattiera che si mantiene di fianco al Rio del Valasco in moderata salita; sfiorando più volte la rotabile ex militare, la mulattiera continua a salire a fianco del rio, fra rigogliosa vegetazione. Tornati definitivamente sulla strada, si percorre un ultimo tornante, si oltrepasso lo stacco delle mulattiere per la Valmiana (a destra, vedi anche itinerario Traversata del Monte Matto) e la Valcuca (a sinistra, oltre il rio, vedi anche itinerario Al lago di Valcuca) e ci si affaccia sul grande Piano del Valasco (1763 m, h 1,00), ripiano erboso dominato da imponenti vette rocciose; da sinistra a destra: Cima di Valcuca (2605 m), Testa di Tablasses (2851 m), Testa del Claus (2889 m), Cima Sud di Valrossa (2797 m), Monte Matto (3097 m). Ammirate le belle cascate che il torrente forma precipitando dall'orlo del ripiano, si prosegue sulla rotabile che transita nei pressi della Reale Casa di Caccia (h 1,10, recentemente ristrutturata), utilizzata un tempo dal re Vittorio Emanuele II per le sue cacce in Valle Gesso; di fronte, su un alto ripiano, appare la sagoma squadrata del Rifugio Questa. La strada continua in leggera salita e, superato un ponte sullo spumeggiante Rio di Valrossa, arriva sul più piccolo Piano Superiore del Valasco (1814 m, h 1,25): il vecchio e pericolante ponte in cemento è stato da poco sostituito con una nuova robusta passerella, per cui si supera il torrente e si incontra subito un bivio (tabelle). Trascurata la mulattiera a sinistra, diretta alla Valmorta, si prosegue in piano lungo la carrareccia principale, fino al termine del ripiano, dove si supera nuovamente il rio su una passerella un po' traballante ma sicura. Entrati in una bella pineta, la strada si eleva con tornanti ben conservati e ripidezza contenuta, con bella vista sul Monte Matto, fino ad un grande larice secco (1996 m, h 2,00), dove si stacca una traccia per il Rifugio Questa; proseguendo sul tracciato stradale, si supera un altro rio (sono le impetuose acque provenienti dal sovrastante Lago del Clàus) e si entra nel Vallone di Valscura, transitando alla base di rossastre pareti rocciose. Percorso un lungo tornante e una galleria (evitabili percorrendo l'antica mulattiera, perfettamente lastricata), ci si immette nella Gola di Valscura e, superati alcuni ripiani con casermette diroccate, si giunge sulla sponda del Lago Inferiore di Valscura (2274 m, h 3,00), il più vasto degli specchi d'acqua del vallone. Lasciata la carrareccia che, a sinistra, si eleva su un costone verso il Rifugio Questa, si prosegue sulla sponda settentrionale del lago su una mulattiera che si inerpica poi sulla barriera rocciosa che chiude a Ovest la conca del lago; al sommo della bastionata, nei pressi di una grande caserma posta su di un poggio, si transita vicino ad un piccolo laghetto (2471 m, h 3,30) e si prosegue sui macereti alle falde della Testa del Malinvern fino alla Bassa del Druòs (2612 m, h 4,00), da cui appare alla vista il Lago Superiore di Valscura (2439 m), posto in una conca alla base della Cima di Lausa (2823 m), non toccato durante la salita. Dalla parte opposta, sul versante francese, si estende invece il Vallon de Chastillon, con i bei Lacs de Terre Rouge (2452 m) poco sotto il valico, e la conca tagliata dagli impianti di risalita di Isola 2000. Pochi metri prima di raggiungere la Bassa, all'altezza dell'ultimo breve tornante, stacca a destra una traccia che taglia lungamente in piano o leggera discesa le falde della Testa del Malinvern: seguendola, si giunge facilmente alla base di un diedro-canale che taglia la ripida bastionata rocciosa sovrastante. Seguendo le evidenti tacche rosse, si sale con attenzione lungo il diedro per facili roccette (I° grado) fino ad uscire ai margini di un'ampia conca detritica, dominata dall'altra parte dalla cresta rocciosa sommitale. Seguendo tracce, ometti e tacche rosse si sale per ripidi detriti e roccette fino ad una poco marcata incisione di cresta (2815 m, h 0,40 dalla Bassa del Druos), tra un'anticima (a sinistra, paletto sulla cima) e la Testa del Malinvern vera e propria (a destra). Proseguendo lungo lo spartiacque, con belle vedute sul selvaggio versante francese, si giunge alla base dell'impennata finale. Tornando sul versante italiano, si segue un sistema di cenge e canalini molto facili (F) che conducono, in diagonale ascendente, sulla cresta sommitale, a pochi passi dalla croce di vetta (2939 m, h 1,00 dalla Bassa del Druos, h 5,00 dalle Terme di Valdieri). Panorama superbo su tutto l'arco delle Marittime, sul Monviso e sulla pianura. Ritorno per la stessa via in h 3,15.
Tempo totale h 8,30 circa
Difficoltà F
Dislivello 1600 m circa
Ultimo sopralluogo settembre 2007
Commenti Periodo consigliato: giugno - ottobre

Lunga e faticosa salita ad una cima panoramica di prim'ordine. Le difficoltà sono modeste, ma è richiesta comunque attenzione, per via della lunghezza dell'itinerario, che può causare qualche appannamento nei riflessi. Abbastanza frequentata.