Rocca di Corno - Via Titomanlio   

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CHI C'ERA: PAOLO (MULLAH), ANDREA D. ED ANDREA C. (CIOE' IO!)

FOTOPERCORSO
Storia Alpinistica La Rocca di Corno (315 m) è una imponente struttura rocciosa che domina maestosa la conca di Calvisio, alla confluenza fra La Fiumara e la valletta del Rio Ponci. Si tratta in realtà di un vasto altipiano boscoso sorretto da spettacolari pareti calcaree, fra le prime ad essere esplorate nel Finalese. In particolare, la magnifica parete Sud domina con un salto di 70-80 metri il piccolo abitato di Verzi: su questa parete, così come sugli altri settori della Rocca (Est, Sud-Est, Ovest), sono stati tracciati moltissimi itinerari, per lo più molto impegnativi ed esposti. La via "Titomanlio" (R. Titomanlio, G.F. Negro, 1968), sulla parete Sud, è forse una delle vie meno impegnative (ma assolutamente non banale!) della rocca, pur mantenendo intatte le caratteristiche di esposizione e di spettacolarità tipiche del settore.  
Punto di partenza Final Pia, da dove si prende la strada per Calvisio. Dopo il paese si seguono le indicazioni per Verzi (ponte sulla destra): con numerosi tornanti una stretta stradina asfaltata porta fino all'imbocco della valletta del Rio Ponci. Ad un bivio, si prende la strada sterrata sulla sinistra che porta fino ad un comodo parcheggio (tabelle indicatrici).
Avvicinamento Si segue un sentierino che scende a guadare il rio (quasi sempre asciutto) e che risale poi dalla parte opposta fra rigogliosa vegetazione. La traccia taglia dapprima  in falsopiano le pendici della rocca, poi prende a salire con regolari ma ripidi tornanti fino a portarsi alla base delle rocce del Settore Sud-Est. Aggirato uno spigolo sulla sinistra, sempre fra rigogliosa vegetazione, si sale un gradino roccioso e si esce su una comoda cengia-terrazza presso un anfratto, dove è l'attacco (scritta "TITO" sbiadita sulla roccia, h 0,20 dal parcheggio).
Descrizione della via Si possono contare 3 tiri di corda:

1 - Si attacca a destra dell'anfratto, seguendo una evidente cengia ascendente verso destra: la cengia è interrotta in qualche punto da brevi saltini, che comunque si superano sempre piuttosto agevolmente (4c), fino alla scomoda ed esposta catena di sosta;

2 - Lasciati a sinistra gli spit della via "Ipsilon", si attacca un piccolo risalto giallastro caratterizzato da un vecchio cordone e da notevoli erosioni (attenzione alla solidità); si prosegue poi sul filo dello spigolo di destra, a picco sull'impressionante grotta giallastra ben visibile anche da lontano sulla parete Sud della Rocca di Corno. Un altro paio di gradini, che buttano un po' all'infuori, si superano con difficoltà crescenti (4c sostenuto) poi, oltre un breve ripiano, un ultimo gradino un po' strapiombante (5a) ma breve consente di raggiungere lo splendido pianerottolo antistante un'altra piccola grotta, dov'è la catena di sosta (la cengia prosegue a sinistra, dove si incontra la penultima sosta della via "Ipsilon"); 

3 - Si scala il muro verticale di destra, all'inizio con discreti appoggi (5b): il tracciato originale poi va a destra, per una esposta cengetta fino ad un alberello, e da qui alla sosta (5b), mentre una variante più impegnativa supera direttamente il diedro strapiombante superiore lungo una fessura verticale (5c sostenuto), fino alla sosta di cui sopra.

Discesa: con una prima doppia di 15 metri alla sosta 2, poi con una seconda doppia da almeno 55 metri (facendo attenzione a tenersi sulla sinistra per non finire nel grottone!) nuovamente all'attacco. 

Tempo totale h 2,00 circa
Difficoltà D+ sostenuto, 5c max/5b obbl.
Dislivello 60 m circa
Attrezzatura da alpinismo: utili 2 mezze corde da almeno 55 metri
Ultimo sopralluogo dicembre 2006
Commenti

Periodo consigliato: tutto l'anno, ottima l'esposizione in caso di vento!

Salita impegnativa, ma di soddisfazione: pur essendo di difficoltà paragonabili, sulla carta, al "Vecchio" della Rocca di Perti, l'ambiente, la chiodatura (vecchia) e soprattutto l'esposizione rendono la "Titomanlio" nettamente più impegnativa e selettiva. Magnifico l'ambiente roccioso, fra affioramenti, concrezioni ed antri veramente pittoreschi. Meritevole!