Rocca dell'Abisso - Sperono O-NO   

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CARTINA CONSIGLIATA: IGC 1:25.000, FOGLIO 114

CHI C'ERA: FLAVIO, ANDREA C. (CIOE' IO), DANILO, FABIO, ELISA, MANU, LUCA, MIRNA, PAOLO

Storia Alpinistica La Rocca dell’Abisso è una massiccia montagna rocciosa sullo spartiacque principale, dominante le valli Gesso e Vermenagna (Italia) e Roja (Francia). E’ la prima vetta di aspetto prettamente alpino della lunga catena, che si origina al lontano Colle di Cadibona: qui si nota infatti il netto distacco fra i placidi pendii erbosi e i calcarei cupoloni arrotondati tipici delle Alpi Liguri e gli aspri versanti rocciosi di più scuri gneii granitoidi caratteristici delle Marittime. La Rocca dell’Abisso è una montagna principalmente escursionistica, ed infatti la sua via normale, a partire del Colle di Tenda per la cresta Sud-Est, è molto frequentata in estate dai camminatori italiani e francesi: presumibilmente, da questo versante è avvenuta la prima ascensione nota, nel 1836, da parte del Capitano Cossato dello Stato Maggiore Sardo, a fini topografici. La Rocca, però, presenta anche altri versanti, che si presentano sovente dirupati e selvaggi: in particolare i versanti occidentale e settentrionale, dominanti rispettivamente la conca dei Laghi di Peirafica e quella del Lago dell’Oro, risultano appartati e molto caratteristici. La roccia scura, con frequenti affioramenti di porfidi rossastri, in combinazione con i residui nevosi che si mantengono negli anfratti sovente per tutto l’anno, danno a queste pareti un aspetto tipicamente alpino, difficilmente riscontrabile in zone così vicine alle assolate coste del Mediterraneo. Lo Sperone Ovest-Nord-Ovest, che si origina a poca distanza dal Colletto dell’Abisso (2550 m) e che sale parallelo, poco a sinistra della Cresta Ovest fino all’Anticima, costituisce una delle vie alpinistiche più interessanti alla cima: la prima salita è di M. Dalmasso e G. Ghibaudo il 13 agosto 1980. Prima invernale G. Ghibaudo, G. Fulcheri e R. Peano il 21 dicembre 1980.
Punto di partenza Colle di Tenda (1871 m), raggiungibile da:
  1. Mondovì attraverso Cuneo, Borgo San Dalmazzo e Limone Piemonte, fino alla frazione di Quota 1400, da dove una serie di fitti tornanti porta al Colle;
  2. Ventimiglia, risalendo la Val Roya (circa 40 km in territorio francese) e attraverso il traforo del Colle di Tenda fino alla frazione di Quota 1400, da dove si sale al Colle. 

Dal colle si prosegue per una sterrata finalmente in buone condizioni (risistemata di recente) che scende leggermente sul versante francese, passa per gli imponenti edifici del Forte Margheria (1842 m) e, tagliando in piano lungamente le pendici delle erbose cime sulla cresta di confine (Cima di Forte Pernante, Cima di Salauta, Monte Becco Rosso), si porta alla testata del Vallon de Caramagne, in corrispondenza dello sbocco della Valletta di Peirafica. Presso un gias, all’altezza del Ponte di Peirafica, si parcheggia l’auto (1916 m, circa 6 km dal colle).

