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| Punto
di partenza |
Da
Agordo si va verso La Valle Agordina e da qui si prosegue
verso il Passo Duran lasciando l’auto presso uno spiazzo con
parcheggio pochi chilometri prima del passo stesso (1149 m circa). |
| Descrizione |
Dal
parcheggio, tabelle indicano di piegare a destra per il Rifugio
Pramperet e la Casera Moschesin. Si imbocca un bella traccia
che si inoltra subito nel bosco e che con numerosi ma lievi saliscendi
prosegue fino a portarsi nel punto il cui la vegetazione cessa. Qui il
paesaggio cambia bruscamente e ci si affaccia su una amplissima conca
ghiaiosa sovrastata da guglie e rocce
imponenti e frastagliatissime; a terra ghiaie ed enormi massi
testimoniano come il paesaggio sia frutto di crolli e sconvolgimenti di
immani proporzioni.
La
traccia rimane sempre comoda e ben marcata, e traversa in costa (sempre
con i saliscendi che saranno il filo conduttore di tutta l’escursione)
tutta la conca passando sotto le impressionanti pareti del Tamer,
della Cima de le Forzerete e del Castello
di Moschesin mentre sul lato opposto della conca si apre la Valle
di San Lucano dominata dall’imponente obelisco dell’Agner
e dalle punte delle Pale di San Lucano (a questo giro avvolte da
inamovibili nuvolacce!).
Percorrendo
il grande catino ghiaioso a tratti interrotto da un superstite segmento di
bosco, ci si avvicina alla vera e propria “foresta” di guglie
rocciose dello Spiz de Moschesin fino a che non si rientra
nella vegetazione. Poco dopo compaiono i tetti dell’edificio della Malga
Moschesin (1800 m) aperta con fonte, stufa e legna, ma parecchio
“rustica”.
Da
qui, seguendo le indicazioni per il Forte di Moschesin, si imbocca
la traccia che prosegue dietro la malga e che comincia a salire molto
pacatamente tra radi larici per aggirare le ultime rocce in direzione
della Forcella di Moschesin. Dopo il verde dei prati antistanti la
malga, l’ambiente cambia ancora; prima ancora rocce, imponenti
cime, guglie e grandi massi frutto del collasso di intere montagne
su loro stesse e poi, al cambio di versante, il verde dei boschi della
profonda Val Clusa dominata dai picchi del Monte Talvena.
Oramai
quasi in piano e prossimi alla forcella, si supera una fonte e si giunge
alla spianata prativa dove sorgono i ruderi del Forte Moschesin.
Piegando a sinistra e seguendo le indicazioni per la “via panoramica”,
si risale un costone e, raggiunto un poggio panoramico, si comincia a
scendere in direzione del Rifugio Pramperet. Qualche ripido zigzag
fa perdere rapidamente quota, poi, attraversato l’alveo asciutto di un
torrente, il sentiero spiana di nuovo e, in ambiente idilliaco e
panoramicamente notevole, porta in breve tempo e con ulteriori morbidi
saliscendi in vista del Rifugio
Pramperet
(1857 m).
Per
raggiungere i bei prati su cui sorge bisogna scendere ancora un centinaio
di metri, sempre su buona traccia, fino a sbucare nel verde della bella e
ampia spianata erbosa dominata dalla mole della soprastante Cima di
Pramper.
Il
ritorno alla macchina avviene per la stessa via.
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| Tempo totale |
h
6,00 circa |
| Difficoltà |
E
allenati |
| Dislivello |
1000
m circa |
| Ultimo sopralluogo |
luglio
2007 |
| Commenti |
Bella
passeggita in quota su tracce ottimamente segnate (ricalcano un tratto
dell’alta via n° 1) e che offre ad ogni passo spettacolari panorami.
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