|

| Storia
Alpinistica |
La Via Zunino si
sviluppa lungo il crestone orientale del Monte Rama (1149 m), una delle
cime più elevate (e più panoramiche) dell'Appennino Ligure. Attrezzata
dall'Arenzanese Lorenzo Zunino (ma già percorsa ai primi del Novecento),
consente di raggiungere la vetta in circa 3 ore di arrampicata molto
discontinua. La variante inferiore attacca più in basso, proprio
all'origine del crestone, e ne segue il filo fino a congiungersi, presso
una larga forcella di cresta, con l'itinerario principale. L'itinerario
presente segue solo la variante, tralasciando poi il proseguimento fino in
vetta. |
| Punto di partenza |
Lerca (109 m),
piccolo paesino situato in Val Lerone, raggiungibile da Cogoleto od
Arenzano risalendo brevemente la suddetta valle; superato il paese, si
prosegue su di una stradina molto stretta, con ampie vedute sulla costa
ligure, fino alla piccola cappelletta di Sant'Anna, dove si lascia l'auto
(piccolo parcheggio). |
| Avvicinamento |
Si segue ancora
per brevissimo tratto la carrareccia, ma quasi subito stacca sulla destra
una traccia di sentiero (segnavia pallino
rosso) che inizia ad inerpicarsi
ripidamente nel fitto bosco. Dopo una lunga diagonale, il sentiero spiana
un poco, mentre compie un ampio giro a mezzacosta (lasciando a sinistra la
traccia che porta alla vetta del Rama attraverso il Bric
Camulà e la cresta Sud) fino ad
immettersi nella valletta del Rio di Lerca, racchiusa tra i contrafforti
del Monte Rama (a sinistra) e del Monte Argentèa (a destra). Con diversi
saliscendi, il sentiero segue qui il tracciato dell'acquedotto comunale,
tagliando di frequente morene e ripidissimi canaloni, dove imponenti muri
a secco sorreggono il tracciato. Giunti in un tratto in cui la valle
principale è incisa quasi a guisa di forra, un rio secondario che scende
con belle cascatelle dalla sinistra ed una cabina di servizio
dell'acquedotto indicano il punto dell'attacco (targa, h
1,15 da Sant'Anna). |
| Descrizione
della via |
Si possono
contare 6 tiri di corda:
1 - Si attacca una paretina muschiosa, piuttosto verticale, e si
traversa poi leggermente verso sinistra, fino ad un comodo terrazzino;
2 - Una larga spaccatura inclinata da sinistra a destra consente di
superare un risalto, fino all'inizio di una crestina orizzontale;
3 - Si percorre tutta la cresta, esposta ma elementare, fino alla base
di un salto di una ventina di metri, piuttosto impressionante visto dal
basso (in questo tratto, bella vista aerea sulla valle del Rio di Lerca,
nonchè sul Mar Ligure);
4 - Si attacca il salto partendo da sinistra, portandosi poi verso il
centro e scegliendo la miglior direttrice di uscita (a sinistra un po'
più facile, al centro e a destra si deve superare un piccolo strapiombo,
passaggio di IV), fino ad un terrazzino con alberello al sommo del salto;
5 - Si risale uno spuntone della cresta, fino ad un altro aereo
terrazzino (tiro breve, eventualmente abbinabile al precedente);
6 - Si scende ad una esposta forcella, da cui si risale l'ultimo tratto
di cresta, molto affilato ed esposto ma più facile, fino al culmine dello
sperone.
Una calata in corda doppia di una quindicina di metri deposita sulla
larga forcella boscosa dove transita anche la Via Zunino. Una ripida
discesa per sentiero nel bosco conduce in una decina di minuti nuovamente
alla cabina dell'acquedotto e, di qui, nuovamente a Lerca. |
| Tempo totale |
h
4,30, di cui 2 h per la via |
| Difficoltà |
PD+
abb. sostenuto, III sup. con un passaggio di IV |
| Dislivello |
500
m circa, di cui 100 di arrampicata |
| Attrezzatura |
ordinaria
da roccia, almeno 5 rinvii; tutto l'itinerario è chiodato |
| Ultimo sopralluogo |
marzo
2003 |
| Commenti |
Itinerario divertente, piuttosto
aereo ed esposto, ma di soddisfazione. Da effettuarsi fuori stagione, a
causa del caldo soffocante in piena estate, è particolarmente adatto
anche ai principianti (come me).
|
|