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CARTINA
CONSIGLIATA: IGC 1:50.000, FOGLIO 16 |
| Punto di partenza |
Arenzano,
uscita dell'autostrada A10
Genova - Ventimiglia. Seguendo la statale verso destra per Cogoleto,
si imbocca quasi subito una stradina sempre a destra che conduce alla
frazione Terralba (79 m). Di qui, proseguendo per una strada
stretta ma sempre asfaltata, si sale fra case e boschetti fino ad una
sella panoramica, in località Curlo (292 m, parcheggio, area
picnic). |
| Descrizione |
Presso una grande
cisterna per l'acqua si imbocca un sentiero (segnavia )
che sale fra arbusti e roccette fino a ritrovare la strada, abbandonata in
precedenza, ora sterrata. Si prosegue lungo la strada , si supera una
sbarra e si raggiunge un bivio: trascurato il ramo di sinistra, che scende
in breve alle Case Forestali, si prosegue per alcune centinaia di
metri sulla carrareccia di destra, poi la si abbandona per prendere a
destra un sentiero che quasi subito si biforca. Lasciando a sinistra il
segnavia ,
si devia decisamente a destra e, con una serie di tornanti ben tracciati
fra alti pini, si esce sul filo di un panoramico costone, con bella
vista sulla costa. Seguendo il sentiero, si tagliano a mezza costa le
pendici meridionali del Bric Gavetta, con vedute sempre più ampie
sulla costa fra Arenzano e Vesima. Con percorso
pressochè pianeggiante, il sentiero aggira un tratto di speroni
rocciosi e conduce al pittoresco Ricovero
Scarpeggin (h 0,45), a ridosso
di una paretina rocciosa su cui sono state tracciate alcune vie di
palestra. Proseguendo oltre, il tracciato asseconda la testata di un ampio
vallone, poi si lascia a destra la prosecuzione del sentiero diretto ad Arenzano
per risalire una costa erbosa a sinistra, in direzione dell'avvistabile
insellatura del Passo della Gavetta. Risalendo gli
ampi pendii, raramente innevati vista l'esposizione a Sud, si supera
il dislivello rimanente e si raggiunge l'ampio Passo della Gavetta
(717 m, h 1,15 da Curlo),
aperto fra il Bric Gavetta (781 m, a sinistra) e la Rocca
dell'Erxo (898 m, a destra). Appare alla vista il versante
meridionale della lunga costiera Argentea - Reixa. Dal passo si
scende sull'opposto versante per un sentiero che, tagliando in quota le
pendici nord-occidentali della Tardìa di Ponente (928 m), fra boschi
e radure conduce in breve sul fondo di una valletta erbosa: qui si
ritrova la strada sterrata che, risalito l'ultimo pendio, lascia sulla
sinistra una casa recentemente riattata a rifugio e conduce al Passo
della Gava (752 m, h 0,30 dal Passo
della Gavetta). Questo importante valico si apre fra la Tardìa di
Ponente ed il Monte Reixa, ed è un importante crocevia di
sentieri che mettono in comunicazione l'entroterra di Arenzano e Cogoleto
con quello di Genova Voltri. Dal passo si attaccano i pendii
scoperti in direzione Nord: le tracce tagliano inizialmente in diagonale
verso destra, poi risalgono con numerose svolte i ripidi
pendii, erbosi o nevosi a seconda delle condizioni. Trascurata una
diramazione a destra diretta al Rifugio Gilwell ed a Fabbriche,
si continua a
salire, si passa accanto ad un'antica casa in rovina e si raggiunge la
cresta a sinistra di una cima rocciosa (1098 m). Con bellissima vista su
tutta la catena fino al Monte Argentea, si prosegue in
leggera salita fra radi pini, poi si segue una specie di trincea che
raggiunge un colletto, nuovamente sul filo dello sperone. Si segue il crinale
fra caratteristiche roccette, oramai in vista del pendio finale che
adduce alla visibile croce di vetta. Rimontando il
pendio finale, con maggiore o minore fatica a seconda delle
condizioni, si raggiunge l'ampia calotta sommitale (1183 m, h
1,20 dal Passo della Gava), dove sorge la
croce: si apre il panorama sul versante padano, con tutto l'arco
alpino dal Monviso al Cervino ed al Monte Rosa.
Dalla parte opposta, oltre la cresta delle Tardìe, appare il mare,
a destra Arenzano, a sinistra Voltri con il suo porto. La
discesa avviene lungo l'itinerario di salita fino al Passo della Gava,
poi seguendo l'ampia carrareccia che dapprima taglia in quota il fianco
sinistro del Vallone del Rio Leone poi, raggiunto il ripiano di Prao
Liseu (592 m), divalla con numerosi tornanti nel Vallone del Rio
Lissola. Ritrovato il bivio col sentiero ,
si prosegue la discesa fino alla località Curlo (h
2,00 dalla cima). |
| Tempo totale |
h
5,00 - 5,30 |
| Difficoltà |
E |
| Dislivello |
900
m circa |
| Ultimo sopralluogo |
gennaio
2009 |
| Commenti |
Periodo
consigliato: possibilmente quando c'è neve!
Salita molto varia e panoramica ad una delle
cime più elevate dell'Appennino Ligure Centrale. Le cime di questo
settore, pur non raggiungendo le altitudini dell'Antola o del Carmo, hanno
il grosso pregio di essere fra le più vicine al mare di tutta la catena
appenninica, per cui si può godere di panorami veramente ampi e
pittoreschi. Meglio se salita con la neve, per scoprire particolarità
paesaggistiche ancora più inconsuete e gratificanti. |
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