Rocca di Perti - Via "Antica Osteria"   

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CHI C'ERA: CESARE, VIVI, MANU, DANI, FLAVIO, ANDRE (CIOE' IO!)

Storia Alpinistica La Rocca di Perti (397 m) è un imponente complesso calcareo che si erge fra la Val Porra ed il Vallone della Valle, nell'immediato entroterra di Finale Ligure. I settori interessanti alpinisticamente sono il versante Ovest e la parete Nord, su cui sono concentrati moltissimi itinerari d'arrampicata. "Antica Osteria" (E. Berrutti, G.L. Grillo, L. Pizzorni, M. Rivarola, febbraio 1982) si sviluppa Sulla Ovest, nel settore settentrionale destro. E' una via di placca, che pur non raggiungendo difficoltà estreme richiede comunque già una buona tecnica di piedi ed un po' di esperienza. Poco frequentata: chiodatura a fix solo sull'ultimo tiro, per il resto chiodi vecchi e qualche cordino, ma "dove servono" i chiodi si trovano!    
Punto di partenza Final Borgo, da dove si prende la strada per Calice Ligure fino a Perti. Ad un cartello, sulla destra, con l'indicazione Perti Alto, si segue la stretta, ripida strada, che raggiunge la piccola frazioncina. Rimanendo alta, la stradina passa accanto alla Chiesa dei Cinque Campanili e, rasentando gialle pareti prima, ed inoltrandosi poi nella pittoresca, boscosa valletta di Montesordo, raggiunge il piccolo parcheggio di Montesordo.
Avvicinamento All'estremità sinistra del parcheggio (cartello per Rocca di Perti) si prende un sentiero, all'inizio un po' incerto, che inizia a salire con pendenza sostenuta nel fitto bosco. Raggiunta più in alto la traccia che aggira tutta la rocca, la si segue verso destra: raggiunta la base dello spigolo Nord (deviando a sinistra si raggiunge in pochi passi l'attacco di "Gioco Gioco"), si prosegue in leggera discesa alla base delle imponenti placconate della parete Ovest.  Si lasciano a sinistra le tracce di attacco della "Mariangela" e, più avanti, de  "Il Vecchio". Si prende poi una traccetta a sinistra, che si avvicina alla parete ed esce presso uno slargo della vegetazione, in corrispondenza di una fessura verticale con evidente vecchio chiodo (pochi metri a sinistra, sulla placca, si notano alcuni spit). Attacco (h 0,15 dal parcheggio). 
Descrizione della via Si possono contare 3 tiri di corda:

1 - Si attacca la fessura, prima direttamente, poi spostandosi leggermente a destra (5c). Si risale la placca superiore, liscia e molto delicata (5c) fino giungere sotto uno strapiombo giallo. Si traversa a destra (5b) fino ad un grottino di roccia rossastra, dove c'è la sosta (chiodo e spit).

2 - Si continua a traversare per alcuni metri a destra, molto espostamente, fino ad una lama staccata. Si monta sulla lama, e si sale direttamente verso l'alto (5c sostenuto, 2 spit, in ultimo un cordino in una clessidra). Si esce su una placca più facile (5b), sulla quale si traversa (eventualmente sicura su un alberello) fino ad ulteriore spit, da dove si sale di nuovo verticalmente (5c) fino alla catena di sosta (pianerottolo un po' scomodo); 

3 - Si prosegue risalendo direttamente le placche soprastanti (5a) fino ad una piccola cengia alla base di una fessura verticale. Si risale la fessura (difficile, 5c impegnativo, diversi resinati), e se ne esce in alto a sinistra, per risalire un ultimo breve canalino terroso che porta sulla comoda cengia alberata dove sono i due spit di sosta.    

Discesa: con due doppie da 30 metri lungo la via si ritorna alla base. 

Alternativa molto consigliabile è quella di traversare lungo la cengia alberata verso destra (un po' fastidioso per l'abbondante vegetazione) fino ad incrociare il tracciato della "Simonetta" a metà del 3° tiro, e di qui proseguire verso la vetta per la stessa Simonetta o per il più impegnativo Pilastro Josephine

Recentemente è stata individuata una ulteriore alternativa di collegamento con la "Simonetta": dalla sosta all'inizio della cengia alberata si sale direttamente verso l'alto, lungo una traccia da poco ripulita. Appoggiando leggermente a destra, si arriva alla base di una breve placca rocciosa, che si risale fino ad un piccolo ripiano. Da qui si sale a sinistra un brevissimo diedrino (2a) e, per una traccia tra gli alberi, si sale ad un comodo ripiano davanti all'ingresso di una caratteristica grotta forata. Si entra nella grotta, che compie una decisa curva a destra e sbuca (con un saltino di poco più di un metro) su una cengia alberata. Si segue la cengia verso sinistra fino ad un ripiano ai piedi di uno sperone: si monta per facili roccette direttamente verso l'alto fino ad un successivo pianerottolo, ai piedi di un piccolo anfiteatro di strapiombi. Rimontando il facile speroncino a destra (clessidre e alberi per sicura, 3a) si raggiunge comodamente la sosta all'inizio del 5° tiro della "Simonetta": di qui è possibile proseguire lungo la stessa via o, scendendo di una quindicina di metri a destra per sentierino, raggiungere l'attacco del "Pilastro Josephine". 

Tempo totale h 1,30 circa
Difficoltà TD- (5c max)
Dislivello 90 m circa
Attrezzatura 12 rinvii, cordoni, corda da 70 m, casco
Ultimo sopralluogo febbraio 2008
Commenti

Periodo consigliato: tutto l'anno

Bella via molto interessante, specie perchè poco frequentata nel panorama del "luna park" di Perti! Placche tecniche e delicate, chiodatura sufficiente ma non "da falesia", roccia splendida: cosa state aspettando? Se poi viene effettuato il concatenamento con la Simonetta ed, eventualmente, il Pilastro Josephine, si ottiene una scalata veramente ambiziosa e di grande soddisfazione! Da non perdere!