Sasso Vernale 3054 m   

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N.B.: ITINERARIO STUDIATO ED EFFETTUATO IN COMPAGNIA DI ANNA PIERMARTINI (DETTA ANCHE LO STAMBECCO DELLE DOLOMITI) 

CARTINA CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 06

Punto di partenza Passo di San Pellegrino (1919 m), raggiungibile da Moena (Val di Fassa) risalendo la Val San Pellegrino con moderate pendenze, oppure da Cencenighe (Val Cordevole) attraverso Canale d'Agordo, Caviola e Falcade (Valle del Biois, ultimo tratto molto ripido). Dal passo, scendendo per circa 1 km verso Falcade, si prende una stradetta verso sinistra (ind. per la Baita Flora Alpina) che raggiunge in breve un ponte sul Rio Cigolè nei pressi di Malga Boèr (1808 m, parcheggio).
Descrizione Si imbocca la larga rotabile (inizialmente asfaltata) che prende a risalire con moderata pendenza gli splendidi prati, con fantastica vista sulla testata della Val Cigolè: Cima dell'Uomo, Punta Cigolè, Sasso di Valfredda. In breve si raggiungono le prime isolate baite in idilliaca posizione e, dopo aver incontrato l'altra carrareccia proveniente direttamente dal Passo San Pellegrino (vedi anche itinerario La conca di Fuchiade), si raggiunge il bel Rifugio Fuchiade (1974 m, h 0,20). Subito dopo il fabbricato, quando la larga mulattiera volge in direzione della Valfredda e della Forca Rossa (vedi anche itinerario Forca Rossa), si incontra un bivio (cartelli): trascurato il sentiero principale, si prende quello che prende a risalire più decisamente i vasti prati alla testata della valle (segnavia n° 607). Dopo un lungo traverso in costa, si raggiunge un bel ripiano erboso dove scorre il Rio Cigolè, posto alla confluenza nella Val Cirelle (in alto a sinistra) del lungo ed ampio canalone cui fa capo la selvaggia Forcella del Bachèt (2836 m, a destra). Oltre il rio la traccia riprende con ampi e ripidi tornanti a risalire il costone erboso di fronte, con belle vedute sulle lontane Pale di San Martino. Al culmine del costone si raggiunge l'inizio degli immani ghiaioni della Val Cirelle, sui quali la traccia si inerpica con diverse varianti, tutte grosso modo equivalenti. Risalita la prima parte dell'arido ed aspro vallone, si trascura la prosecuzione diretta della Val di Tasca (cartelli per Cima dell'Uomo) e si devia decisamente verso destra, per risalire con ampi e ben tracciati tornanti l'ultimo immenso ghiaione che fa capo al largo Passo delle Cirelle (2683 m, h 2,30). Oltre una piccola conca detritica sovente innevata si apre la vista sull'alta Val Contrin, con l'elegante piramide del Sasso Vernale (3054 m) che precede la più bassa cresta delle Cime di Ombretta e la spettacolare parete Sud della Marmolada. Da qui merita senz'altro la salita, lungo il pendio detritico immediatamente a sinistra, alla Cima Cadina Orientale (2885 m, h 0,30), da cui si gode una spettacolare veduta sull'ardita e vicinissima Cima dell'Uomo (3003 m). Tornati al passo, si trascura il sentiero principale, che scende verso il Rifugio Contrin, per imboccare l'evidente traccia (segni rossi ed indicazione per il Rifugio Falier su un masso) che prende a tagliare, con alcuni faticosi saliscendi, le pendici nord-occidentali della Punta Cigolè (2815 m) e della Cima d'Ombrettòla (2931 m). Facendo attenzione ad alcune roccette ed alle lingue di neve, presenti fino a stagione inoltrata, si prosegue in un ambiente lunare, costituito solo di rocce e detriti. Risalito un ultimo valloncello, con notevoli resti di trinceramenti della Prima Guerra Mondiale, si raggiunge la sommità di un costoncino che sovrasta di pochi metri il solitario Passo d'Ombrettòla (2864 m, h 1 dal Passo delle Cirelle), dal quale appare la vista sul selvaggio Vallon d'Ombrettòla e sull'abitato di Malga Ciapela. Da qui ha inizio la facile cresta Sud del Sasso Vernale, che costituisce la più logica via di salita alla cima. Scesi dunque di pochi metri sul versante Ombrettòla, si taglia la base della cresta presso un terrapieno della guerra e si prendono a risalire per una traccia ex-militare le prime roccette. Nonostante la facilità del percorso, occorre comunque fare attenzione ad una certa esposizione ed alla diffusa friabilità della roccia. Sempre seguendo le evidenti tracce di passaggio, aiutati anche da alcuni ometti, si raggiungono con fatica ma facilmente le ultime roccette che precedono la comoda cima (ometto, h 0,40 dal Passo d'Ombrettòla). Panorama veramente eccezionale sulla vicinissima Marmolada, sulle Cime d'Ombretta, su tutta la Val Contrin, la Val San Nicolò, la Val Franzedas, le Pale di San Martino e sulle cime dell'Ombrettòla, dell'Uomo e dell'Auta. Ritorno per la stessa via in h 3: in particolare, la discesa dei vasti ghiaioni del Passo delle Cirelle risulta velocissima ed entusiasmante! 
Tempo totale h 8,00 - 8,30 circa (compresa la salita alla Cima Cadina Or.)
Difficoltà EE allenatissimi
Dislivello 1600 m circa
Ultimo sopralluogo luglio 2005
Commenti Periodo consigliato: luglio-settembre

Magnifico itinerario, panoramicamente meraviglioso: forte è il contrasto fra la prima parte, molto frequentata, e la seconda, solitaria e poco conosciuta. Consigliata anche la salita alla Cima Cadina Est: panorama molto istruttivo su Cima dell'Uomo e Marmolada. Facile, ma comunque da effettuare con attenzione, la salita al Sasso Vernale: ambiente di vetta veramente unico!