Sentiero G. Durissini   

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CARTINA CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 010

Punto di partenza Rifugio F.lli Fonda Savio (2359 m), raggiungibile dal Pian degli Spiriti (Misurina) in h 1,15 circa; per i particolari dell'accesso, vedi la prima parte dell'itinerario Giro dei Tocci.
Descrizione Dal rifugio si segue la linea del Passo dei Tocci verso destra: trascurata la traccia n° 117 del Sentiero Bonacossa, che scende con corde fisse nell'ampio vallone detritico alla testata di Val Campedelle, si prosegue su quella n° 116, che prende a risalire con ripidi tornanti le ghiaie alla base del Castello Incantato (2600 m). Tra grandi massi e detriti, si entra quindi nell'ampio bacino del Cadin del Nevaio, il più esteso dei Cadini di Misurina, racchiuso tra il Ramo del Nevaio (a destra) e l'imponente Ramo di San Lucano (a sinistra), che comprende le più alte vette del gruppo. Superato un primo tratto nevoso, si raggiunge un cordone morenico dov'è un bivio: trascurata la traccia per la Via Ferrata Merlone-Ceria alla Cima Cadin di Nord Est, si prosegue sul fondo del cadin, in direzione della ben visibile Forcella del Nevaio (2624 m). Raggiunta la testata dell'avvallamento, la si risale dapprima con pendenza moderata (neve, tracce) poi, una volta tornati sulle ghiaie, ripidamente lungo un sentierino su mobili detriti e, da ultimo, con qualche corda fissa ed un paio di scalette (facili) fino alla bella sella rocciosa di Forcella del Nevaio (2624 m, h 0,45). Bella veduta su tutto il Cadin del Nevaio, appena percorso in salita, nonchè sugli arditi pinnacoli rocciosi che ci circondano. Da questa forcella un repulsivo canalone roccioso e ghiacciato scivola quasi verticale nel Cadin della Neve. La traccia scende invece a sinistra, per friabili ghiaie, fino alla vicina e ben visibile Forcella Verzi (2550 m, h 0,55), aperta fra Cima Eotvos (2825 m) ed il Campanile Verzi: anche da qui un insidioso canale roccioso precipita verso il Cadin della Neve, mentre sull'opposto versante (Cadin delle Pere) una stretta gola detritica scende sinuosa e, all'apparenza, impercorribile. Le tracce portano invece in quest'ultima direzione: la discesa richiede sì attenzione, ma risulta comunque facile (corde e scalette nei punti più impegnativi), con vedute bellissime sulle quinte di roccia incombenti (come l'arditissimo Campanile Dulfer), fino allo sbocco della gola nel Cadin delle Pere (h 1,45 dal rifugio, cartello). Da qui, una traccia rimane in costa evitando perdite di quota, consigliabile comunque la digressione fino al Rifugio Città di Carpi. Proseguendo la discesa, si raggiunge il fondo detritico del cadin e, attraversatolo, si prosegue lungo la traccia proveniente da Forcella della Neve (ben visibile in alto). Attraverso una zona di grandi massi (le "pere"), si va a prendere un sentierino che risale una ripida costa erbosa fino all'esile Selletta Alta di Maraia (magnifico panorama su Sorapiss e Marmarole): una ripida discesa fra prati conduce nel riposante Cadin di Maraia e, fra erbe e mughi, a Forcella Maraia (testata di Val d'Onge), dove sorge il pittoresco Rifugio Città di Carpi (2110 m, h 2,30). Meravigliose vedute su Sorapiss, Marmarole, Croda dei Toni, Cadini (tabelle topografiche). Tornati alla Selletta Alta di Maraia, si ridiscende nel Cadin delle Pere e, attraverso una delle numerose tracce, si risale brevemente dall'altra parte fino ad incrociare la traccia n° 112, che taglia alla base le rocce di Cima Eotvos. La si segue verso destra, rimanendo alti sul fondovalle di Val d'Onge, per prendere poi a salire decisamente dopo aver doppiato uno spigolo roccioso. Con numerosi tornanti, il sentiero si avvicina alle rocce della Cima Cadin di San Lucano (2839 m, la più alta del gruppo): raggiunta una rocciosa finta forcella, risale un ulteriore tratto roccioso (ev. neve) fino alla selletta detritica di Forcella Cristina (2390 m, h 1 dal rifugio). Fortissimo contrasto fra i solari prati di Forcella Maraia e la tetra gola-canale del versante opposto. Al di là della testata della gola, vicinissima, appare la nostra prossima meta: la Forcella Cadin Deserto (2400 m). Traversata per ghiaie la testata del buio canalone, si risale brevemente (placche di neve) fino alla forcella. Da qui ci si affaccia su di un poco accentuato avvallamento detritico, sul versante opposto del quale sono ben visibili i numerosissimi tornanti che salgono a Forcella Sabbiosa. Scesi velocemente nell'avvallamento, si tagliano alla base le imponenti pareti rocciose e si attaccano i tornanti già visti precedentemente (tracciati a regola d'arte) che consentono di raggiungere senza troppa fatica Forcella Sabbiosa (2440 m, h 1,45 dal rifugio). Ci si affaccia così al solitario Cadin Deserto (tributario di Val d'Onge), dominato sull'altro versante dal frastagliato e misterioso Ramo di Croda Liscia. Di fronte, appare la Forcella della Torre, con l'ardita Torre della Forcella di sentinella. Da Forcella Sabbiosa la discesa non appare agevole, a causa del ripido e franoso canale di terra e sabbia che scivola verso il Cadin Deserto. La traccia taglia allora le rocce verso sinistra (corda, facilissimo) fino all'imbocco di un canale più agevole, che consente di toccare velocemente il fondo del Cadin Deserto. Attraversato l'avvallamento (possibili avvistamenti di camosci), una nuova risalita a tornanti porta alla sella detritica di Forcella della Torre (2400 m): bella veduta su Val Campedelle e sulle lontane Tre Cime di Lavaredo. Anche in questo caso la discesa non si svolge sulla linea del canale principale, ma sui ripidi pendii detritici di destra (attenzione a qualche punto leggermente esposto), fino all'ampio vallone detritico alla testata di Val Campedelle. Incrociato il sentiero n° 117 (Sentiero Bonacossa), si risale la paretina rocciosa che sorregge da questo lato il Passo dei Tocci (corde metalliche, facili) fino al Rifugio F.lli Fonda Savio (2359 m, h 2,30 dal Rifugio Città di Carpi).      
Tempo totale h 5,15 - 5,30 (h 7,30 con l'accesso al rifugio ed il ritorno a valle)
Difficoltà EE allenati
Dislivello 900 m circa (1400 m partendo dal fondovalle)
Ultimo sopralluogo agosto 2004
Commenti Periodo consigliato: luglio - settembre

Itinerario molto bello, che consente di attraversare una serie di ambienti molto vari e caratteristici. Pur essendo facile, richiede impegno sia per i diversi tratti attrezzati (mai comunque impegnativi), sia per i numerosi saliscendi della seconda parte del percorso. Nonostante le ottime segnalazioni, non eccessivamente frequentato (molto meno, ad esempio, del Sentiero Bonacossa).