Monte Mulaz 2906 m   

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N.B.: ITINERARIO E RELAZIONE A CURA DI ANNA PIERMARTINI (DETTA ANCHE LO STAMBECCO DELLE DOLOMITI)

CARTINA CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 022

Punto di partenza Paneveggio (1515 m), raggiungibile da Trento attraverso la Valle di Fiemme; giunti a Predazzo, si risale la Val Travignolo verso il Passo Rolle fino a superare il grande bacino artificiale, raggiungendo l'abitato presso cui sorge un museo naturalistico del Parco Naturale. Proseguendo verso il Rolle, si devia quasi subito a sinistra per il Passo di Valles; dopo qualche chilometro si incontrano le segnalazioni per l'Agritur Malga Venegia e si imbocca la comoda sterrata che porta fino all'ampio parcheggio poco sotto la malga stessa. Il posto è frequentato (parecchio), per cui attenzione al rischio di trovare ogni posto esaurito!
Descrizione Si segue la comoda carrareccia che conduce, sempre con pendenza più che moderata, alla Malga Venegiota; poco oltre questa (segnalazioni) stacca sulla sinistra il sentiero n°749. La traccia si inoltra in un rado bosco risalendo un costoncino roccioso fino ad arrivare ad un ampio altipiano prativo poco oltre il quale si intuisce il Passo Venegiota (2303 m). Si segue la comoda traccia che, aggirando sulla sinistra morbidi dossi erbosi, va prima a ricongiungersi con un tratto dell'Alta Via n°2 proveniente da Forcella Venegia, per poi piegare verso il Passo (volendo fare un giro meno ampio si può tagliare per i prati dirigendosi a vista verso il Passo Venegiota). Giunti al Passo, tabelle segnaletiche indicano la strada da seguire per il Rifugio Volpi; si scende brevemente, si passa un tratto attrezzato (catene utili forse solo in caso di ghiaccio) e ci si immette in un ampio vallone pietroso; cartelli più trascurati e segni più sbiaditi segnalano che abbiamo lasciato il precisissimo Trentino per passare nel più "ruspante" Veneto. Si attraversa una vasta pietraia dove il sentiero si fa leggermente più scomodo (le caviglie gemono!) e, dopo aver deviato sulla destra, ci si immette nello spettacolare vallone al termine del quale sorge il rifugio. Le cime sono imponenti e il panorama è spettacolare mentre il sentiero si mantiene sempre ben segnato e tracciato e, nonostante qualche tratto attrezzato, sempre abbastanza facile. Il vallone ha un andamento a gradoni, superato il secondo dei quali, vincendo un canalino terroso (fune), si giunge ad una piccola conca con laghetto e proprio di faccia ad una lastronata inclinata che si risale sempre coll'aiuto di corde fisse. Terminata la roccia si arriva ad un'ultima insellatura poco sotto il Sasso Arduini (grande croce) e affacciante sulla spettacolare conca in cui sorge il Rifugio Volpi al Mulaz. Risaliti quasi fino alla forcelletta proprio dietro al rifugio, si devia a destra lungo il ben marcato sentierino che in breve conduce alla croce di vetta del Monte Mulaz (2906 m); qui il panorama è a dir poco spettacolare e, se armati di binocolo, ci si può davvero divertire a spaziare con lo sguardo su tutte le Dolomiti da un lato e sul Lagorai dall'altro. Scesi nuovamente alla Passo del Mulaz, si scende verso la verdissima Val Venegia seguendo il segnavia n° 710; il sentiero è stato da poco rinnovato e, abbandonato il tracciato originale lungo il ghiaione che scende sotto il Passo delle Farangole, si mantiene in costa sulla destra con percorso a zigzag mai troppo faticoso. Si segue la nuova traccia perdendo gradatamente quota fino a che una tabella segnaletica non ci fa piegare nuovamente a destra e, rientrando nel bosco, ci riporta sul primo tratto del sentiero n° 749 percorso all'andata. Da qui, si torna verso la Malga Venegiota, e poi verso l'Agritur Venegia e al punto di partenza.
Tempo totale h 7,00 circa
Difficoltà EE allenati (qualche corda fissa)
Dislivello 1400 m circa
Ultimo sopralluogo giugno 2005
Commenti Itinerario abbastanza lungo e paesaggisticamente notevole, su sentieri sempre ben segnati. Qualche corda fissa.