Monte Reixa 1183 m   

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CARTINA CONSIGLIATA: IGC 1:50.000, FOGLIO 16

Punto di partenza

Arenzano, uscita dell'autostrada A10 Genova - Ventimiglia. Seguendo la statale verso destra per Cogoleto, si imbocca quasi subito una stradina sempre a destra che conduce alla frazione Terralba (79 m). Di qui, proseguendo per una strada stretta ma sempre asfaltata, si sale fra case e boschetti fino ad una sella panoramica, in località Curlo (292 m, parcheggio, area picnic).

Descrizione Presso una grande cisterna per l'acqua si imbocca un sentiero (segnavia ) che sale fra arbusti e roccette fino a ritrovare la strada, abbandonata in precedenza, ora sterrata. Si prosegue lungo la strada , si supera una sbarra e si raggiunge un bivio: trascurato il ramo di sinistra, che scende in breve alle Case Forestali, si prosegue per alcune centinaia di metri sulla carrareccia di destra, poi la si abbandona per prendere a destra un sentiero che quasi subito si biforca. Lasciando a sinistra il segnavia , si devia decisamente a destra e, con una serie di tornanti ben tracciati fra alti pini, si esce sul filo di un panoramico costone, con bella vista sulla costa. Seguendo il sentiero, si tagliano a mezza costa le pendici meridionali del Bric Gavetta, con vedute sempre più ampie sulla costa fra Arenzano e Vesima. Con percorso pressochè pianeggiante, il sentiero aggira un tratto di speroni rocciosi e conduce al pittoresco Ricovero Scarpeggin (h 0,45), a ridosso di una paretina rocciosa su cui sono state tracciate alcune vie di palestra. Proseguendo oltre, il tracciato asseconda la testata di un ampio vallone, poi si lascia a destra la prosecuzione del sentiero diretto ad Arenzano per risalire una costa erbosa a sinistra, in direzione dell'avvistabile insellatura del Passo della Gavetta. Risalendo gli ampi pendii, raramente innevati vista l'esposizione a Sud, si supera il dislivello rimanente e si raggiunge l'ampio Passo della Gavetta (717 m, h 1,15 da Curlo), aperto fra il Bric Gavetta (781 m, a sinistra) e la Rocca dell'Erxo (898 m, a destra). Appare alla vista il versante meridionale della lunga costiera Argentea - Reixa. Dal passo si scende sull'opposto versante per un sentiero che, tagliando in quota le pendici nord-occidentali della Tardìa di Ponente (928 m), fra boschi e radure conduce in breve sul fondo di una valletta erbosa: qui si ritrova la strada sterrata che, risalito l'ultimo pendio, lascia sulla sinistra una casa recentemente riattata a rifugio e conduce al Passo della Gava (752 m, h 0,30 dal Passo della Gavetta). Questo importante valico si apre fra la Tardìa di Ponente ed il Monte Reixa, ed è un importante crocevia di sentieri che mettono in comunicazione l'entroterra di Arenzano e Cogoleto con quello di Genova Voltri. Dal passo si attaccano i pendii scoperti in direzione Nord: le tracce tagliano inizialmente in diagonale verso destra, poi risalgono con numerose svolte i ripidi pendii, erbosi o nevosi a seconda delle condizioni. Trascurata una diramazione a destra diretta al Rifugio Gilwell ed a Fabbriche, si continua a salire, si passa accanto ad un'antica casa in rovina e si raggiunge la cresta a sinistra di una cima rocciosa (1098 m). Con bellissima vista su tutta la catena fino al Monte Argentea, si prosegue in leggera salita fra radi pini, poi si segue una specie di trincea che raggiunge un colletto, nuovamente sul filo dello sperone. Si segue il crinale fra caratteristiche roccette, oramai in vista del pendio finale che adduce alla visibile croce di vetta. Rimontando il pendio finale, con maggiore o minore fatica a seconda delle condizioni, si raggiunge l'ampia calotta sommitale (1183 m, h 1,20 dal Passo della Gava), dove sorge la croce: si apre il panorama sul versante padano, con tutto l'arco alpino dal Monviso al Cervino ed al Monte Rosa. Dalla parte opposta, oltre la cresta delle Tardìe, appare il mare, a destra Arenzano, a sinistra Voltri con il suo porto. La discesa avviene lungo l'itinerario di salita fino al Passo della Gava, poi seguendo l'ampia carrareccia che dapprima taglia in quota il fianco sinistro del Vallone del Rio Leone poi, raggiunto il ripiano di Prao Liseu (592 m), divalla con numerosi tornanti nel Vallone del Rio Lissola. Ritrovato il bivio col sentiero , si prosegue la discesa fino alla località Curlo (h 2,00 dalla cima).
Tempo totale h 5,00 - 5,30
Difficoltà E
Dislivello 900 m circa 
Ultimo sopralluogo gennaio 2009
Commenti Periodo consigliato: possibilmente quando c'è neve!

Salita molto varia e panoramica ad una delle cime più elevate dell'Appennino Ligure Centrale. Le cime di questo settore, pur non raggiungendo le altitudini dell'Antola o del Carmo, hanno il grosso pregio di essere fra le più vicine al mare di tutta la catena appenninica, per cui si può godere di panorami veramente ampi e pittoreschi. Meglio se salita con la neve, per scoprire particolarità paesaggistiche ancora più inconsuete e gratificanti.