Monte Saccarello 2200 m   

Home Alpi Liguri Alpi Marittime Alpi Cozie Valle d'Aosta Dolomiti Altre zone

CARTINA CONSIGLIATA: IGC 1:50.000, FOGLIO 8 

Punto di partenza Monesi (1310 m), raggiungibile dall'uscita di Ceva della A6 Torino-Savona risalendo la lunga Valle Tanaro. Superati i paesi di Nucetto, Bagnasco, Priola, Garessio ed Ormea, si entra nell'alta valle, più alpestre e selvaggia: oltre Ponte di Nava, si trascura la diramazione per Viozene, Carnino ed Upega e si svolta a sinistra per il Colle di Nava. Proprio dal colle, una strada a destra sale sul crinale Tanaro-Arroscia e, fra splendide pinete, tocca Mendatica e il Colle di San Bernardo di Mendatica (1263 m), per scendere brevemente agli alberghi ed agli impianti di Monesi (15,7 km dal Colle di Nava, 60 km circa da Ceva). Da qui si supera la stazione di partenza dello skilift e si prosegue fin quando è possibile sulla rotabile che sale verso il Saccarello (d'inverno quasi subito interrotta per la neve).
Descrizione Si segue la strada, in inverno percorsa anche da numerosi sciatori, che sale con numerosi tornanti nello splendido bosco di conifere. Dalla parte opposta della valle, oltre il soleggiato costone dove sorge l'abitato di Piaggia e la bassa cresta della Cima di Piancavallo e della Cima di Cantalupo, emergono la Cima delle Saline, il Mongioie ed il Pizzo d'Ormea. Tagliato un paio di volte il percorso dello skilift, la rotabile si porta decisamente più a destra, lungo un solitario vallonetto boscoso, dove prende ancora quota prima di affacciarsi sull'ampio Pian del Guso (1700 m, h 1,15), dove sorge la stazione intermedia dello skilift e la nuova stazione di partenza della seggiovia, attualmente (2008) in costruzione. Tagliato dall'alto il grande ripiano, e lasciata una diramazione verso sinistra in direzione del Passo di Garlenda, si raggiunge il vallonetto del Rio Bavera, che sale diretto fin sotto la vetta del Saccarello. A questo punto, trascurata la prosecuzione della strada che, oltrepassato il rio, sale con ampi tornanti al Passo del Tanarello, si segue direttamente la ripida pista da sci che rimonta il pendio sulla destra orografica del vallonetto. Scavalcato un costoncino verso sinistra, la pendenza diminuisce un po', mentre fra rado bosco si salgono direttamente i pendii nevosi che fanno capo alla visibile grande statua del Redentore. Più in alto, nuovamente fuori dal bosco, si incrocia ancora la pista da sci, oramai prossimi alla linea di cresta. Con ultima ripida salita si raggiunge la stazione superiore dello skilift, a poca distanza dalla imponente statua del Redentore (2164 m, h 2,00 dal Pian del Guso). Panorama meraviglioso su tutte le cime delle Alpi Liguri, sulle Marittime e, dalla parte opposta, sulle alte Valli Argentina e Roja, fino al mare. Non resta ora che percorrere la breve cresta verso destra (attenzione ad eventuali cornici nevose sul lato Sud, roccioso e dirupato) che, superata una appena accennata selletta, conduce sulla cima più alta del Monte Saccarello (2200 m, h 0,10 dal Redentore). Sull'ampia cupola sorge un grosso cippo. Panorama sconfinato! Per il ritorno, oltre che per l'itinerario di salita, è possibile sfruttare i ripidi pendii che scendono nel vallonetto del Rio Bavera, a patto che le condizioni della neve lo consentano (rinunciare in caso di neve troppo dura!). Dalla vetta si scende dunque direttamente per gli ampi pendii innevati, mantendosi all'inizio a mezza costa e calando, molto più in basso, sul fondo del vallonetto (comunque attenzione, tratti molto ripidi!). A questo punto si ritorna in breve sulla pista da sci poco sopra il Pian del Guso: di qui, facilmente, nuovamente a Monesi (h 1,30 dalla vetta).  
Tempo totale h 5,00 circa
Difficoltà E (EE con neve)
Dislivello 900 m circa
Ultimo sopralluogo marzo 2008
Commenti

Periodo consigliato: tutto l'anno, esclusa l'estate

Bell'itinerario, molto panoramico e di ampio respiro. Si attraversano zone frequentate, specie in inverno dagli sciatori, per cui il percorso è tutt'altro che solitario: però sulla vetta vera e propria solitamente non sale nessuno, per cui qui la contemplazione è ancora possibile. Bello anche in primavera, con l'esplosione della fioritura. Evitare l'estate a causa del caldo intenso.