P. Udine 3022 m (via "Tempi Moderni")   

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Cartina stradale

Cartina alpinistica

Storia Alpinistica La Punta Udine si trova sullo spartiacque principale, poco a Nord del Monviso. Si tratta di una cima rocciosa (ofiolite) che concentra l'interesse alpinistico sulle pareti Est e Nord e sulle creste. Molto frequentata sia per la facilità di accesso (il Rifugio Giacoletti sorge proprio al piede della Cresta Est), sia per lo scarso impegno della via normale. Prima ascensione G. Morassutti e G. Perotti, 1 settembre 1899, per la cresta NO. La via "Tempi Moderni", che si svolge sulle placconate del settore Est della parete Nord, è stata aperta da Michelin e Canepa nel 1995. 
Punto di partenza Rifugio Vitale Giacoletti 2741 m, per il cui accesso dal Pian del Re (h 2,00 circa) vedi l'itinerario Colle di Losàs.
Avvicinamento Dal rifugio, si prende la traccia che, tra detriti e placche di neve, aggira alla base la Punta Udine ed inizia a risalire l'incassato canalone diretto al Colle del Colour del Porco (via normale). Non appena la traccia si impenna sensibilmente, all'inizio del canalone, si raggiungono le rocce nei pressi di un minuscolo pianerottolo (freccia azzurra sulla parete, h 0,10 dal rifugio, attacco).
Descrizione della via Si possono contare 8 tiri di corda: 

1 - Si attacca un muro verticale, da risalire per una stretta fessura sulla sinistra con passaggi atletici e scarsissimi appoggi per i piedi (passo più difficile, V+ sostenuto), dopo di che per placche più abbattute, anche se mai banali(IV), alla prima sosta;

2 - Si rimonta una placca molto ripida, dopo di che per un altro sistema di fessure si supera un salto (V);

3 - Si rimontano alcune grandi placconate con splendida arrampicata di aderenza, all'inizio più facilmente (IV) poi, aggirato uno spigolo, in esposizione con più impegno (V); 

4 - Risalito un tratto più abbattuto (IV), un altro salto verticale viene risalito lungo un pilastrino con scarsi appoggi (V+, impegnativo);

5 - Un altro tratto di placche, in qualche punto non molto solide, conduce alla successiva sosta (V);

6 - Risalita un'altra placca quasi verticale, si giunge ad un terrazzino, da dove si risale un altro muretto con difficoltà sostenute (gli appoggi per i piedi sono da ricercare con attenzione, V+), dopo il quale alcune placche fessurate conducono alla sosta;

7 - Si risale una cresta articolata, sfruttando un sistema di fessure, fino ad una forcelletta detritica dalla quale appare, in basso, il Rifugio Giacoletti (IV): attraversata la forcelletta, si risale un risalto verticale o seguendo gli spit (più impegnativo) o salendo da destra, fino al terrazzino sovrastante (V+);

8 - Si sale l'ultimo tratto di cresta, decisamente meno impegnativo e più abbattuto, lungo una larga fessura fino ai massi della cresta sommitale (III);

Si aggirano i massi di un'anticima e, tagliato il pendio del versante Ovest, si raggiunge la traccia della via normale a pochi passi dalla vetta, che si raggiunge con breve salita (I, tratto facile che si può effettuare anche in conserva). 

Discesa: dalla vetta si segue la traccia nella pietraia che scende verso Nord fino all'ampia depressione del Colle del Colour del Porco (2920 m), tra la Punta Udine e la Punta Venezia. Da qui, scendendo nel ripido canalone, si incontrano ben presto le prime corde e catene di una breve via ferrata che consente di superare facilmente alcuni passaggi precari ed esposti su roccette. Al termine delle roccette, la traccia taglia alla base il canalone e, compiendo un semicerchio, tocca in breve il Colle di Losàs, dove sorge il rifugio (h 1 dalla vetta).

Tempo totale h 5,30 (h 4,30 per la salita)
Difficoltà D+ (passi di V+)
Dislivello 300 m circa (1000 m circa da Pian del Re)
Attrezzatura da alpinismo: casco obbligatorio, sono sufficienti 6 rinvii; via completamente spittata
Ultimo sopralluogo luglio 2004
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Periodo consigliato: luglio - agosto

Itinerario impegnativo, con passaggi tecnico-atletici da non sottovalutare, ma molto bello per chi ama arrampicare su placca.  Attenzione alle scariche di pietre sulla via normale. Cima molto frequentata (anche se non lungo questa via), per pernottare al rifugio è d'obbligo prenotare.