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CHI
C'ERA: FLAVIO, PAOLO (MULLAH), ANDREA D., DANILO ED ANDREA C. (CIOE' IO!) |
| Storia
Alpinistica |
La Rocca di
Perti (397 m) è un imponente complesso calcareo che si erge fra la Val
Porra ed il Vallone della Valle, nell'immediato entroterra di Finale
Ligure. I settori interessanti alpinisticamente sono il versante
Ovest e la parete Nord, su cui sono concentrati moltissimi
itinerari d'arrampicata. La "Mariangela" (S. Casaleggio, W.
Savio, 1977), che si svolge sul settore settentrionale della Parete Ovest,
una trentina di metri circa a destra dello Spigolo Nord, è un itinerario
oramai considerato "classico", piuttosto famoso e ripetuto. Ma
attenzione: è comunque una via molto impegnativa, verticale ed esposta,
con diversi passaggi di 6a che richiedono forza e discreta tecnica. Una
"classica" di quelle toste, insomma: comunque, ambiente
fantastico! |
| Punto di partenza |
Final Borgo,
da dove si prende la strada per Calice Ligure fino a Perti. Ad un cartello,
sulla destra, con l'indicazione Perti Alto, si segue la
stretta, ripida strada, che raggiunge la piccola frazioncina. Rimanendo
alta, la stradina passa accanto alla Chiesa dei Cinque Campanili e,
rasentando gialle pareti prima, ed inoltrandosi poi nella pittoresca,
boscosa valletta di Montesordo, raggiunge il piccolo parcheggio di Montesordo. |
| Avvicinamento |
All'estremità
sinistra del parcheggio (cartello per Rocca di Perti) si prende un
sentiero, all'inizio un po' incerto, che inizia a salire con pendenza
sostenuta nel fitto bosco. Raggiunta più in alto la traccia che aggira
tutta la rocca, la si segue verso destra: raggiunta la base dello spigolo
Nord (deviando a sinistra si raggiunge in pochi passi l'attacco di "Gioco
Gioco"), si prosegue in leggera discesa alla base delle imponenti
placconate della parete Ovest. Una trentina di metri circa oltre l'attacco
dello spigolo, si lascia la traccia principale (vedi anche itinerari "Il
Vecchio" e "Simonetta")
e si prende una breve traccia a sinistra che si porta alla base della
parete, sulla quale spiccano alcune grotte giallastre. Con pochi passi
verso destra si raggiunge la piazzola di attacco, alla base di un diedro
verticale (h 0,10 dal parcheggio,
scritta "MARIANGELA" sulla parete). |
| Descrizione
della via |
Si possono
contare 5
tiri di corda: 1
- Si scala il diedro, che presenta alla base un piccolo strapiombo
veramente impegnativo (passo di 6a), poi più facilmente lungo la
fessura sul suo fondo (5c); l'uscita è di nuovo impegnativa per la
scarsità degli appoggi (provvidenziale radice alla sommità!), poi per
sentiero verso destra (non seguire la prosecuzione degli spit a sinistra)
alla sosta alla base del risalto successivo;
2
- Si attacca la parete verticale sulla sinistra, seguendo una serie di
splendide erosioni arancioni (5a) poi, ad una prima nicchia, si
esce in esposizione a destra e si sale ancora (5c) fin sotto un
ostico strapiombo: con passo impegnativo e molto esposto (6a) si
passa a destra dello strapiombo, con scarsità di appigli ed appoggi, e si
giunge ad una prima, grande grotta in piena parete. La sosta è spostata
sulla parete di sinistra;
3
- Si esce dalla grotta e si traversa in piena parete, in esposizione
mozzafiato (6a): un cordino fissato ad una clessidra può dare
valido sostegno psicologico (A0, in questo caso)! Al termine del
breve traverso si sale dritti per una serie di placchette (il passaggio
iniziale richiede forza, 5c), poi si monta su un pilastrino a
destra e, per rocce più facili (4c) al terrazzo di sosta,
nuovamente in una caratteristica grotta gialla;
4
- Si esce dalla grotta nuovamente verso sinistra, con un altro traverso
espostissimo in piena parete (5c): lo spit rimane alto, mentre
bisogna abbassarsi con i piedi per andare a prendere una minuscola
cengetta più bassa. Dopo circa tre metri, si raggiunge un minuscolo
pianerottolo con catena, alla base di una fessura obliqua verso destra: si
sale la fessura in grande esposizione (5b, neanche uno spit,
consigliabile avere un friend od un nut per proteggere il tiro!) fino a
quando questa muore alla base di uno speroncino (spit). Con passaggio
impegnativo verso sinistra (5c) si arriva sul pianerottolo di sosta
(piccolo grottino);
5
- Si sale lo speroncino a destra del grottino (il passo iniziale è
esposto e molto impegnativo, 6a+ o A0), per placche sempre
impegnative ed esposte ma via via più facili (5c): tendendo a
sinistra, si
aggira un contrafforte e, più facilmente (5a, tacche e buchi)
si arriva alla base del diedro finale. Lo si
attacca direttamente sfruttando la fessura sul suo fondo (5b)
poi, all'altezza di un cespuglio, se ne può uscire a destra (più
difficile) o a sinistra, per un breve canalino che porta al pianerottolo
finale, sul filo dello Spigolo Nord (sosta, h
2,30 - 3,00 circa dall'attacco).
Discesa: un sentierino segue il filo dello spigolo,
facile ma un po' esposto: si sale poi un facile tratto roccioso
(attenzione all'esposizione) e, per l'ultimo tratto di sentiero, si giunge
alla cima della Rocca
di Perti (croce di ferro, bel panorama, h
0,10). Di qui, lungo il sentiero principale, si scende
aggirando la parete settentrionale e si ritorna al parcheggio (h
0,15 dalla vetta). |
| Tempo totale |
h
3,30 - 4,00 |
| Difficoltà |
TD
sostenuto (diversi passi di 6a, azzerabili comunque comodamente) |
| Dislivello |
120
m circa di sviluppo |
| Attrezzatura |
15
rinvii, cordini per attrezzare le soste, qualche friend piccolo e medio |
| Ultimo sopralluogo |
dicembre
2007 |
| Commenti |
Periodo consigliato: tutto l'anno
Via classica, ma molto
impegnativa, con numerosi passaggi di 6a. Più difficile e continua, ad
esempio, della "Ipsilon" alla Rocca di Corno: anche la
chiodatura, specie sul 4° tiro, è veramente ridotta all'osso. L'ambiente
è però veramente interessante e caratteristico, con erosioni multicolori
e improvvise grotte che si aprono in piena parete. Insomma, già una via
di "categoria superiore": consigliata!
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