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CARTINA
CONSIGLIATA: IGC 1:25.000, FOGLIO 113 |
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ITINERARIO
EFFETTUATO IN COMPAGNIA DI ANNA PIERMARTINI, DETTA "LO STAMBECCO
DELLE DOLOMITI" (OGGI IN TRASFERTA) |
| FOTOPERCORSO |
| Punto di partenza |
Lago della
Rovina (1535 m), raggiungibile da Mondovì (uscita della A6
Torino - Savona) attraverso Cuneo, Borgo San
Dalmazzo e la Valle Gesso: giunti a Valdieri, si prende la strada per
Entracque e San Giacomo finchè, all'altezza del grande bacino
idroelettrico della Piastra, si incontra il bivio per il Vallone della
Rovina. La strada, sempre asfaltata, giunge al lago, dove è stato
ricavato un parcheggio (a pagamento) e un'area picnic. |
| Descrizione |
Dal Lago della
Rovina, su cui incombe l'impressionante diga del Chiotàs, ci
si dirige verso la vecchia strada di servizio dell'ENEL che sale alla
grande diga sulla destra idrografica del vallone, ma si imbocca quasi
subito un sentierino (indicazione per Rifugio Genova) che si innalza ripido sulla
pietraia.
Con una fitta serie di tornanti, il sentiero porta verso un tratto
attrezzato (facilissimo), che permette di montare sul costoncino roccioso
sulla destra,
dopo di che continua a salire sul pendio ricco di arbusti. Con begli
scorci aerei sul sottostante lago, si superano successivi passi attrezzati
con scalini e corde fisse, sempre poco più che elementari: un ultimo strappo porta ad incrociare la strada di
servizio ad una quota di circa 1900 m (h 0,50),
nei pressi di una fontana. Seguendo verso destra la strada, si raggiunge
in breve il Colletto di Laura, nel punto dove una diga minore (Diga
di Colle Laura) sbarra il bacino artificiale, e dove giunge anche la
nuova strada di servizio agli impianti, che parte anch'essa dai pressi del
Lago della Rovina ma che sfrutta il versante sinistro idrografico.
Seguita per un breve tratto la strada asfaltata, si imbocca una
diramazione sterrata sulla sinistra che, con un tornante, porta sulle rive del grande bacino
artificiale del Chiotàs (1978 m), da cui appare alla vista la cerchia
di monti che sovrasta la selvaggia conca del Brocan. Contornato per
un tratto il
lago, si abbandona la carrareccia, diretta al poggio su cui sorge il nuovo Rifugio
Genova - Figari (2015 m, ben visibile oltre il lago),
per imboccare una larga mulattiera a sinistra (indicazione per il Colle
di Fenestrelle, h 1,10), che si inoltra in
un'ampia
valletta erbosa sovrastata dalle impervie pareti del Roc di Fenestrelle
(2760 m, a destra), della Punta di Fenestrelle (2701 m, al centro) e
della Punta e del Caire Ciamberline a sinistra. La
mulattiera si allunga sul fondo pianeggiante della valletta, accanto al
pittoresco rio, poi si porta con decisione a sinistra, alla base delle
rocciose pendici della Punta di Laura, satellite della Ciamberline.
Con fitta serie di tornanti si risale il costone prativo, poi si taglia
lungamente verso destra, superando numerosi tratti rocciosi in cui il
tracciato si destreggia sempre mirabilmente, con muraglioni di pietre a
secco e tratti intagliati nella roccia. Dopo una brevissima discesa ed una
successiva salita, si esce sul margine di un'ampia conca detritica,
sottostante l'ultima allungata valletta che porta al Colle di
Fenestrelle (h 1,00 dal bivio,
vedi anche itinerario San
Giacomo di Entracque - Colle di Fenestrelle); da questo punto, prima
che la mulattiera scenda con alcuni tornanti sul fondo della conca, si
abbandona il tracciato segnato (2350 m circa). Si imbocca un'evidentissima
rampa erbosa sulla sinistra (piccolo ometto all'inizio), che conduce sui
ripidi pendii detritici ed erbosi di una valletta laterale che si insinua
fra la Punta di Fenestrelle (a destra) ed i contrafforti del Caire
Ciamberline. Il fondo della valletta è occupato da un'erta forra
rocciosa, sul fondo della quale scorre un modesto rio: rimanendo sulla
sinistra della forra, si sale con ertissima salita per prati e macereti
fino ad una piccola conca, ingombra di grandi massi e detriti (neve ad
inizio stagione), da dove la forra trae origine. Traversando verso destra,
si imbocca un facile canalino detritico che sale verso l'alto: poco oltre,
il canalino diventa comoda cengia, e consente di raggiungere i vasti
pendii di sassi e magra erba della cresta Ovest della Punta di
Fenestrelle, a questo punto ben visibile con la sua crestina sommitale
di scure roccette. Risalendo il pendio senza via obbligata (a ben cercare,
si rinvengono alcuni ometti), si raggiunge il piede della crestina
sommitale: si può risalirla interamente sul filo (divertenti passi di
I°+, un poco esposto) oppure, più facilmente, traversare alla base delle
rocce fino ad incontrare un corto canalino roccioso che, con pochi metri
di facile arrampicata, porta direttamente all'ometto della bellissima cima
(2701 m, h 1,00 dal sentiero, h
3,10 complessivamente). Panorama veramente superbo su Gelàs
e Argentera, nonchè sull'articolata costiera Fenestrelle-Ciamberline
e sulla catena di Monte Carbonè. Ritorno per la stessa via in h
2,15. |
| Tempo totale |
h
6,00 circa |
| Difficoltà |
EE,
orientamento non semplice, specie in caso di nebbia |
| Dislivello |
1200
m circa |
| Ultimo sopralluogo |
luglio
2006 |
| Commenti |
Periodo
consigliato: luglio - ottobre
Salita veramente interessante e piacevole, ad
un punto panoramico poco conosciuto ma veramente di prim'ordine.
Divertente anche la ricerca della via: l'orografia è piuttosto
complicata, ma la scarsità di pericoli oggettivi ci portano a
sconsigliare l'ascensione solo in caso di nebbia! Poco frequentata,
ambiente di vetta solitario e stupendo.
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