Rocca Castello 2452 m - Via "Sigismondi"

Home Su Chi sono Itinerari Links Bibliografia Chi cerca trova Ultimi aggiornamenti

CARTINA CONSIGLIATA: IGC 1:25.000, FOGLIO 111

STAMBECCO NEI PRESSI DEL COLLE GREGURI

Storia Alpinistica La Rocca Castello (2452 m) fa parte di un arditissimo complesso quarzitico che sovrasta imponente l'abitato di Chiappera, in alta Val Maira. Esso si origina al Colle Greguri (2319 m), e consta di quattro vette principali orientate da Nord a Sud, formanti una cresta aerea ed affilata. Subito dopo il colle la Rocca Castello (la vetta più alta), seguita dalla Torre Castello (2448 m), dalla Punta Figari (2345 m) e dalla Rocca Provenzale (2402 m), che da Chiappera appare sotto forma di arditissimo corno roccioso. Innumerevoli vie sono state tracciate su queste pareti, che vanno dalle difficoltà classiche all'estremo: tra queste, la via "Sigismondi" alla Rocca è certamente una delle più frequentate ed apprezzate per la roccia quasi sempre buona ed i passaggi aerei ed eleganti. Primo salitore: Vittorio Sigismondi, da solo per questa via, il 3 settembre 1908.
Punto di partenza Chiappera (1661 m), raggiungibile da Mondovì (uscita della A6 Torino-Savona) attraverso Cuneo, Caraglio, Dronero e la Val Maira; giunti ad Acceglio (1220 m), si prosegue sulla strada principale che raggiunge Ponte Maira (1404 m), Saretto (1530 m) e Chiappera (1661 m), l'ultimo centro abitato della valle. Lasciato a sinistra il Rifugio Campeggio Campo Base (1690 m), si risale su rotabile sterrata il Vallone del Maurin per due tornanti fino ad un piccolo spiazzo (cartelli per il Colle di Rui ed il Colle Greguri), dove si lascia l'auto. 
Avvicinamento Si imbocca la mulattiera, all'inizio un po' malagevole per le copiose acque superficiali, che risale un primo gradino boscoso per uscire sugli ampi pendii prativi del Vallone Greguri. La mole della Rocca Provenzale è soggiogante, ma bello è anche il panorama verso le suggestive Cascate di Stroppia ed il massiccio Monte Oronaye. Risalito un breve solco erboso con ruscello, con ripida salita si raggiunge un bel ripiano (h 0,15): si trascura la labile traccia verso sinistra, che sale verso la Rocca Provenzale, e si continua dritti lungo la mulattiera principale. Risalita una balza detritica con numerosi tornanti, la mulattiera prosegue per ripidi pendii erbosi, alla base delle spettacolari pareti quarzitiche: con un'ultima serie di tornanti, fra erba e grandi massi, si raggiunge infine l'insellatura del Colle Greguri (2319 m, h 1,15). Si risale lungo i detriti, sulla linea del colle, verso sinistra, fino a portarsi ai piedi di una paretina subito a destra di un bel pilastro (attacco).
Descrizione della via Si possono contare 7 tiri di corda: 

1 - Si attacca la paretina, ripida ma ben appigliata, incontrando un chiodo (III) e, raggiuntane la sommità presso un terrazzino con massi, si risale un canale-camino a sinistra (II) fino ad uscire su un terrazzino con chiodo di sosta;

2 - Si traversa su cenge erbose un poco esposte ma facili (I) per circa 40 metri, fino alla base di un evidente canale che sale in direzione della cresta (sosta su spuntoni);

3 - Si risale il canale, dapprima più facile ed abbattuto (I+), poi via via più roccioso e verticale (II, un chiodo), raggiungendo un terrazzino con due chiodi di sosta; 

4 - Si prosegue lungo il canale, che qui diventa camino e tende leggermente a destra (II, III, 2 chiodi): al secondo chiodo, con una spaccata ci si porta sulla faccia sinistra del camino, che si risale per rocce leggermente strapiombanti (III+) fino ad un comodo terrazzino (spit di sosta), proprio sulla linea dell'espostissima cresta;

5 - Si prosegue lungo la cresta, lungo un sistema di diedri e caminetti (III, III+) incontrando uno spit e raggiungendo la sommità di un pilastrino, dove si sosta (2 chiodi e cordone);

6 - Sempre grosso modo sul filo, si prosegue più facilmente (II+) fino ad un terrazzino: si sale il filo di uno sperone (III), poi per massi accatastati si raggiunge un grande ripiano roccioso, vera balconata sulla Val Maira;

7 - Salendo l'ultimo facile dosso roccioso, si raggiunge la croce di vetta.

Discesa: dalla vetta, ci si sposta con prudenza fino al sommo di un canalino sul versante Est: con una calata di circa 40 m si giunge in fondo al canale, dove verso destra (faccia a monte) si trova la successiva calata attrezzata. Con un'altra doppia di 30 m circa si arriva alla cengia che fascia tutto il settore Nord Est; raggiuntane l'estremità, traversando per circa 80 m verso destra (faccia a monte) fin presso la sommità di un pilastro che sovrasta il Colle Greguri, un'ultima doppia da 40 m circa deposita alle ghiaie del colle. Da qui, in h 0,45, nuovamente al parcheggio. 

Tempo totale h 5,30 - 6,00 (di cui circa h 2,00 per la via)
Difficoltà AD (passi di III+)
Dislivello 650 m circa, di cui 120 m circa di arrampicata (sviluppo 180 m)
Attrezzatura casco, 2 mezze corde da 60 m, 10 rinvii, cordoni e qualche nut e friend
Ultimo sopralluogo luglio 2009
Commenti

Periodo consigliato: luglio - metà settembre

Itinerario classico molto bello e panoramico, ad una cima tra le più caratteristiche delle Alpi Occidentali. Recentemente attrezzata con alcuni spit, la via ha un andamento logico e passaggi divertenti ed esposti. Frequentata, e con ragione! Un po' laboriosa la discesa a corda doppia, per via della non verticalità (a parte l'ultima) delle calate, con qualche rischio di incastro delle corde.