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| Punto di partenza |
Colle San
Bernardo di Garessio (957 m), raggiungibile da Ceva (uscita della A6
Torino-Savona) attraverso Nucetto, Bagnasco e la Val
Tanaro. Giunti a Garessio (21 km), si prende a sinistra la
comoda strada asfaltata diretta ad Albenga: con 7,3 km di salita,
si raggiunge agevolmente l'ampio valico (bar ristorante,
parcheggio). |
| Descrizione |
Dal colle si
segue verso Sud Ovest l'ampia carrareccia (cartello) che percorre il
crinale spartiacque Tanaro - Neva. Attraverso un bel bosco di abeti
rossi, si hanno ogni tanto begli scorci panoramici sulla conca di Garessio
e sul Bric Mindino. Con due tornanti, si guadagna quota e si passa
quindi definitivamente sul versante Neva: tra i faggi compare ogni
tanto il mare. Superate alcune case in rovina (Cascina Odasso,
sorgente), la strada taglia il versante meridionale del Monte Pennino
e raggiunge la boscosa insellatura del Bocchino delle Meraviglie
(1191 m, h 0,45 dal Colle), che
si apre tra il Monte Pennino ed il più massiccio Monte Galero,
la cui vetta appare in alto, oltre i fitti boschi che ne ricoprono i
fianchi. Si segue ora la carrareccia di sinistra (versante Val Neva), entrando nello
splendido bosco di faggi secolari, inizialmente in falsopiano. Superato un
breve tratto ripido, il tracciato spiana nuovamente, poi prende a risalire il pendio boscoso
con una serie di ripidi tornanti, che fanno guadagnare velocemente quota.
Subito dopo un deciso tornante verso destra, quando la larga carrareccia
abbandona definitivamente questo versante della montagna per portarsi
nuovamente sopra il Bocchino delle Meraviglie, si incontra un bivio (1380 m,
h 0,20 dal Bocchino):
attenzione, perchè il cartello che indica la nostra meta è già di per
sè poco evidente, e con molta neve è facile faticare a scorgerlo! Si
lascia comunque la carrareccia e si prende una mulattiera che taglia in
salita il fitto bosco: presso un grosso masso, dove si forma una
strettoia, spesso le tracce nella neve si discostano dal percorso estivo, rimontando
direttamente il bosco sulla destra, in corrispondenza della linea di
massima pendenza. Con tortuoso percorso, sfruttando i tratti meno ripidi
ed i passaggi migliori fra la vegetazione intricata, si guadagna
lentamente (e faticosamente!) quota. Molto più in alto si esce dal bosco
in corrispondenza di una radura (h 1,45
dal bivio) alla
base della piramide
terminale. Si
risale con il percorso più opportuno l'ultimo
pendio scoperto (facile trovare neve ghiacciata e lavorata dal vento)
fino all'ultima breve
cresta che conduce, con panoramicissimo percorso,alla piccola e panoramica
vetta
del Monte Galero (1708 m, h 0,30
dalla radura all'uscita del bosco, h 3,20
dal Colle di San Bernardo, croce in ferro). Da qui la vista si apre
anche verso Nord, su Bric Mindino, Antoroto e Pizzo d'Ormea,
nonchè su Mongioie, Marguareis e Rocca dell'Abisso.
Verso Sud il Carmo, il Mar Ligure fino ai rilievi corsi.
Ritorno per la stessa via in h 2,00. |
| Tempo totale |
h
5,30 circa (dipende molto dalle condizioni dell'innevamento) |
| Difficoltà |
E |
| Dislivello |
850
m circa |
| Ultimo sopralluogo |
dicembre
2008 |
| Commenti |
Periodo consigliato: dicembre -
marzo
Bella cima, molto panoramica e di
soddisfazione. E' da tener presente però che, con la neve, il percorso
diviene molto lungo e faticoso. In più, gran parte dell'itinerario si
svolge all'interno di un fitto bosco, e quindi il panorama ne risulta un
po' compromesso, fino all'uscita sui pendii finali. Insomma, forse come
itinerario in sè è preferibile quello al vicino Monte Armetta, più
vario e diversamente panoramico: per contro, forse il Galero regala un
ambiente di vetta più caratteristico e solitario. Modestamente
frequentato. |
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