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| N.B.:
ITINERARIO E RELAZIONE A CURA DI ANNA PIERMARTINI |
CARTINA
CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 022 |
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FOTOPERCORSO |
| Punto
di partenza |
Dallo stradone
che da Agordo porta a Cencenighe, si devia a destra in
corrispondenza delle indicazioni per Pradimezzo; si imbocca una
stradetta in salita e, oltrepassati gli abitati di Roa e Fae,
si giunge alle case di Pradimezzo. |
| Descrizione |
Quando la strada finisce occorre lasciare l’auto in
uno dei pochi slarghi presenti sul posto; nei pressi di una fonte una
tabella segnaletica indica di proseguire lungo la strada aggirando le
ultime case e imboccando una sterrata. Oltre gli ultimi fienili, occorre
piegare decisamente a destra (tabelle con indicazioni per Ambrusogn)
imboccando un viottolo in salita che si inoltra nel bosco di faggi; il
primissimo tratto è erto e disagevole, poi la situazione migliora e ci si
trova a camminare su una vecchia mulattiera che si snoda tra gli alberi.
La pendenza rimane sempre abbastanza sostenuta, ma si cammina su un
morbido tappeto di foglie secche, su una traccia davvero comoda e a tratti
pure panoramica,
per cui la fatica non risulta mai eccessiva. Oltre una prima radura, il
sentiero taglia una frana (pare causata dall’alluvione del '66) e
guadagna un senescente ponticello
in legno che consente di scavalcare il profondo orrido sottostante
(h 0,45 circa). Proseguendo oltre, il
sentiero continua a guadagnare quota con erti zig zag nel bosco secolare
fino a giungere in vista della radura che ospita la Malga Torcòl
(1382 m - utile come ricovero d’emergenza, comunque dotata di camino e
ruspanti pagliericci). Da qui la traccia, seppur buona e ben marcata,
perde di definizione e ci si trova spesso a camminare in mezzo a distese
di felci ed alte erbe. Dopo due ore
circa, si esce definitivamente dal bosco nei pressi di tabelle
segnaletiche e ci si affaccia nell’ampia radura che ospita la Malga d’Ambrusogn
(1700 m); la costruzione, nonostante un certo abbandono, potrebbe ancora
servire da ricovero di emergenza (è collegata addirittura con un
rubinetto!) ma qualche buontempone l’ha ridotta in rovina rompendo
panche e tavoli e spargendo a terra i pagliericci. Capre e cavalli,
liberamente entrati dalla porta sempre aperta, hanno fatto il resto
insudiciando il tutto ... un vero peccato! In ogni caso, il posto è
davvero incantevole e appartato oltre che ottimamente affacciato verso la
vicina Cima Pape e il Monte Prademur; dietro la malga
spuntano invece le costruzioni rocciose del Monte
San Lucano mentre, oltre la ben visibile Forcella Gardes,
fanno capolino alcune cime delle Pale di San Martino. Da qui la
traccia prosegue passando tra l’edificio della malga e la diroccata
stalla e comincia ad inerpicarsi sul fianco delle retrostanti Cime d’Ambrusogn
verso la Forcella
della Besausega. Comincia da qui la parte più bella e
panoramica del percorso (nuvole permettendo) e, guadagnando quota, si
oltrepassano piacevoli radure fino a che il sentiero non giunge proprio
sotto le bastionate rocciose della montagna. Da qui,per lunga diagonale
verso destra e oramai in vista della forcella, si sale per ghiaie fino a
giungere alla forcella stessa (2131 m - h 1,00
circa); ci si lascia invece sulla destra una ulteriore e vicinissima
selletta erbosa ove transita una evidente traccetta segnalata da ometti.
Sulla carta tale insellatura, di poco più bassa della Forcella della
Besausega vera e propria, non ha nome ma il sentierino che vi transita
parrebbe diretto verso il Monte San Lucano ... Dalla Forcella
della Besausega il percorso prosegue transitando lungo esposte (ma
sicure) cengette
erbose che passano sopra i vertiginosi baratri della Val della
Besausega e che in poco meno di 30 minuti
permettono di uscire sull’erboso pianoro della Prima
Pala di San Lucano. Qui sorge anche il Bivacco
Bedin, bella struttura a semibotte dotata di 9 cuccette e
di una bellissima zona soggiorno stupendamente affacciata verso la pianura
agordina (acqua da esigua sorgente lungo il percorso o in cisterne
alimentate da acqua piovana). Da qui in breve tempo si può facilmente
salire sull’altura posta proprio alle spalle del bivacco da dove, sempre
nuvolaglia permettendo, pare si possa godere di un panorama ancora più
superbo. Per il ritorno, occorre ripercorrere a ritroso l’itinerario di
salita. |
| Tempo totale |
h
7,00 circa |
| Difficoltà |
E
allenati |
| Dislivello |
1400
m circa |
| Ultimo sopralluogo |
Agosto
2007 |
| Commenti |
Itinerario
facile e poco frequentato che consente di giungere ad balcone panoramico
davvero eccezionale sul fondovalle agordino e sulle cime circostanti.
Sempre che il destino cinico e baro non faccia calare sull’area
circostante interi squadroni di nuvole basse ... |
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