Rocca di Perti - Via "Consolando Consuelo"   

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CHI C'ERA: PAOLO (MULLAH), ANDREA D. ED ANDREA C. (CIOE' IO!)

FOTOPERCORSO
Storia Alpinistica La Rocca di Perti (397 m) è un imponente complesso calcareo che si erge fra la Val Porra ed il Vallone della Valle, nell'immediato entroterra di Finale Ligure. I settori interessanti alpinisticamente sono il versante Ovest e la parete Nord, su cui sono concentrati moltissimi itinerari d'arrampicata. La via "Consolando Consuelo" (L. Pizzorni, F. Rolando, gennaio 2003), si svolge lungo quell'evidente serie di canali e camini delimitati fra la parete Nord della Rocca e quella poderosa placconata chiara che costituisce il settore sinistro della parete. 
Punto di partenza Final Borgo, da dove si prende la strada per Calice Ligure fino Perti. Ad un cartello, sulla destra, con l'indicazione Perti Alto, si segue la stretta, ripida strada, che raggiunge la piccola frazioncina. Rimanendo alta, la stradina passa accanto alla Chiesa dei Cinque Campanili e, rasentando gialle pareti prima, ed inoltrandosi poi nella pittoresca, boscosa valletta di Montesordo, raggiunge il piccolo parcheggio di Montesordo.
Avvicinamento All'estremità sinistra del parcheggio (cartello per Rocca di Perti) si prende un sentiero, all'inizio un po' incerto, che inizia a salire con pendenza sostenuta nel fitto bosco. Raggiunta più in alto la traccia che aggira tutta la rocca, la si segue verso sinistra: dopo pochi metri si intravvede una labile traccia a destra, che si inerpica nella fitta vegetazione, indicata da una freccia rossa: la si segue in ripida salita, superando alcuni tratti di roccette e, sempre seguendo la dirittura delle frecce rosse, si giunge alla base della parete, dove è indicato l'inizio della via (h 0,15 dal parcheggio). 
Descrizione della via Si possono contare 5 tiri di corda:

1 - Si attacca la placca di fronte, piuttosto ripida ma ben appigliata: nella parte centrale della placca si deve scalare un breve diedrino (2 metri) sfruttando la fessura sul suo fondo (4c). Più in alto si raggiunge una cengia, dove si interseca la linea più "diretta" di "Anna Pagnini": una freccia (ind. "CC") su una quinta aggettante guida a destra e, oltre la quinta, alla sosta alla base di un bel diedro;

2 - Si scala il diedro, verticale ed impegnativo: il primo tratto richiede discreta forza, poi i passi si fanno più tecnici. L'uscita, a sinistra, è un po' delicata, poi si traversa su una comoda cengia fino alla sosta (5a il diedro, poi 4b);

3 - Trascurando gli spit di "Anna Pagnini", che proseguono dritti in verticale, si segue (altra freccia ed ind. "CC") una serie di evidenti canalini obliqui a sinistra (ottime clessidre per piazzare qualche ancoraggio aggiuntivo): in ultimo, risalendo il filo esposto di uno speroncino, si raggiunge la scomoda sosta presso un alberello sul vuoto della parete (4b);

4 - Salito un breve risalto, si segue un corto canalino terroso finchè questo non si restringe a camino: si sale il camino in opposizione, con la schiena contro la parete destra, fino ad afferrare le provvidenziali prese nella sua parte superiore. Più facilmente alla sosta al sommo del camino (5b);

5 - Seguendo un facile canalino, che si insinua fra la vegetazione sempre più fitta, si esce in breve sul ciglio della parete, in corrispondenza del sentiero che sale alla croce (3a). 

Discesa: seguendo il sentierino verso destra si costeggia tutto l'orlo della parete Nord e, oltre un breve spiazzo nel bosco, si esce alla croce di vetta. Da qui un comodo sentiero scende nel bosco, costeggia alla base il versante Nord e, ritrovato il bivio con freccia rossa, scende al parcheggio. 

Tempo totale h 2,30 circa
Difficoltà D (max 5b)
Dislivello 70 m circa
Attrezzatura standard, portare un po' di cordini per attrezzare le soste
Ultimo sopralluogo ottobre 2007
Commenti

Periodo consigliato: tutto l'anno, vento permettendo!

Bella via, non troppo impegnativa, ideale per chi è alle prime armi. Ben attrezzata con fittoni resinati, ricordarsi però i cordini per attrezzare le soste, prive di catena.