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| N.B.:
ITINERARIO STUDIATO ED EFFETTUATO IN COMPAGNIA DI ANNA PIERMARTINI (DETTA ANCHE LO
STAMBECCO DELLE DOLOMITI) |
CARTINA
CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 14 |
| Punto
di partenza |
Alpe di
Pampeago (1757 m), raggiungibile dall'uscita di Egna-Ora della A22
del Brennero attraverso il Passo di San Lugano e la Val
di Fiemme. Giunti a Tesero (992 m), si gira a sinistra lungo la
stretta Val di Stava e, trascurata a sinistra una deviazione per il
Passo Lavazè, si risale ripidamente per fitti boschi fino ai
grandi parcheggi posti davanti alle stazioni di partenza degli impianti
sciistici. |
| Descrizione |
Dal parcheggio si
raggiunge la seggiovia di sinistra e si imbocca la larga pista che compie
un ampio tornante verso sinistra e risale poi, con un tratto più ripido,
lo splendido bosco di abeti. Oltrepassato un altro dosso, si raggiunge la
spianata che si apre alla base dei pendii finali che salgono all'ampio Passo
di Pampeago, presso la stazione di partenza della seggiovia che
raggiunge il passo e di quella dello skilift (spesso chiuso) che sale alla
Pala di Santa (h 0,30).
Svoltando decisamente a sinistra, si prendono a risalire i ripidi pendii
iniziali della Pala di Santa, lungo una traccia di carrareccia
generalmente ben battuta. Con vista sempre più ampia sul Gruppo del
Latemar e sulla zona del Passo del Feudo, si continua a salire,
alternando brevi tratti ripidi ad altri di pendenza più moderata, fino ad
uscire dal bosco presso una vecchia stazione intermedia dello skilift (h
1,30). Inizia da qui il vasto tavolato in dolce pendenza che,
con magnifiche vedute su Latemar, Sciliar e Alpi di
confine, nonchè su Lagorai e Pale di San Martino,
consente di guadagnare quota con poca fatica. La traccia è generalmente
ben battuta, e comunque l'orientamento è facilissimo. Superata la
stazione a monte dello skilift, si supera un tratto più ripido e,
oltrepassato un modestissimo ricovero in pietra, si tende verso destra
sull'ampia cresta sommitale e si raggiunge, scavalcata un'anticima, la
grossa croce posta sulla vetta (2488 m, h 2,30).
Meraviglioso panorama a giro d'orizzonte: in basso appare la rotabile e
gli edifici del Passo Lavazè, mentre fra i fronteggianti Corno
Bianco e Corno Nero si apre il Passo degli Oclini. Per
il ritorno, ridiscesi poco sopra la stazione di partenza dello skilift, si
può proseguire per la via di salita, oppure tagliare per un ripido pendio
boscoso fino al Passo di Pampeago (1996 m), presso un crocevia di
piste e seggiovie, provenienti anche da Obereggen. Da qui si
imbocca uno stradino battuto in lieve salita (pedonale) che taglia a
mezzacosta gli ampi pendii nevosi discendenti dal Cavignon.
Oltrepassate le malghe Ganischger (2010 m) e Zisch (2000 m),
già ben evidenti dal passo, lo stradino si immette nella pista di rientro
che, unitasi più in basso a quella proveniente dal Monte Agnello,
riconduce velocemente all'Alpe di Pampeago (h
1,00 dal passo). |
| Tempo totale |
h
4,30 circa |
| Difficoltà |
E |
| Dislivello |
750
m circa |
| Ultimo sopralluogo |
dicembre
2005 |
| Commenti |
Periodo
consigliato: novembre-dicembre
Itinerario piuttosto breve, ma ad una meta
particolarmente remunerativa per il magnifico panorama. Unica avvertenza:
attenzione nella risalita (e soprattutto nell'attraversamento) delle piste
di discesa! Conviene poi effettuare la gita all'inizio della stagione
sciistica, quando le ore di luce non consentono gite più lunghe e
soprattutto quando lo skilift della Pala di Santa è ancora chiuso per
mancanza di neve: si potrà così godere appieno della calma e della
solitudine del luogo.
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