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N.B.:
ITINERARIO E RELAZIONE A CURA DI ANNA PIERMARTINI
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CARTINA
CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 025 |
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FOTOPERCORSO |
| Punto
di partenza |
Da
Longarone si imbocca il bivio per la Val Zoldana, si supera
l’abitato di Soffranco e si prosegue passando attraverso
minuscole frazioncine. Oltrepassate due gallerie poste in sequenza, ci si
trova sulla sinistra un ampio slargo di parcheggio posto proprio sopra il
bacino artificiale del Lago di Pontesiei (825 m – circa 3 Km
prima di Forno di Zoldo). |
| Descrizione |
Lasciata l’auto, si
imbocca il sentiero (indicazioni) sull’altro lato della strada e si
comincia a salire nel bosco in maniera abbastanza sostenuta, ma dopo un
poco la traccia spiana, si fa più ampia e comoda e si comincia a
camminare su un morbido tappeto di aghi di pino e di foglie secche. Si
superano alcuni bivi (indicazioni per Rifugio Casera Bosconero) e
si giunge allo spiazzo boschivo di Pian dei Mugon; un poco discoste
dal sentiero, si intravedono tra gli alberi le due costruzioni
dell’omonima casera. Si attraversano alcuni torrentelli e si ricomincia
a salire in maniera più sostenuta, sempre per ottima traccia; per un
momento si esce dal bosco nell’attraversare una colata di ghiaie, poi la
salita riprende tra la vegetazione, mentre ogni tanto appaiono le
impressionanti pareti del Sasso di Toanella e le frastagliate
guglie degli Sfornioi.
Giunti nei pressi di una fontanina, e fatti gli ultimi metri in salita, si
arriva ad un bivio (tabelle) e da qui, in pochi minuti, al bellissimo Rifugio
Casera Bosconero (1457 m – h 1,30
circa). Subito sopra svettano prepotenti e incombenti lo stesso Sasso
di Bosconero, il Sasso di Toanella e la Rocchetta Alta
le cui pareti ospitano vie di arrampicata di tutto rispetto.
Si prosegue oltre il rifugio e si riprende la traccia nel bosco, ma solo
per poco, perché ben presto si esce nel grande circo
di ghiaie sottostante le pareti rocciose. Nella parte bassa e meno
inclinata si sale seguendo la traccia e i segni bianco-rossi del sentiero
(che è anche un tratto dell’Alta Via n° 7) poi, proseguendo e
guadagnando quota, la situazione si fa un poco più malagevole, ma in
complesso si riesce sempre a salire abbastanza bene anche se con un poco
di fatica. L’ambiente è severo
e le pareti incombenti, ma la parte più ripida del canalone è limitata
solo agli ultimi 200 metri; inoltre, alle spalle, il panorama
si apre sempre di più sulla vallata sottostante, cui fanno da sfondo le
moli del Civetta e del Pelmo, vero protagonista del
paesaggio.
Giunti alla Forcella de la Toanella (2258 m – h
1,45 circa) si viene sorpresi dal verde di questo
versante, molto meno aspro di quello appena lasciato alle spalle,
mentre di fronte il panorama si apre verso i monti dell’Alpago.
Per prati e mughi, la traccia dell’alta via n° 7 prosegue verso destra
mantenendosi appena sotto il filo della cresta montuosa che ha origine
dalla forcella stessa, mentre a sinistra è bene evidente, sulla colata di
ghiaie che scende dal Sasso di Bosconero, una traccia (non segnata
sulle carte) che aggira il costone erboso visibile in primo piano dalla
forcella e che, presumibilmente, si va a ricongiungere alla traccia
“ufficiale” diretta al Bivacco Casera Campestrin.
Non vi sono né tabelle né indicazioni, ma per la cima del Sasso di
Bosconero bisogna prendere la buona
traccia (ometti) che risale il catino di ghiaie sulla sinistra
della forcella; si risale una spalletta erbosa subito sopra la forcella e
si traversa sotto uno strapiombo da cui gocciola un filo d’acqua, fino a
portarsi ad un breve saltino di rocce che si risale facilmente. Oltre, la
traccia riprende mantenendosi presso il fianco della montagna fino a che,
oltre un panoramico
ripiano, si comincia a traversare
in costa tra detriti sfasciumi; tra massi di dimensioni sempre
maggiori si giunge in breve alla panoramica
e ampia vetta dove fa bella mostra di sè una infinita serie di
ometti di pietre. Il panorama è superbo e circolare e ripaga
abbondantemente della fatica compiuta; oltre agli onnipresenti Pelmo,
Civetta e Antelao,
compaiono Tamer
e San Sebastiano e lontane le Pale di San Martino
con il Sella, poi le Dolomiti del Cadore, il Duranno,
la Cima dei Preti e tutte le cime della sinistra Piave
e poi ancora e ancora e ancora, una vera enciclopedia della montagna!
Il ritorno avviene lungo il sentiero di salita.
Una nota: nel canalone, volendo scendere le ghiaie a salti e balzelloni,
conviene tenersi a sinistra dove, in particolare dalla metà in giù, la
“consistenza” è proprio quella giusta per una bella
corsetta ... con buona pace per ginocchia e scarponi!!!!
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| Tempo totale |
h
6,00 - 7,00 |
| Difficoltà |
EE |
| Dislivello |
1400
m circa |
| Ultimo sopralluogo |
luglio
2007 |
| Commenti |
Periodo
consigliato: giugno - ottobre
Bella
escursione ad una cima facile, non troppo frequentata e panoramicamente
molto remunerativa; da sconsigliare però a chi non ha feeling coi
ghiaioni, visto che ci si muove per la maggior parte del tempo su terreno
di questo tipo. |
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