Monte Cucco - Via "La Pulce"   

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CHI C'ERA: JEBEL E ANDRE (CIOE' IO!)

Storia Alpinistica L'imponente bastionata calcarea di Monte Cucco (357 m) si innalza, orientata a Nord-Ovest, fra i solchi della Fiumara e del Torrente Aquila. Ha costituito la prima palestra di roccia del Finalese. E' quindi un settore "storico", ma ancora molto frequentato, ricco di vie di elevata difficoltà ma anche di "classiche" molto ripetute. Se questo, da un lato, consente a molti appassionati di trovare svariati itinerari adatti alle proprie capacità, dall'altro ha l'inconveniente di presentare, lungo gli itinerari più famosi, oltre all'affollamento, una roccia molto unta, che rende l'arrampicata spesso poco divertente. In quest'ottica, per "La Pulce" valgono le stesse considerazioni fatte per "Il Gufo": la via non è una di quelle più conosciute e, quindi, un po' "inflazionate". La roccia è ancora molto buona, le difficoltà non sono elevatissime, pur essendo di tutto rispetto, l'ambiente è comunque verticale ed esposto ... Insomma, ci sono tutti gli ingredienti per una divertente salita sulle pareti del Finalese! La via è un poco più sostenuta de "Il Gufo", ma qui la chiodatura è ottimale e non serve materiale aggiuntivo per integrare. I primi salitori sono G. Calcagno e A. Grillo il 18 giugno 1969.
Punto di partenza Final Borgo, da dove si prende la strada per Feglino lungo la Valle dell'Aquila Dopo aver percorso la base delle impressionanti pareti del Bric Pianarella e del Bric Spaventaggi (a destra salendo), si prende una stradina che sale a destra (ind. per Monte Cucco ed Orco). Dopo circa un paio di chilometri si prende, ancora a destra, una ripida stradetta in cemento che raggiunge in breve un primo parcheggio. Proseguendo ancora qualche decina di metri su strada in terra battuta, si giunge ad un secondo parcheggio, proprio ai piedi del severo versante nordoccidentale del Monte Cucco.
Avvicinamento Presso una tabella indicatrice degli itinerari del settore, si prende un sentierino che sale in diagonale verso sinistra: giunti in corrispondenza dell'evidentissimo Diedro-Canale, che solca la bastionata subito a destra della "Madonnina", si devia per alcune tracce a destra fino ad incontrare la parete rocciosa. Si costeggia la parete fino a giungere in corrispondenza di un breve gradino in discesa con alcuni massi. Subito dopo aver sceso il gradino, presso un evidente pilastrino franato che ha formato una poco accentuata nicchia giallastra, parte la via (nessuna scritta, spit visibile circa 3 metri più sopra). Attacco (h 0,10 dal parcheggio).
Descrizione della via Si possono contare 3 tiri di corda:

1 - Si sale il poco accentuato strapiombetto formato dalla piccola nicchia, poi si prosegue sulle lisce e verticali placche superiori, seguendo una evidente fessura che le incide (5c continuo). Più in alto si deve superare un altro piccolo strapiombo, che però è scarso di appigli e butta all'infuori (5c+). Sopra lo strapiombo, si traversa brevemente a destra per placche delicate fino ad una prima vecchia catena di sosta in posizione alquanto scomoda: senza fermarsi, si continua per le superiori rocce, più facili e gradinate (4b), fino ad un comodo pianerottolo all'inizio di un diedro (catena di sosta); 

2 - Si sale il diedro, che subito si inclina un po' a destra e poi sale su dritto (4c): a circa metà del suo sviluppo c'è un passaggio un po' liscio (5b), poi si prosegue, mai banalmente ma senza eccessive difficoltà, fino a dove il diedro è sbarrato da un evidente strapiombo (piccolo ripiano, catena di sosta);

3 - Si supera direttamente lo strapiombo, con un passaggio di forza ma anche di tecnica, perchè si rimane inevitabilmente sbilanciati (5b), poi si prosegue per placche più abbattute (4a) fino alla base dell'ultimo muretto, che si vince verso sinistra (4c) per uscire sulla caratteristica cresta sommitale.  

Discesa: seguendo la cresta verso destra si scende per un bel bosco fino a che si incontra un brevissimo saltino roccioso. Disceso questo (4 metri di II°) ci si ritrova su uno stretto colletto: scendendo a destra, si imbocca il "Canyon", uno stretto budello roccioso dal fondo pianeggiante, veramente molto caratteristico (all'inizio, salendo brevemente per le roccette di fronte, si può raggiungere la spettacolare "Grotta Forata", che si affaccia con un eccezionale finestrone sulla verticale parete Ovest). Proseguendo lungo il Canyon, se ne raggiunge lo sbocco inferiore: una traccia scende con tornanti una breve scarpata, poi con l'ausilio di una corda fissa si scende una ripida paretina fino alla base delle rocce. Proseguendo per una comoda traccia si supera una pietraia e si ritrova la carrareccia poco sopra il parcheggio (h 0,20 dalla cima).  

Tempo totale h 2,00 circa
Difficoltà D+ (5c max/5b obbl)
Dislivello 100 m circa
Attrezzatura 12 rinvii, corda da 70 m, casco
Ultimo sopralluogo giugno 2008
Commenti

Periodo consigliato: primavera e autunno

Salita piuttosto impegnativa ma molto interessante, in ambiente solare e, stranamente, poco frequentato. Chiodatura a resinati ottima, passaggi abbastanza continui e divertenti. Molto bello anche il ritorno attraverso il caratteristico "Canyon".