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N.B.:
ITINERARIO STUDIATO ED EFFETTUATO IN COMPAGNIA DI ANNA PIERMARTINI (DETTA ANCHE LO
STAMBECCO DELLE DOLOMITI, NONCHE' AUTRICE
DEL LOGO UFFICIALE DEL SITO)
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CARTINA
CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 010 |
| Punto
di partenza |
Campo
Fiscalino (1460 m), nell'omonima vallata, raggiungibile dalla Val
Pusteria attraverso Dobbiaco, San Candido e Sesto:
giunti a Moso, si prende la deviazione per la Val Fiscalina,
che si percorre fino ad un parcheggio (a pagamento), in vista delle
imponenti muraglie di Croda dei Toni - Cima Una e della Punta
dei Tre Scarperi. |
| Descrizione |
Dal
parcheggio si prende l’ampia carrareccia pianeggiante che, oltre l’Albergo
Dolomiti, si inoltra lungo l’aperto fondovalle di Val Fiscalina: sullo sfondo incombono le altissime pareti di Cima
Undici (3092 m), Croda dei Toni
(3098 m) e Cima Una – Crode
Fiscaline. La strada, con segnavia n° 102 – 103,
prosegue fra boschetti e panoramiche radure: dopo una decina di minuti, si
può seguire una variante sulla sinistra attraverso i mughi e le ghiaie al
lato del torrente (indicazioni), in ogni caso si raggiunge in breve lo
spiazzo erboso dove sorge la bella Capanna Al Fondovalle
(1548 m, h
0,25). Da qui si prosegue lungo un buon sentiero, che inizia a
salire un po’ più ripidamente lungo un tratto nuovamente alberato, fino
all’imbocco della profonda Val
Sassovecchio, che si insinua fra il massiccio Cima
Una – Crode Fiscaline e quello dei Tre
Scarperi; trascurata la traccia n° 102,
diretta al Rifugio
Locatelli
(vedi anche itinerari Val
Sassovecchio e Lastron
dei Scarperi), si prende la n° 103 che, attraversato il Rio Sassovecchio, prende a risalire la Val Fiscalina Alta lungo lo zoccolo basale della poderosa Cima
Una. Il sentiero alterna tratti a ripidi tornanti ad altri in
traversata od in leggera discesa, ed attraverso rado bosco e detriti
oltrepassa lo sbocco inferiore del Cadin di Cima Una (poco avvertibile dal sentiero) e rasenta la base
del Pulpito Basso (2357 m).
Splendide vedute sulla fronteggiante parete di Cima
Undici, con in bella evidenza la lunga cengia percorsa dalla Strada
degli Alpini, sulla verticale parete Nord della Lista
(2413 m) e soprattutto sulla magnifica Croda
dei Toni. Una lunga serie di gradini di legno consente di superare una
bastionata rocciosa, dopo di che un’altra serie di tornanti lungo una
scarpata rocciosa conduce ai vasti prati della conca superiore della Val
Fiscalina: una traversata a mezzacosta verso destra ed ecco apparire
il Rifugio
Zsigmondy-Comici, sul dosso erboso immediatamente a
destra, raggiungibile in pochi minuti (2225 m, h
1,50). Di qui, classica e spettacolare visione della
triangolare parete Nord della Croda
dei Toni, uno degli spettacoli più superbi delle Dolomiti intere. Dal rifugio, prendendo una delle molte tracce che
attraversano la vasta conca detritica in direzione della Croda, si
raggiunge l’ampia traccia 101-103
(Alta Via delle Dolomiti n° 5)
che taglia verso sinistra gli immensi ghiaioni e, con salita costante ma
moderata, si dirige verso la larga insellatura di Forcella
Giralba, che separa la Piccolissima
Croda dei Toni (2728 m) dal Monte
Giralba di Sopra (2930 m). Oltrepassata una traccia di collegamento
sulla destra con la Forcella della
Croda dei Toni, si raggiunge una conca rocciosa dove giace un
pittoresco laghetto ghiacciato fino ad estate inoltrata (2326 m) e dove
stacca a sinistra il bivio per la Strada
degli Alpini (h
0,20 dal rifugio). Consigliabile, a questo punto, la breve
salita a Forcella Giralba (2431,
h 0,30),
da dove si gode di spettacolari vedute sul versante comelichese della Croda
dei Toni: in basso, nell’ampia conca erbosa alla testata di Val
Giralba Alta, spicca la costruzione del Rifugio
Carducci, con il bel Lago Nero, eventualmente raggiungibile in una ventina di
minuti. Ritornati al laghetto, si prende dunque il sentiero n° 101,
che attraversa i dossi detritici della conca e risale dall’altra parte:
a questo punto, merita deviare a sinistra lungo una appena percettibile
traccia di guerra (ometti) che risale la spettacolare cresta detritica
della Lista fino all’aerea
sommità (h
0,25 dal bivio, “foresta” di ometti di pietra, panorama
mozzafiato su Croda dei Toni, Cima