Avvicinamento Si segue una labile traccia che risale i dossi erbosi alle spalle del gias, fino ad incontrare un marcato sentiero che percorre il versante sinistro della valletta, fra larici e radure molto pittoresche. Dopo circa tre quarti d’ora il sentierino si porta in una conca sul fondo del vallonetto, al limitare di grandi pietraie, dove si incontra un bivio (cartelli): seguendo il ramo di sinistra, si risale con erti tornanti un ripido costone erboso, poi si devia un po’ a destra per una specie di piccola valletta e si esce sui grandi massi a poca distanza dal Lago Inferiore di Peirafica (2332 m, h 1,30). Magnifica veduta sulla dentellata cresta dei Torrioni Saragat, che chiude la conca terminale del vallone. Qui termina il sentiero. Continuando a salire verso destra, si supera una modesta bastionata (qualche facile roccetta) e, senza percorso obbligato nella vasta pietraia, si giunge ai piedi del ripido pendio terminale che immette al Colletto dell’Abisso: in basso a sinistra, in una appartata conca glaciale, appare il vasto Lago Superiore di Peirafica (2358 m). Per l’ultimo pendio erboso, ripido ma elementare, si giunge al Colletto dell’Abisso (2550 m, h 2,00). Dal colletto di traversa brevemente sull’altro versante, per erba e detriti, fino all’attacco, posto a sinistra di un grande canalone di rocce chiare, in corrispondenza di un evidente diedro con masso incastrato.
Descrizione della via Si possono contare 6 tiri di corda:

1 – si attacca il diedro, facendo molta attenzione ai sassi mobili (III, un friend) poi, raggiunto il masso incastrato, se ne esce a destra per una paretina scivolosa (III, chiodo), raggiungendo un pendio erboso. Si raggiunge il piede di una successiva crestina, che si scala per il divertente filo fino ad un pianerottolo di sosta;

2 – Si prosegue per rocce facili (II, II+) fino alla base di un salto verticale, dove si sosta;

3 – Si attacca il salto seguendo una fessura (III+), poi per placchette e scaglie sempre solide fino ad un tratto più appoggiato, che conduce ad un comodo ripiano, prima di un altro più deciso risalto (III);

4 – Si attacca il risalto, all’inizio per rocce verticali ma appigliate (III+) poi, dopo una cengetta, per un diedro liscio e verticale più impegnativo (IV-), la cui uscita un po’ strapiombante richiede un minimo di tecnica. Al termine del diedro, un breve tratto facile porta alla sosta presso il filo di cresta;

5 – Si raggiunge la successiva selletta, da dove si attacca il filo dello sperone, in questo tratto esposto ed aereo, per rocce solide (III, chiodo). Oltre uno spuntone, si traversa a destra fino ad un breve caminetto, che si sale (attenzione ai sassi mobili) fino ad un ampio ripiano roccioso;

6 – Con un ultimo breve tiro, si risale la cresta per facili blocchi (II) fino ad un cocuzzolo, da dove si scende in pochi metri alla forcella di divisione con l’Anticima Nord della Rocca dell’Abisso.

Seguendo una traccia sul filo di cresta (segni rossi) si raggiunge in breve l’ometto di sassi sull’anticima. Traversando per la cresta orizzontale, leggermente esposta ma facile, si raggiunge la croce sulla cima più alta della Rocca dell’Abisso (2755 m, h 2,30 circa dall’attacco).

Discesa: Si scende per la traccia segnata della via normale per pietraie e ripidi pendii erbosi (Prà Giordano) fin nei pressi del Forte Giaura: qui si abbandona la traccia diretta al Colle di Tenda per prendere un sentierino che taglia in piano a destra i pendii prativi e che inizia poi a scendere verso la testata del Vallon de Caramagne. Il sentiero taglia in lungo traversone i ripidi pendii, supera diverse pietraie poi, raggiunto il fondo del vallone, compie un ampio semicerchio nella pietraia e ritorna al bivio presso la radura al centro del vallone, incontrato all’andata. Proseguendo sul sentiero in discesa, si ritorna in breve al Ponte di Peirafica (h 1,30 dalla cima).

Tempo totale h 6,00 - 6,30 circa
Difficoltà PD+, brevi passaggi esposti di III° ed un passo di IV°-
Dislivello 600 m circa l’avvicinamento, 180 m circa la via
Attrezzatura : 2 mezze corde da 50 m, casco, cordini, friend e nut (solo alcuni chiodi sulla via, soste da attrezzare)
Ultimo sopralluogo luglio 2007
Commenti

Bellissima via, molto utile per chi è alle prime esperienze su una via di montagna. Ambiente spettacolare, roccia quasi sempre buona, difficoltà mai sostenute. Insomma, una "chicca" di grande soddisfazione!