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CHI
C'ERA: IL MULLAH, JEBEL, GABRI E ANDRE (CIOE' IO!) |
| FOTOPERCORSO |
| Storia
Alpinistica |
La Rocca di
Corno (315 m) è una imponente struttura rocciosa che domina maestosa
la conca di Calvisio, alla confluenza fra La Fiumara e la
valletta del Rio Ponci. Si tratta in realtà di un vasto altipiano
boscoso sorretto da spettacolari pareti calcaree, fra le prime ad essere
esplorate nel Finalese. In particolare, la magnifica parete Sud
domina con un salto di 70-80 metri il piccolo abitato di Verzi: su
questa parete, così come sugli altri settori della Rocca (Est,
Sud-Est, Ovest), sono stati tracciati moltissimi itinerari, per lo più
molto impegnativi ed esposti. La "Prima Fessura" (G.
Benassi, G. Calcagno, A. Grillo, N. Tasso, novembre 1972) è una via
classica che si snoda sul Settore Sud Est, una parete meno estesa situata
a destra dell'evidente erosione giallastra ("Il Portale")
che caratterizza il settore meridionale. Qui la fanno da padrone diedri,
pilastri e fessure: in particolare, tre fessuroni verticali incidono la
parete, chiamati rispettivamente (da sinistra a destra) Prima, Seconda
e Terza Fessura. La Prima è anche la più lunga e
spettacolare, e merita sicuramente una visita! |
| Punto di partenza |
Final Pia,
da dove si prende la strada per Calvisio. Dopo il paese si seguono
le indicazioni per Verzi (ponte sulla destra): con numerosi
tornanti una stretta stradina asfaltata porta fino all'imbocco della
valletta del Rio Ponci. Ad un bivio, si prende la strada sterrata
sulla sinistra che porta fino ad un comodo parcheggio (tabelle
indicatrici). |
| Avvicinamento |
Si segue un
sentierino che scende a guadare il rio (quasi sempre asciutto) e che
risale poi dalla parte opposta fra rigogliosa vegetazione. La traccia
taglia dapprima in falsopiano le pendici della rocca, poi prende a
salire con regolari ma ripidi tornanti fino a portarsi alla base delle
rocce del Settore Sud-Est. Senza aggirare lo spigolo a sinistra (vedi
anche Via
Titomanlio e Via
Ipsilon) si raggiunge la base delle rocce: traversando per una breve
cengia a sinistra, si giunge alla base del pilastro d'angolo del Portale
(non intuibile da questo punto): qui ha inizio l'evidente fessura dove
attacca la via (h
0,20 dal parcheggio). |
| Descrizione
della via |
Si possono
contare 2
tiri di corda: 1
- Si attacca la fessura: l'inizio è un po' strapiombante, ma la
conformazione della roccia "a buchi" favorisce il movimento. Si
prosegue su dritti, seguendo la dirittura degli spit (non troppo vicini,
in verità!). I passaggi, sebbene non estremi, restano comunque sempre
esposti ed impegnativi (5b). Più in alto si devono superare due
successivi strapiombetti: il secondo si elude uscendo a destra, in piena
parete, ed arrampicando su una breve placca ruvida (5b). Si esce su
di un ampio ripiano, circondato da grandi erosioni giallastre (ambiente
splendido!): sosta su spit e cordone;
2
- Si risalgono facili roccette in direzione del grande strapiombo giallo
che sembra sbarrare la prosecuzione della via: deviando a sinistra, si
giunge però all'attacco di una breve fessura strapiombante (spit
all'inizio). Si può superare direttamente la fessura (difficile) oppure
salire subito a sinistra di essa (5b), uscendo così ad una specie
di micro-colletto con arbusti. Con una spaccata, si attacca un muro giallo
a destra (spit), molto liscio ed impegnativo (5c). Si raggiunge
così una esile cengia, alla base della paretina finale: ci si sposta
tutto a sinistra, poi si attacca la paretina per una specie di diedrino
appena accennato (5c esposto), uscendo a destra sull'altipiano
sommitale (sosta su albero, cordoni).
Discesa: con due doppie da 30 metri (o anche con una
da 60 metri, ma attenzione a non incastrare il nodo!) si ritorna alla
base. |
| Tempo totale |
h
1,30 |
| Difficoltà |
TD-
(alcuni passaggi di 5c) |
| Dislivello |
50
m circa |
| Attrezzatura |
12
rinvii, casco, cordoni, singola da 70 m o due mezze da 60 m |
| Ultimo sopralluogo |
febbraio
2008 |
| Commenti |
Periodo consigliato: tutto
l'anno, esclusi i mesi più caldi
Bella via, di difficoltà
classiche ma assolutamente esposta e non banale: breve ma di grande
soddisfazione. Chiodatura un po' lunga ed adrenalinica. Consigliabile soprattutto nelle fredde e
ventose giornate invernali, in quanto questo settore è uno dei più caldi
e riparati del Finalese. |
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