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N.B.:
ITINERARIO E RELAZIONE A CURA DI ANNA PIERMARTINI
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CARTINA
CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 021 |
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FOTOPERCORSO |
| Punto
di partenza |
Giunti a Longarone si oltrepassa il bivio per la Val
di Zoldo e si prosegue per la statale n°51 mantenendo la destra alla
deviazione per Cortina. Si raggiunge Domegge di Cadore e si
seguono le indicazioni per il Rifugio Padova; attraversato il ponte
sul bel Lago di Domegge si imbocca una stradina asfaltata (molto
stretta!) in direzione del Rifugio
Padova (1278 m), ove si lascia l’auto. |
| Descrizione |
In corrispondenza della sterrata che porta al Rifugio
Padova, si imbocca il sentiero n° 346
(tabelle) che si inoltra nel bosco con moderata pendenza; inizialmente si
procede per una sorta di mulattiera che, dopo un paio di modesti
saliscendi, si trasforma in sentierino. Nel bosco fa ben presto capolino l’Ago
del Cridola mentre la vetta vera e propria si confonde tra la
selva di guglie e spuntoni che caratterizzano questa montagna e molte
altre cime della zona. Dopo poco si giunge ad un bivio ove occorre deviare
a sinistra (indicazioni per Forcella Scodavacca) per risalire la Val
Pra di Toro; la pendenza si fa più sostenuta e il sentiero comincia
ad essere invaso dalle ghiaie. Procedendo nella salita il panorama si apre
e, alle spalle, compare la poderosa mole del Pelmo
e, avvicinandosi al limite della vegetazione, la valle si allarga e in h
2,00 circa si giunge all’ampia insellatura di Forcella
Scodavacca (2043 m), affacciata sulla valle di Forni di
Sopra. Da qui (tabelle) occorre salire a sinistra il ripido e franoso
ghiaione che sale alla soprastante forcella; dapprima per traccia di
sentiero e poi tra rocce e massi, si procede con fatica aiutati da buoni
segnavia bianco-rossi (attenzione alla caduta sassi!) giungendo in h
0,30 circa alla Tacca
del Cridola (2410 m), che separa il Cridola dall’omonima
Torre. Qui, il sentiero segnato prosegue sul versante opposto
diretto al Bivacco Vaccari, mentre per la cima una scritta a
vernice segnala di deviare a sinistra. Per una traccetta, si scende un
poco sul versante opposto procedendo tra curiosi gendarmi
di pietra tra cui occhieggia la Croda
dei Toni fino a giungere ad una sorta di piazzola ove iniziano
le prime difficoltà. Si supera un muretto di tre metri, ben gradinato ma
esposto, fino a guadagnare una piccola forcelletta; si prosegue, ancora in
leggera discesa, per una ulteriore cengetta arrivando proprio sotto una
parete con un canale – camino sulla sinistra. Si risale la parete
(esposta ma appigliata) rimanendo proprio a fianco del canale fino a che i
bolli rossi non spingono ad entrarvi; lo si risale fino al suo termine e
se ne esce spostandosi a sinistra per roccette ben gradinate. Ora occorre
risalire il soprastante pendio per tracce e roccette zigzagando fino ad
entrare in un canalone
al termine del quale si recupera una sorta di traccia. Con un paio di
tornantini si guadagna una panoramica
selletta erbosa caratterizzata, sulla sinistra, da un enorme
masso a forma di uovo poggiato in precarissimo equilibrio su un
vicino sperone. Oltre la forcella i bolli rossi fanno deviare a sinistra
per una esposta cengetta in leggera discesa che porta ad un ampio canale;
lo si risale e, dopo avere superato una strozzatura
(punto più ostico della salita), si esce su un pianerottolo alla base di
un ulteriore canale. Si procede per roccette più facili fino ad arrivare
ad una piccola conca detritica e, traversando verso sinistra, ci si porta
fino sotto ad un salto di roccia. Occorre aggirare lo speroncino
(passaggio esposto) quindi risalire ancora un poco recuperando una
parvenza di sentiero e, infine, oltre un ultimo risalto si giunge alla
tanto sospirata croce di vetta. Panorama fantastico sulla sottostante vallata
del Cadore e sulle cime circostanti, sull’immancabile Pelmo
con Civetta e Marmolada e sulle vicine cime dei Monfalconi.
Per la discesa occorre ripercorrere l’itinerario di salita
(eventualmente utilizzando chiodi o spit presenti sul posto per calate in
corda doppia) godendosi, se ci si è attardati a dovere, un meraviglioso
tramonto. |
| Tempo totale |
h
7 circa |
| Difficoltà |
EE
fino alla Tacca del Cridola, I° e II° per la cima |
| Dislivello |
1300
m circa |
| Ultimo sopralluogo |
agosto
2007 |
| Commenti |
Periodo consigliato: giugno -
ottobre
Bellissima escursione (ora che
sono tornata sana e salva posso dirlo!!) che consente di penetrare in uno
straordinario ambiente dominato da guglie e pinnacoli di ogni forma e
dimensione. La salita alla cima è lunga e si svolge su roccia ripida e
friabile; nei punti chiave sono presenti spit per una eventuale
assicurazione con la corda. Itinerario segnato con bolli rossi. |
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