Sella Pradònego 1796 m   

Home Catinaccio Marmolada Sassolungo e Sella Latemar Pelmo e Civetta Croda da Lago e Nuvolau Tofane Antelao Sorapiss e Marmarole Dolomiti di Sesto Fanes Sennes Braies Puez - Odle Lagorai - Cima d'Asta Col di Lana Gruppo di Bocche Pale di San Martino Gruppo del Cristallo Dolomiti d'Oltre Piave Vette Feltrine e Monti del Sole Bosconero - San Sebastiano

CARTINA CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 016

Punto di partenza Tai di Cadore (848 m), raggiungibile da Pian di Vedoia (al termine della A27 Mestre-Belluno) risalendo la Valle del Piave, attraverso Longarone e Perarolo di Cadore. Giunti al grande Lago di Cadore, all'ingresso di Pieve di Cadore, si svolta a sinistra verso la Valle del Boite e Cortina, si superano le case di Tai e si devia quasi subito dopo verso destra (indicazione per Rifugio Antelao); si sale per stretta ripida rotabile alle caratteristiche case di Nebbiù (956 m), dove al termine dell'abitato una sbarra indica che è ora di lasciare l'auto (scarse possibilità di parcheggio). 
Descrizione Oltre la sbarra, si prosegue sulla comoda strada asfaltata che risale con pendenza moderata la boscosa valle del Rio Marilongo. Dopo un tornante, cartelli indicano la prosecuzione dell'itinerario sulla destra, per un ben marcato sentiero (segnavia 254, h 0,10): volendo, si può proseguire per la rotabile, che raggiunge in 5 minuti un'area attrezzata di sosta e, con altri 10 minuti di sentiero lungo il rio, si può ammirare la Cascata del Pissandro, a dirla tutta non particolarmente spettacolare. Dal bivio, comunque, si segue il sentiero, che prende a risalire con decisione la costa boscosa di sinistra. Essendo in questo tratto la valle incisa da una profonda forra, in cui scorre il torrente, la traccia si mantiene molto alta, con qualche tratto leggermente esposto (staccionate di legno). Raggiunta una costruzione in una radura, si taglia in piano un boschetto e si raggiunge nuovamente il rio (h 1): trascurando la traccia di sinistra (che si ricongiunge comunque poco più in alto), si scende brevemente al ponticello che lo attraversa, per poi risalire ripidamente dall'altra parte nel bosco. In questo tratto il sentiero è veramente molto ripido, e se in presenza di neve dura la progressione può risultare complicata. Superati in successione una serie di fienili (Fienili Pezuò: mi sfugge la logica della loro ubicazione, nel bosco fitto ed in assenza di pascoli) si continua a salire ripidamente (passaggio con tronco a guisa di arco). Da un tratto scoperto, che si traversa in diagonale, si ha una bella veduta su Tai di Cadore e sul Gruppo di Bosconero. Risalita ancora una valletta boscosa, se ne esce verso destra sull'ampia sella di Forcella Antracisa (1693, h 1,45), dove sorge la Capanna Tita Pancera. Qui giungono diversi altri itinerari, tra cui la rotabile sterrata da Pozzale, sopra Pieve di Cadore. Seguendo il solco della rotabile, si supera la fontana e si traversa quasi in piano, con belle vedute sulle fronteggianti Marmarole, fino alla Sella di Pradònego, dove sorge il bel Rifugio Antelao (1796 m, h 2). Bel panorama su Marmarole, Antelao e sulla media Valle del Boite. Ritorno per la stessa via in h 1,15
Tempo totale h 3,30 circa
Difficoltà E
Dislivello 900 m circa
Ultimo sopralluogo novembre 2004
Commenti Periodo consigliato: sempre

Itinerario breve, piuttosto battuto anche in inverno, che conduce in un angolo poco conosciuto delle Dolomiti. Non ci sono paesaggi fenomenali, ma colpisce la calma ed il silenzio di questi luoghi. Certo, magari in piena estate e se consentito il transito alle auto da Pozzale (informarsi), la tranquillità non si troverà neanche qui! Tutto sommato, nonostante il dislivello non impossibile, abbastanza faticoso per via della ripidezza.