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CHI
C'ERA: FLAVIO, MANU ED ANDREA C. (CIOE' IO!) |
| FOTOPERCORSO |
| Storia
Alpinistica |
Proprio
dirimpetto alla imponente struttura rocciosa della Rocca di Perti,
verso levante, una breve costa che trae origine dal Monte Cucco si
allunga verso Sud, racchiudendo con l'ardito versante Nord della stessa
Rocca una solitaria e pittoresca valletta, la Valle Urta. Lungo
questa costa si evidenziano una serie di belle pareti e placconate, ognuna
con una sua denominazione, che nel complesso vengono chiamate Montesordo,
generalizzando cioè con il settore più importante e frequentato.
La Via Excalibur (B. Carmine, P. Ferrari, dicembre 1982) si sviluppa nei
pressi del settore centrale di Montesordo, e più propriamente sulla
cosiddetta Placca di Mu. E' una via breve, piuttosto tecnica ed impegnativa,
anche se con passaggi complessivamente più facili della vicina Via dei
Nesci, di cui peraltro condivide il primo tiro. |
| Punto di partenza |
Final Borgo,
da dove si prende la strada per Calice Ligure fino ad un cartello,
sulla destra, con l'indicazione Perti Alto: si segue la
stretta, ripida strada, che raggiunge la piccola frazioncina. Rimanendo
alta, la stradina passa accanto alla Chiesa dei Cinque Campanili e,
rasentando gialle pareti prima, ed inoltrandosi poi nella pittoresca,
boscosa valletta di Montesordo, raggiunge il parcheggio alla
testata della valle, dove si lascia l'auto. |
| Avvicinamento |
Dal parcheggio si
prende la sterrata di destra, che si inoltra pianeggiante fra gli ulivi.
All'altezza di un tornante, un sentierino lastricato prosegue dritto e
consente di abbreviare il percorso. Si esce di nuovo sulla strada presso
una bella casa isolata: proseguendo verso destra, si supera una antica
casa affrescata e, poco dopo, si abbandona la strada per prendere un
sentiero che scende a destra fra gli alberi. Superato un rio asciutto, ci
si immette su un sentiero più ampio, che va seguito in piano verso destra
nel bosco. Presso un grande muro a secco, si incontra lo stacco di un
sentiero verso sinistra, che si inerpica ripido nel fitto bosco. Si segue
la ripida traccia, che guadagna quota con numerosi tornanti, taglia poi
verso destra, alla base della placca de "le Tecche" (monotiri) e
raggiunge i piccoli spiazzi alla base delle rocce della Placca di Mu (h
0,15 dal parcheggio): l'attacco della via si trova a destra
della grande nicchia, presso un piccolo alberello. |
| Descrizione
della via |
Si possono
contare 3
tiri di corda: 1
- Si attacca presso l'alberello: il passaggio iniziale non è banale, leggermente
strapiombante (5a), e più in alto, pur con minori difficoltà, la
scalata rimane comunque
delicata per via degli scarsi appigli. Gli ultimi metri, più facili,
conducono al comodo pianerottolo di sosta (4c);
2
- Si scala la spanciatura di destra, all'inizio in tranquillità grazie
alle numerose tacche sulla roccia: si lascia subito la dirittura degli
spit che proseguono dritti (vedi anche Via
dei Nesci), per traversare espostamente tutto a destra. Gli appigli e
gli appoggi sono piuttosto scarsi, ma la rugosità della roccia consente
di procedere in aderenza con relativa sicurezza (5a). Raggiunto un
breve caminetto, lo si risale per passare poi ad una splendida placca
fessurata che conduce al pianerottolo di sosta con alberello (4c);
3
- Si risale un
muretto verticale, sfruttando provvidenziali tacche nella roccia (4c):
più in alto si entra in un corto canalino, da cui si esce però subito
sulla sinistra, lungo una fessura impegnativa ma breve (5a) che
porta alla sosta sulla sommità.
Discesa: con una doppia da 55 m, o in alternativa con due
doppie da 30 m, si ritorna all'attacco. Da qui, nuovamente in breve al
parcheggio. |
| Tempo totale |
h
1,30 - 2,00 |
| Difficoltà |
5a
max, 4c obbl. |
| Dislivello |
50
m di sviluppo circa |
| Attrezzatura |
via
completamente attrezzata: 10 rinvii, 2 mezze corde, qualche cordino |
| Ultimo sopralluogo |
dicembre
2007 |
| Commenti |
Periodo consigliato: tutto l'anno
Bella via, piuttosto impegnativa
ma non estrema: non c'è il passaggio delicato del secondo tiro della Via
dei Nesci, ma di questa è forse più tecnica e continua. Interessante. |
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