Rocca di Perti - Via "Vecchie Beline"   

Home Su Chi sono Itinerari Links Bibliografia Chi cerca trova Ultimi aggiornamenti

FOTOPERCORSO
Storia Alpinistica La Rocca di Perti (397 m) è un imponente complesso calcareo che si erge fra la Val Porra ed il Vallone della Valle, nell'immediato entroterra di Finale Ligure. I settori interessanti alpinisticamente sono il versante Ovest e la parete Nord, su cui sono concentrati moltissimi itinerari d'arrampicata. La via "Vecchie Beline" (E. Dotta e M. Minuto, gennaio 2003), è una via piuttosto "moderna" nel panorama della Parete Nord, che nel penultimo tiro va ad intersecare, non senza qualche polemica, la storica "Avanzini-Rossa". In ogni caso, si tratta di un'arrampicata elegante, esposta e su roccia fantastica, continua e mai banale. Ogni tiro ha il suo passaggio impegnativo, e comunque ci si trova sempre in piena parete, a volo d'uccello sui boschi sottostanti. La via è stata di recente (2008) richiodata, per cui ora i passaggi più esposti possono essere effettuati in piena sicurezza.  
Punto di partenza Final Borgo, da dove si prende la strada per Calice Ligure fino Perti. Ad un cartello, sulla destra, con l'indicazione Perti Alto, si segue la stretta, ripida strada, che raggiunge la piccola frazioncina. Rimanendo alta, la stradina passa accanto alla Chiesa dei Cinque Campanili e, rasentando gialle pareti prima, ed inoltrandosi poi nella pittoresca, boscosa valletta di Montesordo, raggiunge il piccolo parcheggio di Montesordo.
Avvicinamento All'estremità sinistra del parcheggio (cartello per Rocca di Perti) si prende un sentiero, all'inizio un po' incerto, che inizia a salire con pendenza sostenuta nel fitto bosco. Raggiunta più in alto la traccia che aggira tutta la rocca, la si segue verso destra: dopo pochi metri si giunge in corrispondenza di un ampio ripiano a sinistra, alla base delle rocce della parete Nord della Rocca, da dove partono diversi itinerari. L'attacco della via si trova tutto a destra, presso una costruzione di mattoni calcarei a ridosso della parete (scritta "VECCHIE BELINE" sulla roccia, h 0,15 dal parcheggio). 
Descrizione della via Si possono contare 5 tiri di corda:

1 - La partenza è già molto impegnativa: si sale sul grosso masso a destra della costruzione, e si passa direttamente sulla parete verticale. Alcuni buchi consentono una progressione poco sotto il limite, comunque sempre molto delicata ed impegnativa (5c). Si raggiunge più in alto una micro-cengetta sovrastata da un tetto: si traversa allora a destra in salita, con passo scomodo ed esposto (5c) fino ad aggirare uno spigoletto, oltre il quale si sale dritti più facilmente (4c) in pochi metri ad una nicchia con 2 spit di sosta; 

2 - Si supera lo strapiombo direttamente sopra la nicchia (5c, passo di forza), poi si prosegue per una specie di diedro-fessura a poca distanza da un poco accennato spigoletto (5b) fino alla base di una placca di 5 metri, liscia e molto ripida. Si può salire direttamente la placca lungo la linea degli spit (5c delicatissimo), oppure risalire lo spigolo di destra e poi traversare a sinistra fino allo spit in cima alla placca (5a, eventualmente assicurarsi con un cordino). Si aggira quindi uno speroncino a sinistra e si raggiunge una evidente fessura-diedro, che si risale verticalmente in esposizione (5b). Aggirato ancora un tetto a sinistra con traverso su liscia placca (5c), si sale un ultimo gradino fino al pianerottolo con 2 spit di sosta;

3 - Si scala un altro strapiombetto appena accennato (5a), poi si supera leggermente verso sinistra un breve diedro svasato (4c), fino ad una cengetta ai piedi di un muretto leggermente strapiombante: con passaggio nuovamente di forza lo si vince nel suo centro (5a), poi si prosegue su una facile cengia alberata fino alla base del salto di parete successivo (2 spit di sosta, praticamente sentiero);

4 - Si sale la placca abbattuta proprio sopra la sosta (5a), per andare a prendere una fessura diagonale verso sinistra che sale fino alla base di un caminetto verticale. Si sale la fessura, con movimento scomodo e precario (5c, chiodo un po' "lungo"), poi si sale il breve caminetto grazie alla lama a sinistra (breve passo di 6a, eventualmente cordino in loco per azzerare). Al di sopra ci si sposta brevemente a sinistra, poi si sale un gradino (5a) fino ad una piccola nicchia (2 spit di sosta, scomodo: questo è il tiro in comune con la "Avanzini-Rossa", anche numerosi chiodi); 

5 - Si sale una breve fessura in diagonale a sinistra, poi si sale una placca (5a) e si vince uno strapiombo con splendida arrampicata in Dulfer (5c). Si raggiunge una piccola cengia, alla base di un evidente tetto solcato da un diedrino fessurato a sinistra: si sale il diedro, con movimento molto tecnico (6a, difficile da azzerare!) e si scala la successiva breve placca, liscia e delicata (5c). Aggirato un roccione sporgente a sinistra, si esce sul bordo dell'altipiano sommitale della rocca (uno spit di sosta).

Discesa: seguendo il sentierino verso destra si costeggia tutto l'orlo della parete Nord e, oltre un breve spiazzo nel bosco, si esce alla croce di vetta. Da qui un comodo sentiero scende nel bosco, costeggia alla base il versante Nord e scende al parcheggio. 

Tempo totale h 2,00 circa
Difficoltà TD (max 6a-A1/5c obbl.)
Dislivello 120 m circa
Attrezzatura standard, cordini e ghiere per attrezzare le soste
Ultimo sopralluogo luglio 2008
Commenti

Periodo consigliato: tutto l'anno, vento permettendo!

Via molto interessante e tecnica, di grande soddisfazione. Passaggi mai banali, esposizione, roccia stupenda ne fanno una chicca da non perdersi assolutamente! Svolgendosi sulla parete Nord, è una via consigliabile in primavera o estate, visto che l'ombra rimane in pratica tutto il giorno. Chiodatura ora ottima ed affidabile.