Monte Galero 1708 m   

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N.B.: ITINERARIO EFFETTUATO IN COMPAGNIA DI ANNA PIERMARTINI (DETTA ANCHE LO STAMBECCO DELLE DOLOMITI, NONCHE' TITOLARE DEL SITO METEOPIERMA)

Cartina stradale

Cartina escursionistica

Punto di partenza Colle San Bernardo di Garessio (957 m), raggiungibile da Ceva (uscita della A6 Torino-Savona) attraverso Nucetto, Bagnasco e la Val Tanaro. Giunti a Garessio (21 km), si prende a sinistra la comoda strada asfaltata diretta ad Albenga: con 7,3 km di salita, si raggiunge agevolmente l'ampio valico (bar ristorante, parcheggio).  
Descrizione Dal colle si segue verso Sud Ovest l'ampia carrareccia (cartelli) che percorre il crinale spartiacque Tanaro - Neva. Attraverso un bel bosco di abeti rossi, si hanno ogni tanto begli scorci panoramici sulla conca di Garessio e sul Bric Mindino. Con due tornanti, si guadagna quota e si passa quindi definitivamente sul versante Neva: tra i faggi compare ogni tanto il mare. Superate alcune case in rovina (Cascina Odasso, sorgente), la strada taglia il versante meridionale del Monte Pennino e raggiunge la boscosa insellatura del Bocchino delle Meraviglie (1191 m, h 0,45 dal Colle), che si apre tra il Monte Pennino ed il più massiccio Monte Galero, la cui vetta appare in alto, oltre i fitti boschi che ne ricoprono i versanti bassi. Dal Bocchino, scendendo lungo la strada verso destra, si raggiunge in pochi minuti la fresca Fontana delle Meraviglie, che sgorga da una piccola spaccatura della roccia. Seguendo invece la mulattiera di sinistra (versante Val Neva), si entra nello splendido bosco di faggi secolari, inizialmente in falsopiano. Superato un breve tratto in frana, la mulattiera prende a risalire il pendio boscoso con una serie di ripidi tornanti, che fanno guadagnare velocemente quota. Superati due piccoli rii, si incontra un bivio (1380 m, h 0,40): tralasciati i segnali dell'Alta Via dei Monti Liguri, che rimontano ripidi a destra, si prosegue dritti lungo la mulattiera, che si fa via via più stretta ed incerta, pur non presentando mai problemi di orientamento. Discesi per breve tratto, si taglia un ultimo pendio boscoso e si raggiunge l'esile insellatura del Passo delle Caranche (1411 m, h 1 dal Bocchino delle Meraviglie): belle vedute sulle valli Neva e Pennavaira, sul cui spartiacque ci troviamo. Lontane, in basso, appaiono le case di Nasino (335 m). Dal passo evidenti indicazioni guidano sull'ampia cresta del Galero: superato un tratto boscoso alquanto fastidioso a causa delle piante cadute che ostruiscono il sentiero, si esce sull'ampia dorsale erbosa, da cui si apre una vista spettacolare su tutta la Riviera Ligure. Tra prati e macchie di isolati faggi, la traccia raggiunge una sella alberata a quota 1532 m, dove sopraggiunge da destra l'Alta Via dei Monti Liguri abbandonata precedentemente: proseguendo sulla dorsale, tra prati e roccette, si arriva alla base della piramide erbosa terminale, che si risale con fatica ma in breve tempo fino alla piccola e panoramica vetta del Monte Galero (1708 m, h 0,50 dal Passo delle Caranche, croce in ferro). Da qui la vista si apre anche verso Nord, su Bric Mindino, Antoroto e Pizzo d'Ormea, nonchè su Mongioie, Marguareis e Rocca dell'Abisso. Interessante, dalla vetta, proseguire oltre una sella fino alla vicina Anticima Occidentale (chiamata localmente "Galerotto"), su cui sorge un'altra piccola croce e da cui si gode di un panorama a "volo d'uccello" sulla media Val Tanaro. Per il ritorno, una volta alla sella di quota 1532 m, si può scendere direttamente il ripido bosco verso sinistra seguendo i segnavia dell'Alta Via ed evitando così di ripassare per il Passo delle Caranche: si riincontra il sentiero principale presso i due piccoli rii, e da qui sul percorso dell'andata fino al Colle di San Bernardo (h 1,40).
Tempo totale h 4,30 circa
Difficoltà E
Dislivello 850 m circa
Ultimo sopralluogo maggio 2004
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Periodo consigliato: maggio - giugno e settembre - ottobre

Itinerario panoramico al confine tra mare e montagna, attraverso splendidi boschi e prati fioriti. Il percorso è ben segnato, essendo parte dell'Alta Via dei Monti Liguri. Evitare possibilmente i mesi estivi, a causa della modesta quota e del gran caldo.