Pala di Santa 2488 m   

Home Catinaccio Marmolada Sassolungo e Sella Latemar Pelmo e Civetta Croda da Lago e Nuvolau Tofane Antelao Sorapiss e Marmarole Dolomiti di Sesto Fanes Sennes Braies Puez - Odle Lagorai - Cima d'Asta Col di Lana Gruppo di Bocche Pale di San Martino Gruppo del Cristallo Dolomiti d'Oltre Piave Vette Feltrine e Monti del Sole Bosconero - San Sebastiano Gruppo di Brenta

N.B.: ITINERARIO STUDIATO ED EFFETTUATO IN COMPAGNIA DI ANNA PIERMARTINI (DETTA ANCHE LO STAMBECCO DELLE DOLOMITI)

CARTINA CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 14

Punto di partenza Alpe di Pampeago (1757 m), raggiungibile dall'uscita di Egna-Ora della A22 del Brennero attraverso il Passo di San Lugano e la Val di Fiemme. Giunti a Tesero (992 m), si gira a sinistra lungo la stretta Val di Stava e, trascurata a sinistra una deviazione per il Passo Lavazè, si risale ripidamente per fitti boschi fino ai grandi parcheggi posti davanti alle stazioni di partenza degli impianti sciistici.
Descrizione Dal parcheggio si raggiunge la seggiovia di sinistra e si imbocca la larga pista che compie un ampio tornante verso sinistra e risale poi, con un tratto più ripido, lo splendido bosco di abeti. Oltrepassato un altro dosso, si raggiunge la spianata che si apre alla base dei pendii finali che salgono all'ampio Passo di Pampeago, presso la stazione di partenza della seggiovia che raggiunge il passo e di quella dello skilift (spesso chiuso) che sale alla Pala di Santa (h 0,30). Svoltando decisamente a sinistra, si prendono a risalire i ripidi pendii iniziali della Pala di Santa, lungo una traccia di carrareccia generalmente ben battuta. Con vista sempre più ampia sul Gruppo del Latemar e sulla zona del Passo del Feudo, si continua a salire, alternando brevi tratti ripidi ad altri di pendenza più moderata, fino ad uscire dal bosco presso una vecchia stazione intermedia dello skilift (h 1,30). Inizia da qui il vasto tavolato in dolce pendenza che, con magnifiche vedute su Latemar, Sciliar e Alpi di confine, nonchè su Lagorai e Pale di San Martino, consente di guadagnare quota con poca fatica. La traccia è generalmente ben battuta, e comunque l'orientamento è facilissimo. Superata la stazione a monte dello skilift, si supera un tratto più ripido e, oltrepassato un modestissimo ricovero in pietra, si tende verso destra sull'ampia cresta sommitale e si raggiunge, scavalcata un'anticima, la grossa croce posta sulla vetta (2488 m, h 2,30). Meraviglioso panorama a giro d'orizzonte: in basso appare la rotabile e gli edifici del Passo Lavazè, mentre fra i fronteggianti Corno Bianco e Corno Nero si apre il Passo degli Oclini. Per il ritorno, ridiscesi poco sopra la stazione di partenza dello skilift, si può proseguire per la via di salita, oppure tagliare per un ripido pendio boscoso fino al Passo di Pampeago (1996 m), presso un crocevia di piste e seggiovie, provenienti anche da Obereggen. Da qui si imbocca uno stradino battuto in lieve salita (pedonale) che taglia a mezzacosta gli ampi pendii nevosi discendenti dal Cavignon. Oltrepassate le malghe Ganischger (2010 m) e Zisch (2000 m), già ben evidenti dal passo, lo stradino si immette nella pista di rientro che, unitasi più in basso a quella proveniente dal Monte Agnello, riconduce velocemente all'Alpe di Pampeago (h 1,00 dal passo).  
Tempo totale h 4,30 circa
Difficoltà E
Dislivello 750 m circa
Ultimo sopralluogo dicembre 2005
Commenti Periodo consigliato: novembre-dicembre

Itinerario piuttosto breve, ma ad una meta particolarmente remunerativa per il magnifico panorama. Unica avvertenza: attenzione nella risalita (e soprattutto nell'attraversamento) delle piste di discesa! Conviene poi effettuare la gita all'inizio della stagione sciistica, quando le ore di luce non consentono gite più lunghe e soprattutto quando lo skilift della Pala di Santa è ancora chiuso per mancanza di neve: si potrà così godere appieno della calma e della solitudine del luogo.