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CARTINA
CONSIGLIATA: IGC 1:25.000, FOGLIO 114 |
| Storia
Alpinistica |
Il Marguareis
è un imponente massiccio calcareo che annovera la cima più elevata delle
Alpi Liguri. Presenta due versanti di caratteristiche molto diverse
fra loro: mentre a Sud scende con erbosi dorsi arrotondati ricchi di
fenomeni carsici (doline, pozzi, inghiottitoi) verso le testate dei Valloni
Selle di Carnino (Alta Val Tanaro) e di Malabergue (Alta
Valle Roya), il fronte settentrionale precipita con una classica
parete dolomitica alta fino a 600 m sul fianco sinistro orografico del Vallone
del Marguareis (testata di Valle Pesio). Mentre quindi le vie
di salita da Sud risultano facili e molto frequentate, il versante Nord
offre vie di roccia di difficoltà anche estreme, ed alcuni interessanti
itinerari primaverili su neve lungo i grandi canali che solcano la
bastionata. Di questi ultimi, il più classico è quello lungo il Canalone
dei Genovesi, il più ampio ed evidente, oltre che il più diretto e
frequentato: con neve ben assestata, consente una salita di stampo
classico in ambiente severo. Primo percorso B. Asquasciati, G. Kleudgen e
G. Miraglio il 04/08/1923 in discesa; prima invernale P. Mattalia il
25/12/1946. |
| Punto di partenza |
Rifugio
Garelli 1990 m: per i particolari sull'accesso, vedere itinerario Ai
piedi del Marguareis. |
| Avvicinamento |
Si prende il ben
marcato sentiero (cartelli) che scavalca il costoncino discendente dai Rastelli
del Marguareis e taglia in lieve discesa la testata del selvaggio Vallone
del Marguareis. L'imponente parete
Nord, con l'evidente conoide del Canalone
dei Genovesi, monopolizza lo sguardo. Raggiunto con qualche saliscendi
il fondo del vallone, dove si annida il minuscolo Laghetto del
Marguareis (1928 m), si supera il rio e si risale il versante opposto
per arrotondati mammelloni erbosi fino alla immensa colata detritica
(nevosa ad inizio stagione) alla base del Canalone dei Genovesi
(1950 m circa, h 0,30 dal rifugio).
Questo si insinua ripido fra la Punta Marguareis (2651 m, a
sinistra) e l'esile Punta Tino Prato (2595 m, a destra).
Attacco. |
| Descrizione
della via |
Si risale l'ampio
conoide, mantenendosi grosso modo al centro: entrati nel canale vero e
proprio, che ha una pendenza costante di 40-45°, lo si risale fino alla
grande curva verso destra, dalla quale ne appare la
testata. Da questo
punto si appoggia gradatamente verso destra, alla base delle rocce della
parete orientale della Punta Tino Prato. Continuando a risalire il
canale, la pendenza aumenta leggermente, fino a raggiungere un breve
saltino di roccette che ne costituisce l'uscita (h
2,30 circa): superato con attenzione il breve passaggio (2
chiodi con cordino, utili 2 piccozze), si raggiunge la sella del Colle
dei Genovesi (2580 m, possibile cornice nevosa). Si apre di qui la
veduta sulle altre cime del Gruppo del Marguareis e sulle Marittime
meridionali. Seguendo verso sinistra i dossi detritici della breve
Cresta Ovest, si raggiunge in h 0,15
la grossa croce sulla vetta della Punta Marguareis (2651 m, libro
di vetta). Magnifica vista su tutta la cerchia alpina, ed in particolar
modo sulle Alpi Liguri e Marittime.
Discesa: si scende la più lunga cresta Est, attraverso
ampi dossi erbosi e detritici (tacche rosse o tracce nella neve). Un più
deciso tratto di discesa ripida consente di raggiungere l'ampio Colle
dei Torinesi (2450 m, h 0,30):
scendendo a sinistra lungo il facile Canalone dei Torinesi (circa
35°), si esce in basso sui dossi alla testata del Vallone del
Marguareis. Scendendo in diagonale verso sinistra, si ritorna
velocemente al Laghetto del Marguareis e, da qui, nuovamente al
rifugio (h 1,30 dalla
cima). |
| Tempo totale |
h
4,30 - 5,00 |
| Difficoltà |
PD |
| Dislivello |
700
m circa |
| Attrezzatura |
casco,
2 piccozze, ramponi, eventualmente una corda |
| Ultimo sopralluogo |
maggio
2006 |
| Commenti |
Periodo consigliato: aprile -
maggio
Bell'itinerario di stampo
classico, che consente una bella e lunga salita su neve relativamente
vicino al mare. Abbastanza frequentata, richiede comunque attenzione ed
attrezzatura adeguata. Attenzione alle nebbie, frequenti in queste zone,
ed alle scariche nel canale (conviene salire non più tardi delle 7). |
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