Monte Cridola (Cima Est) 2581 m   

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N.B.: ITINERARIO E RELAZIONE A CURA DI ANNA PIERMARTINI 

CARTINA CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 021

FOTOPERCORSO

Punto di partenza Giunti a Longarone si oltrepassa il bivio per la Val di Zoldo e si prosegue per la statale n°51 mantenendo la destra alla deviazione per Cortina. Si raggiunge Domegge di Cadore e si seguono le indicazioni per il Rifugio Padova; attraversato il ponte sul bel Lago di Domegge si imbocca una stradina asfaltata (molto stretta!) in direzione del Rifugio Padova (1278 m), ove si lascia l’auto.
Descrizione

In corrispondenza della sterrata che porta al Rifugio Padova, si imbocca il sentiero n° 346 (tabelle) che si inoltra nel bosco con moderata pendenza; inizialmente si procede per una sorta di mulattiera che, dopo un paio di modesti saliscendi, si trasforma in sentierino. Nel bosco fa ben presto capolino l’Ago del Cridola mentre la vetta vera e propria si confonde tra la selva di guglie e spuntoni che caratterizzano questa montagna e molte altre cime della zona. Dopo poco si giunge ad un bivio ove occorre deviare a sinistra (indicazioni per Forcella Scodavacca) per risalire la Val Pra di Toro; la pendenza si fa più sostenuta e il sentiero comincia ad essere invaso dalle ghiaie. Procedendo nella salita il panorama si apre e, alle spalle, compare la poderosa mole del Pelmo e, avvicinandosi al limite della vegetazione, la valle si allarga e in h 2,00 circa si giunge all’ampia insellatura di Forcella Scodavacca (2043 m), affacciata sulla valle di Forni di Sopra. Da qui (tabelle) occorre salire a sinistra il ripido e franoso ghiaione che sale alla soprastante forcella; dapprima per traccia di sentiero e poi tra rocce e massi, si procede con fatica aiutati da buoni segnavia bianco-rossi (attenzione alla caduta sassi!) giungendo in h 0,30 circa alla Tacca del Cridola (2410 m), che separa il Cridola dall’omonima Torre. Qui, il sentiero segnato prosegue sul versante opposto diretto al Bivacco Vaccari, mentre per la cima una scritta a vernice segnala di deviare a sinistra. Per una traccetta, si scende un poco sul versante opposto procedendo tra curiosi gendarmi di pietra tra cui occhieggia la Croda dei Toni fino a giungere ad una sorta di piazzola ove iniziano le prime difficoltà. Si supera un muretto di tre metri, ben gradinato ma esposto, fino a guadagnare una piccola forcelletta; si prosegue, ancora in leggera discesa, per una ulteriore cengetta arrivando proprio sotto una parete con un canale – camino sulla sinistra. Si risale la parete (esposta ma appigliata) rimanendo proprio a fianco del canale fino a che i bolli rossi non spingono ad entrarvi; lo si risale fino al suo termine e se ne esce spostandosi a sinistra per roccette ben gradinate. Ora occorre risalire il soprastante pendio per tracce e roccette zigzagando fino ad entrare in un canalone al termine del quale si recupera una sorta di traccia. Con un paio di tornantini si guadagna una panoramica selletta erbosa caratterizzata, sulla sinistra, da un enorme masso a forma di uovo poggiato in precarissimo equilibrio su un vicino sperone. Oltre la forcella i bolli rossi fanno deviare a sinistra per una esposta cengetta in leggera discesa che porta ad un ampio canale; lo si risale e, dopo avere superato una strozzatura (punto più ostico della salita), si esce su un pianerottolo alla base di un ulteriore canale. Si procede per roccette più facili fino ad arrivare ad una piccola conca detritica e, traversando verso sinistra, ci si porta fino sotto ad un salto di roccia. Occorre aggirare lo speroncino (passaggio esposto) quindi risalire ancora un poco recuperando una parvenza di sentiero e, infine, oltre un ultimo risalto si giunge alla tanto sospirata croce di vetta. Panorama fantastico sulla sottostante vallata del Cadore e sulle cime circostanti, sull’immancabile Pelmo con Civetta e Marmolada e sulle vicine cime dei Monfalconi. Per la discesa occorre ripercorrere l’itinerario di salita (eventualmente utilizzando chiodi o spit presenti sul posto per calate in corda doppia) godendosi, se ci si è attardati a dovere, un meraviglioso tramonto.

Tempo totale h 7 circa
Difficoltà EE fino alla Tacca del Cridola, I° e II° per la cima
Dislivello 1300 m circa
Ultimo sopralluogo agosto 2007
Commenti

Periodo consigliato: giugno - ottobre

Bellissima escursione (ora che sono tornata sana e salva posso dirlo!!) che consente di penetrare in uno straordinario ambiente dominato da guglie e pinnacoli di ogni forma e dimensione. La salita alla cima è lunga e si svolge su roccia ripida e friabile; nei punti chiave sono presenti spit per una eventuale assicurazione con la corda. Itinerario segnato con bolli rossi.