Sasso di Landro 2736 m   

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CARTINA CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 010

IL CANALE CHE SALE A FORCELLA ALTA DI LONGERES DALLA STRADETTA PER LA CAPPELLA DEGLI ALPINI
Punto di partenza Rifugio Auronzo (2320 m), raggiungibile da Misurina (14 km da Cortina d'Ampezzo, 21 km da Dobbiaco) attraverso una strada asfaltata a pedaggio (salatissimo, 7,5 km), o con servizio di autobus di linea (conveniente, soprattutto se non si è in molti) o, infine, dal Lago di Antorno (1866 m), poco sopra Misurina e lasciando l'auto al casello del pedaggio, con il sentiero 101 (h 1,15, per puristi).
Descrizione Dal rifugio si risalgono i friabili e faticosissimi ghiaioni che scendono dal versante meridionale della Cima Ovest di Lavaredo: bisogna aggirare l'evidente contrafforte della Croda del Rifugio sulla destra, per raggiungere lo sbocco del ripido canale fra questo avancorpo e le arditissime guglie del Mulo e della Croda degli Alpini, quasi addossate alla Cima Ovest. Varie tracce sono possibili: una si stacca dalla stradetta per la Cappella degli Alpini dopo pochi metri dal rifugio, ma è sconsigliabile per via della ripidezza e dell'estrema friabilità. Conviene raggiungere il grande parcheggio superiore, da dove una buona traccia sale gradualmente alla base delle rocce della Croda del Rifugio: tagliando per esposte ma facili cenge (presa d'acqua) verso destra, la traccia si congiunge con la precedente all'altezza dello spigolo destro della Croda del Rifugio. Si attraversa a questo punto una friabilissima colata ghiaiosa, che si risale poi dall'altra parte, superando di tanto in tanto qualche masso. La marcia è sempre faticosa e molto delicata per via delle ghiaie estremamente instabili. Entrati in un solco, lo si risale sempre con molta attenzione, si supera un altro tratto di grossi massi e, per ghiaie ripide e friabilissime, si raggiunge la base del canalone compreso fra Croda del Rifugio e Croda degli Alpini, che sale a Forcella Alta di Longères (h 0,30). L'inizio del canale è sbarrato da un ciclopico masso incastrato: si supera il passaggio a destra per una fessura impegnativa (3 metri, II° grado), che richiede un minimo di tecnica e di esperienza (attenzione soprattutto in discesa). Oltre l'ostacolo, si mostra il canalone in tutta la sua ripidezza e friabilità: si risale il canale con fatica e fastidio, per via delle ghiaie che franano di continuo e per l'estrema ripidezza. L'ambiente è veramente severo e grandioso, rinserrato fra vertiginose pareti a picco di cui quasi non si vede la fine ... Più in alto si supera un tratto di terriccio, oltre il quale per ghiaie un po' (ma solo un po'!) più solide, si raggiunge finalmente la stretta insellatura di Forcella Alta di Longères (h 1,15 dal rifugio). Dall'altra parte precipita una impressionante gola, sovente ghiacciata. Si risalgono, a questo punto, le rocce di sinistra, per evidenti tracce di guerra (ometti): per cenge e roccette, a volte un poco esposte ma facili (I° grado) si sale in breve fin sulla cresta sommitale della Croda del Rifugio, a poca distanza dalla snella cuspide della Croda di Mezzo (2733 m). Con visioni mozzafiato (se il meteo lo consente) sulle vertiginose e strapiombanti pareti della Cima Ovest, si aggira a sinistra la Croda di Mezzo per cenge lavorate dagli alpini, fino ad un esposto poggio ghiaioso. Per roccette coperte di ghiaia (massima attenzione!) si scende per qualche metro, con vedute mozzafiato sugli impressionanti canaloni che si inabissano verso il basso, fino ad una selletta sul filo di cresta: si traversa per terreno molto delicato (ometti), rimanendo qualche metro sul versante di sinistra della cresta, poi si ritorna sul filo e su terreno più "solido" fino alla base del cupolone sommitale del Sasso di Landro. Una comoda ma esposta cengia artificiale la aggira a sinistra, sul ciglio di baratri vertiginosi, fino ad una rientranza dove si origina una specie di canale-camino inclinato a sinistra: si risale il canale, per rocce delicate ma non troppo impegnative (10 m, I°) fino alla selletta superiore. Di qui, qualche metro a sinistra, si risale ancora un canalino, friabile ed un po' più "tecnico" (20 m, I°+) fino alle rocce che sorreggono la vetta. Aggirandole per una cengia a sinistra si giunge sul punto più alto (h 0,40 dalla Forcella Alta di Longères): panorama fantastico! Ritorno per la stessa via in h 1,30.
Tempo totale h 3,30 circa
Difficoltà EEA: un passo di II° all'inizio, poi I°+ continuo nell'ultimo tratto. Comunque terreno impegnativo ed esposto, per esperti (casco raccomandato!)
Dislivello 400 m circa
Ultimo sopralluogo giugno 2007
Commenti Periodo consigliato: luglio - settembre

Itinerario in ambiente grandioso, che consente con difficoltà relativamente modeste di osservare da vicino il mondo (eccezionalmente complesso) di guglie e pareti del versante "interno" di Cima Ovest. Tuttavia l'estrema friabilità delle ghiaie lo rendono, nonostante la brevità, assai faticoso e poco divertente, specie fino a Forcella Alta di Longères. Assolutamente necessari piede sicuro e spirito di avventura.