Rocca dei Campanili - Canale dello Scudo   

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CARTINA CONSIGLIATA: IGC 1:50.000, FOGLIO 08

Storia Alpinistica La Rocca dei Campanili (2390 m) fa parte del vasto ed imponente complesso carsico-calcareo che costituisce la fiancata sinistra orografica dell'alta Val Tanaro. Dal Pian Rosso, presso il Rifugio Mongioie, essa appare ardita e potente, con pareti lisce e verticali alte fino a 200 m. Verso Nord, sulla testata di Valle Ellero, digrada invece con ampi pendii pascolivi che giungono fino ai vasti terrazzi della vetta, un tutt'uno con l'altopiano carsico circostante, chiamato Pian Comune. In realtà, però, si tratta una struttura molto più complessa di quanto sembri: la parete che si ammira dal Rifugio Mongioie, dove salgono difficilissime vie alpinistiche, è costituita da una immensa placca di roccia (lo "Scudo") staccata dalla retrostante massa rocciosa da uno stretto e ripido canale: proprio questo canale, chiamato "Canale dello Scudo", in buone condizioni di innevamento costituisce una delle più belle salite di stampo classico alla vetta. Prima ascensione A. Siri e G. Pascoli il 24/12/1986. 
Punto di partenza Viozene (1245 m), raggiungibile dall'uscita di Ceva della A6 Torino-Savona risalendo la lunga Valle Tanaro. Superati i paesi di Nucetto, Bagnasco, Priola, Garessio ed Ormea, si entra nell'alta valle, più alpestre e selvaggia: oltre Ponte di Nava, si trascura la diramazione per il Colle di Nava e si prosegue nella valle principale fino al paese, dove si parcheggia nei pressi della chiesa (55 km circa da Ceva).
Avvicinamento Dalla chiesa della borgata parte una stradetta cementata (cartelli) che risale con decisione fra le case. Incontrata una via asfaltata, la si segue verso destra fra seconde case e casette ristrutturate, per uscire su alcuni prati con orti. Diventata sterrata, la carrareccia risale brevemente il bosco, fino ad una casa isolata (sbarra). Si prosegue allora lungo una ben marcata mulattiera che, con comoda salita, guida fino ai piedi di una bastionata boscosa. Superato un piccolo rio, la mulattiera risale la bastionata con alcuni tornanti, raggiunge il piccolo Pian Rossetto con gli omonimi Tetti e, per un ultimo breve strappo, sbuca sul vasto e prativo Pian Rosso (1520 m). Pochi passi verso sinistra conducono, oltre una macchia di alberi, alla bella e nuova costruzione del Rifugio Mongioie (1524 m, h 0,40). Magnifico panorama sulla bastionata calcarea Rocce del Manco (2312 m) - Rocca dei Campanili (2390 m) - Cimonasso (2292 m) - Rocca Garba (2460 m) - Mongioie (2630 m). Si segue a questo punto la traccia diretta alla Gola delle Scaglie (cartello), che risale gli erti pendii prativi sulla sinistra di un marcato canale erboso (neve residua ad inizio stagione). Più in alto, con un paio di ampi tornanti la traccia guadagna l'orlo di un piccolo ripiano erboso, il Pian dell'Alpetto: raggiunto un abbeveratoio, si abbandonano le tracce e si punta direttamente verso l'alto, mirando ad un evidente canale che si insinua fra le rocce di una piccola bastionata fra la Rocca dei Campanili (a sinistra) ed il Cimonasso (a destra). I pendii erbosi si fanno via via più ripidi, ma la salita risulta comunque facile anche se faticosa. Giunti presso lo sbocco del canale, si risalgono facilmente le roccette alla sua destra (qualche passo di I° grado) per sbucare sui superiori pendii detritici. Si risale ancora per alcune centinaia di metri l'ampio canale per erba e roccette, fino ad un poco accentuato dosso detritico nel suo centro: appare da qui, a sinistra, lo stretto Canale dello Scudo, che si insinua fra verticali quinte di roccia. Traversando brevemente, se ne raggiunge lo sbocco (2100 m circa, h 2,00, attacco). 
Descrizione della via Si risale il canale per il primo terzo, fino ad una evidente strozzatura: con buon innevamento, la si supera senza problemi, mentre con poca neve un masso incastrato può costituire un serio ostacolo (eventualmente serve una staffa). Oltre la strozzatura, comunque, si prosegue nel canale, in ambiente severo e suggestivo, fra lisce pareti ed arditi campanili rocciosi. Giunti ai due terzi del canale, questo è sbarrato da una breve fascia rocciosa: la si supera a destra, presso un muretto breve ma non banale (III+, esposto), oltre il quale per l'ultimo pendio di neve si raggiunge facilmente l'ampio ed erboso Colletto dello Scudo (2300 m circa), fra il vero e proprio Scudo (a sinistra, la cui vetta è raggiungibile in pochi passi) e la Rocca dei Campanili (a destra). Si risale ora in diagonale verso destra un pendio erboso alla base di una fascia rocciosa (tracce) e, per un ultimo breve pendio detritico o nevoso (eventualmente ramponi) si guadagna l'orlo dell'altipiano erboso  superiore, chiamato Pian Comune. Deviando leggermente sulla destra si raggiunge il cocuzzolo di vetta della Rocca dei Campanili (2390 m, h 1,00 dalla base del canale). Meraviglioso panorama sulle cime rocciose circostanti, sulla Liguria e sulle Marittime Meridionali. Proprio di fronte, separata da una vasta dolina carsica, sorge la punta più alta della Cima Pian Comune (2401 m).

Discesa: Seguendo la vasta cresta erbosa, ci si dirige a sinistra, verso la sella fra Rocca dei Campanili e Rocce del Manco. Prima di arrivare al punto di massima depressione, nei pressi di un ometto con un ramo infisso fra le pietre, si scende un largo canale detritico (attenzione ai sassi mobili!) che più sotto diventa un ampio pendio. Quando si intuisce la presenza di un salto, si devia verso un colletto erboso a sinistra che immette sui ripidi ma facili pendii erbosi che, senza tracce ma con orientamento evidente (attenzione solo in caso di nebbia) riportano al Pian dell'Alpetto ed al Rifugio Mongioie (h 1,15 dalla cima). Di qui nuovamente a Viozene in h 0,25

Tempo totale h 5,00 circa
Difficoltà AD- (un passo di III+)
Dislivello 1200 m circa
Attrezzatura casco, piccozza, ramponi; corda e qualche nut sono facoltativi
Ultimo sopralluogo aprile 2007
Commenti

Periodo consigliato: marzo - aprile

Bellissima via, non troppo impegnativa in condizioni buone di innevamento, che si svolge in un ambiente dolomitico quasi impensabile. Tenere presente che, con poca o assenza neve, il canale diventa più impegnativo, ed è necessario avere con sè qualche attrezzo in più (in particolare, il masso all'altezza della strozzatura va superato con una staffa o con piramide umana!). Attenzione anche alla discesa, insidiosa soprattutto in caso di nebbia. Via meritevole!