Montesordo - Via "Sipario di Pietra"   

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FOTOPERCORSO
Storia Alpinistica Proprio dirimpetto alla imponente struttura rocciosa della Rocca di Perti, verso levante, una breve costa che trae origine dalla Rocca Carpanèa si allunga verso Sud, racchiudendo con l'ardito versante Nord della stessa Rocca di Perti una solitaria e pittoresca valletta, la Valle Urta. Lungo questa costa si evidenziano una serie di belle pareti e placconate, ognuna con una sua denominazione, che nel complesso vengono chiamate Montesordo, generalizzando cioè con il settore più importante e frequentato. Questo è costituito da una bellissima placconata verticale incisa da alcune fessure, dove sono tracciate alcune delle vie più classiche e spettacolari del finalese. Poco a destra della super-classica "L'Arco dei Guaitechi" , lungo un'altra linea di fessure verticali ben evidenti già dal fondovalle, si sviluppa un'altra interessante via classica: "Sipario di Pietra" (C. Bove, M. Marantonio, gennaio 1978). Pur non raggiungendo l'impegno complessivo dell'Arco, si tratta comunque di una via di tutto rispetto: soprattutto il primo tiro, lungo una serie di bellissime fessure verticali, metterà a dura prova i nervi e le braccia di chi si cimenta!
Punto di partenza Final Borgo, da dove si prende la strada per Calice Ligure fino ad un cartello, sulla destra, con l'indicazione Perti Alto: si segue la stretta, ripida strada, che raggiunge la piccola frazioncina. Rimanendo alta, la stradina passa accanto alla Chiesa dei Cinque Campanili e, rasentando gialle pareti prima, ed inoltrandosi poi nella pittoresca, boscosa valletta di Montesordo, raggiunge un primo parcheggio sulla destra, dove si lascia l'auto..
Avvicinamento Dal parcheggio si scende per pochi metri lungo la strada asfaltata, per prendere un sentierino sulla sinistra che scende verso il fondovalle. Risalendo dall'altra parte, con percorso un po' fastidioso per lo scomodo fondo, si raggiunge in breve una bella casa isolata (Cascina del Buio): proseguendo sul sentiero, ora più agevole, si sale nel bosco con ripidi tornanti, trascurando le varie diramazioni secondarie del sentiero. Più in alto, si arriva ad un bivio più marcato, dove si lascia a destra la traccia per la Parete Dimenticata (cartello) e si prosegue rimontando il bosco verso sinistra. Superato un brevissimo tratto di roccette, si perviene allo spiazzo alla base delle pareti del Settore Centrale (h 0,15 dal parcheggio, attacco un po' a destra, presso un evidente diedro-fessura, scritta LIVELLI DI BIECAGGINE).
Descrizione della via Si possono contare 2 tiri di corda:

1 - Si attacca la doppia fessura sfruttando le lame di sinistra e di destra: il primo chiodo è un po' alto, e bisogna fare attenzione. Saliti i primi 10 metri (5b), si traversa brevemente a sinistra lungo una minuscola cengetta, fino ad un'altra fessura a sinistra. Si sale anche questa, con i primi due metri molto impegnativi e con scarsissimi appoggi (5c+, passaggio chiave). Più in alto conviene mantenersi fuori dalla fessura e sfruttare la lama in Dulfer (5c continuo e faticoso). Raggiunto un masso staccato, si rimonta l'ultima breve fessura (5b) e si esce presso un alberello, dove si trova la catena di sosta;

2 - Si attacca una nuova fessura, da vincere in parte fuori dal suo bordo sinistro, e si raggiunge una piccola nicchia con comode lame (5b). Si sormonta la lama superiore, poi si traversa un paio di metri a destra, in grande esposizione, onde risalire un'esile fessurina che conduce sulla placca finale (5c). In aderenza, con salita delicata, si sale la placca, lasciando a sinistra lo strapiombo d'uscita dell'"Arco dei Guaitechi", e si raggiunge verso sinistra la catena di sosta (5b).  

Discesa: con due doppie da 20 m, sfruttando la sosta intermedia, si ritorna all'attacco. Da qui, nuovamente in breve al parcheggio. 

Tempo totale h 1,00 circa
Difficoltà TD- (5c+ max, 5b obbl.)
Dislivello 40 m circa
Attrezzatura corda da 70 m, casco, 15 rinvii
Ultimo sopralluogo marzo 2009
Commenti

Periodo consigliato: tutto l'anno

Via piuttosto impegnativa, faticosa e che richiede forza di braccia e buona tecnica di piedi. Roccia stupenda, e per fortuna ancora non unta. Specialmente il primo tiro richiede molto impegno, anche psicologico. Grandi soddisfazioni!