Monte Besimauda 2241 m   

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CARTINA CONSIGLIATA: IGC 1:50.000, FOGLIO 8

Punto di partenza Pradeboni (868 m), raggiungibile dall'uscita di Mondovì della A6 Torino - Savona attraverso Beinette e Chiusa Pesio: poco fuori del paese, in direzione della Certosa, si prende una diramazione a destra che risale una valletta boscosa fino alle poche case del villaggio. Seguendo le indicazioni per Peveragno, si imbocca quasi subito una stretta stradetta secondaria (ind. Le Meschie) che attraverso piccole borgate isolate raggiunge un'area picnic attrezzata in località Le Meschie (1100 m circa, piccolo bar ristoro).  
Descrizione Si prosegue lungo la rotabile, che presto diventa sterrata (divieto di transito ai veicoli non autorizzati). Risalita brevemente sul fondo la boscosa valletta di sinistra, presso una fontana con panche la strada supera il rio con un ponte in cemento ed inizia a risalire con tornanti la ripida costa boscosa. Pochi metri dopo il ponte si stacca sulla destra un sentiero (segnavia H9) che rimane parallelo al rio e risale con pendenza regolare tutta la breve valletta, evitando i lunghi tornanti della strada. Usciti dal fitto bosco, si risalgono gli ultimi prati che adducono all'ampia Sella Mortèis (1470 m, h 0,45). Appare improvviso alla vista l'imponente massiccio del Marguareis con la Cima Cars ed il Mondolè, mentre dalla parte opposta si può ammirare un vasto spicchio di pianura, con il Monte Rosa sullo sfondo. Ritrovata la carrareccia, la si segue verso destra, si sfiora la ristrutturata costruzione del Gias Mortèis I° (oggi di proprietà dell'Azienda Faunistica Venatoria) e si risale con un ampissimo tornante il pendio sovrastante. Dopo il tornante, la carrareccia taglia lungamente in piano dall'alto alcuni vallonetti, passa presso la copiosa Fontana 'd Camilu, fino a doppiare il costone divisorio con il selvaggio Vallone Pittè in corrispondenza del colletto poco a valle della vetta della erbosa Cima del Pravinè (1634 m, h 1,10). Alla testata del Vallone Pittè, appare tutta la complessa struttura della Bisalta, col Bric Costa Rossa (2404 m) a sinistra e la bifida cima della Besimauda (2241 m) a destra. A questo punto due possibilità: o proseguire lungo la strada fino alle costruzioni del Gias del Pravinè Sottano (1586 m), per poi abbandonarla e salire lungo un sentiero sulla destra che conduce ai vasti prati all'inizio della detritica Costa della Mula, dove è sito il Gias del Pravinè Soprano (1800 m circa, h 0,40 dal colletto); oppure, dal colletto, salire direttamente lungo il filo del costone erboso superiore, aggirando a sinistra i pochi tratti rocciosi, e per ripidi prati raggiungere direttamente il Gias del Pravinè Soprano (h 0,30 dal colletto). Da qui il sentiero, ottimamente segnato, sale per pittoreschi ripiani erbosi alternati a qualche tratto di roccette verso l'evidente corno detritico della Cima Besimauda. Si giunge così al termine dei pendii erbosi, dove inizia una immensa pietraia formata da ciclopici massi in bilico, che costituiscono la cuspide terminale della montagna. Seguendo i segnavia, ma scegliendo comunque i passaggi più opportuni nel labirintico ammasso roccioso, si raggiunge un colletto a sinistra della cima più alta, che si raggiunge con un'ulteriore breve salita fino alla grande croce di vetta (2241 m, h 1,00 dal Gias del Pravinè Soprano, h 2,45 da Le Meschie). Vista eccezionale su tutta la pianura cuneese, sulle principali cime delle Alpi Liguri e delle Marittime e su tutto l'arco alpino occidentale. Stupisce in particolare la tortuosità della lunga cresta che va ad unirsi al Bric Costa Rossa: dalla pianura, essa appare praticamente piatta, mentre da qui se ne evidenzia tutta la reale complessità. Ritorno per la stessa via in h 2,00.       
Tempo totale h 5,00 circa
Difficoltà E allenati
Dislivello 1100 m circa
Ultimo sopralluogo maggio 2006
Commenti

Periodo consigliato: maggio - giugno e settembre - ottobre

Bella gita, molto varia e panoramica: proprio il panorama, veramente sconfinato, è la caratteristica peculiare di questo itinerario, per cui vale la pena di essere percorso in una giornata fresca e limpida. Cosa non così facile, visto che questa zona è una delle più nebbiose del Piemonte meridionale! Un poco faticoso, specialmente sulla pietraia finale. Meritevole!