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CHI
C'ERA: JEBEL E ANDRE (CIOE' IO!) |
| FOTOPERCORSO |
| Storia
Alpinistica |
Proprio
dirimpetto alla imponente struttura rocciosa della Rocca di Perti,
verso levante, una breve costa che trae origine dalla Rocca Carpanèa
si
allunga verso Sud, racchiudendo con l'ardito versante Nord della stessa
Rocca di Perti una solitaria e pittoresca valletta, la Valle Urta. Lungo
questa costa si evidenziano una serie di belle pareti e placconate, ognuna
con una sua denominazione, che nel complesso vengono chiamate Montesordo,
generalizzando cioè con il settore più importante e frequentato. Questo
è costituito da una bellissima placconata verticale incisa da alcune
fessure, dove sono tracciate alcune delle vie più classiche e
spettacolari del finalese. Tra queste, sicuramente un posto di rilievo ha "L'Arco
dei Guaitechi" (G. Calcagno, A. Grillo, giugno 1973): chiamata
"Via della Marcia" ai tempi della prima apertura, ha poi mutato
il nome prendendo spunto dalla fessura di salita, che ha una forma arcuata
verso destra, e dai guaiti dei cani, che spesso si odono ancora oggi nel
fondovalle. E' una via classica molto apprezzata e ripetuta, nonostante
ormai la roccia sia un po' unta. Sicuramente è impegnativa e
spettacolare, una via dove chi frequenta Finale prima o poi si deve
cimentare ... Con grande soddisfazione! |
| Punto di partenza |
Final Borgo,
da dove si prende la strada per Calice Ligure fino ad un cartello,
sulla destra, con l'indicazione Perti Alto: si segue la
stretta, ripida strada, che raggiunge la piccola frazioncina. Rimanendo
alta, la stradina passa accanto alla Chiesa dei Cinque Campanili e,
rasentando gialle pareti prima, ed inoltrandosi poi nella pittoresca,
boscosa valletta di Montesordo, raggiunge un primo parcheggio sulla
destra, dove si lascia l'auto.. |
| Avvicinamento |
Dal parcheggio si
scende per pochi metri lungo la strada asfaltata, per prendere un
sentierino sulla sinistra che scende verso il fondovalle. Risalendo
dall'altra parte, con percorso un po' fastidioso per lo scomodo fondo, si
raggiunge in breve una bella casa isolata (Cascina del Buio): proseguendo
sul sentiero, ora più agevole, si sale nel bosco con ripidi tornanti,
trascurando le varie diramazioni secondarie del sentiero. Più in alto, si
arriva ad un bivio più marcato, dove si lascia a destra la traccia per la Parete
Dimenticata (cartello) e si prosegue rimontando il bosco verso sinistra.
Superato un brevissimo tratto di roccette, si perviene allo spiazzo alla
base delle pareti del Settore Centrale (h 0,15
dal parcheggio, attacco con scritta L'ARCO DEI ...). |
| Descrizione
della via |
Si possono
contare 2
tiri di corda: 1
- Si attacca la fessura in corrispondenza di una lama leggermente
strapiombante. I primi 3 spit sono molto impegnativi (6a), e
richiedono forza e tecnica. Raggiunto un alberello, si continua a salire
in corrispondenza della grande fessura verticale: a seconda dei gusti, si
può incastrarsi nella fessura o salire sulla placca di destra, con
appoggi veramente ridottissimi (5c continuo). Con salita faticosa
ed impegnativa, si supera l'ultimo liscio muretto (5c) e si
raggiunge la catena di sosta, non molto comoda;
2
- Si risalgono le placche seguenti, un po' più facili ed appigliate ma
molto esposte (5b): si raggiunge così un muretto di roccia chiara,
liscio e più verticale. Ci si alza aiutandosi con la fessura a sinistra,
poi si traversa brevemente (5c) verso destra fino a trovare un
piccolo pianerottolo dove poggiare i piedi. Si continua a salire per breve
tratto fino ad arrivare sotto un evidente tetto: si traversa a destra
sotto lo strapiombo (5b, molto esposto!) fino ad incontrare gli
spit della via di fianco ("Placca delle Bimbe"). A questo punto
si supera direttamente il tetto (5b, faticoso) e, per le ultime
rocce meno impegnative, si raggiunge la catena di sosta.
Discesa: con due doppie da 30 m, sfruttando la sosta
intermedia di "Placca delle Bimbe", si ritorna all'attacco. Da qui, nuovamente in breve al
parcheggio. |
| Tempo totale |
h
2,00 circa |
| Difficoltà |
TD-
(6a max, 5c obbl.) |
| Dislivello |
60
m circa |
| Attrezzatura |
corda
da 70 m, casco, 15 rinvii |
| Ultimo sopralluogo |
febbraio
2008 |
| Commenti |
Periodo consigliato: tutto l'anno
Via molto impegnativa, ben più
del "5c" che indicano le guide. Qui, molto più che altrove, si
ha l'impressione di essere su una via non comune, di quelle che hanno
fatto la storia dell'arrampicata finalese. Roccia bellissima, che però
comincia ad essere un po' unta. Sul passaggio iniziale bisogna farsi
coraggio, poi l'impegno rimane comunque elevato. Il secondo tiro è un po'
più facile. |
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