Una e su tutto lo svolgimento della Strada
degli Alpini). Tornati al sentiero 101, si supera una bastionata
calcarea e, oltrepassato un dosso, si scende per roccette all’ampio
avvallamento detritico della Busa di
Dentro (bivio per il Monte
Popera). Attraversato il ruscello, che poco più sotto precipita in
una serie di lunghe e verticali cascate, si risale un ghiaione e si
imbocca la comoda Cengia della
Salvezza, che taglia vertiginosamente al verticale parete della Spada
(2526 m), estrema appendice della Mitria
(2788 m). Aggirato lo spigolo, si entra nell’incassato vallone della Busa
di Fuori, sempre lungo cenge aeree ma facili, anche grazie al cavo
metallico. Ad un certo punto, la cengia si assottiglia e si abbassa
sensibilmente, tanto da costringere a muoversi carponi: aggirato un aereo
spigoletto, si entra in una impressionante e tetra
gola, che si attraversa
in corrispondenza del canalone ghiacciato che ne costituisce il fondo
(attenzione in caso di ghiaccio vivo!). Oltre la gola, la cengia si fa
nuovamente larga e facile, anche se richiede sempre attenzione, fino al
momento di attraversare sul fondo anche la Busa di Fuori: si tratta anche qui di un largo e ripido canalone
ghiacciato, che normalmente non dà troppi problemi grazie al cavo
metallico ed alle tacche generalmente ben marcate. Superato con attenzione
anche questo passaggio, si aggira ancora per cengia facile lo zoccolo
basale dell’ardita Torre Undici
(2820 m), oltre il quale la traccia guida verso l’ampia terrazza che
fascia tutto il fianco occidentale di Cima
Undici (Terrazza Ovest): a tratti, appaiono interessanti vestigia della
Guerra (muretti, trincee, baraccamenti). Con lunga traversata un po’
monotona, anche se meritevole per i panorami mozzafiato su Cima Una, Croda dei Toni, Paterno
e Tre Scarperi, si percorre tutta la terrazza (attenzione alle placche
di neve residua, generalmente comunque tacche ben evidenti) fino
all’insellatura detritica sullo spigolo della parete Nord, detta Forcella
Undici (2600 m, h
1,40 dal bivio), da dove si apre la vista sul Vallon
della Sentinella, sull’omonimo passo (2727 m, vedi itinerario Vallon
Popera) e sulla Croda Rossa di
Sesto (2935 m). Da qui, volendo, si può raggiungere il Passo
della Sentinella lungo l’ultimo tratto della Strada degli Alpini, più impegnativo di quello appena percorso
anche se più breve. Scendendo invece verso sinistra, si supera un risalto
di roccia (corde fisse, forse il tratto più aereo dell’intero percorso,
comunque facile) e, tra evidenti vestigia della guerra, si raggiunge
un’altra forcella ghiaiosa (probabilmente, nonostante i cartelli, la
vera Forcella Undici), con caverne e postazioni degli alpini. La discesa
dell’ampio canalone detritico è facile ma delicata a causa della
estrema friabilità delle ghiaie; più in basso, la traccia migliora
decisamente e si può giungere con sicurezza sul fondo del detritico Vallon della Sentinella, con belle vedute sull’omonimo
passo.
Attraversato il circo, si scende rasentando le pareti rocciose dei Costoni
di Croda Rossa e, trascurato un bivio per i Prati di
Croda Rossa (segnavia 100), si prosegue a scendere
fino alla pittoresca conca prativa dell’Alpe
Anderta (1958 m, h
1 da F.lla Undici,
ambiente idilliaco). Ancora una breve discesa poi, presso un altro bivio,
si abbandona la traccia diretta al Rifugio
Al Fondovalle e si prende, a destra, quella 124
per Campo Fiscalino. Entrati nel
bosco, si tagliano lungamente i ripidi pendii discendenti dai Costoni,
si attraversa un ampio canale ghiaioso (bella veduta sui Tre
Scarperi), e si scende poi con decisione nello splendido bosco ombroso
(lunghe scalinate di legno) fino alla strada asfaltata a breve distanza
dal parcheggio di Campo Fiscalino
(h 1 dall’Alpe Anderta). |
| Tempo totale |
h
7,00 – 7,30 |
| Difficoltà |
EE
allenati |
| Dislivello |
1600
m circa |
| Ultimo sopralluogo |
agosto
2004 |
| Commenti |
Periodo
consigliato: luglio – inizio settembre
Bell’itinerario,
che si consiglia di percorrere in toto, comprese le digressioni a Forcella
Giralba ed alla sommità della Lista. Si ottiene così una traversata
varia e panoramicamente meravigliosa: si passa con facilità da luoghi
molto frequentati ad altri selvaggi e solitari. Molto bello anche il
ritorno attraverso lo splendido bosco di Anderta. |
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