Monte Antoroto 2144 m   

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CARTINA CONSIGLIATA: IGC 1:25.000, FOGLIO 115

Punto di partenza Valdinferno 1213 m, raggiungibile da Ceva (uscita della A6 Torino-Savona) risalendo la Val Tanaro fino a Garessio 579 m: all'uscita del paese, si abbandona la statale n° 28 per prendere a destra una ripida stradetta asfaltata (indicazioni) che, tra fitti splendidi castagneti, risale la breve valletta del Rio Parone fino alla piccola borgata, oramai solo sede di villeggiatura estiva (8 km da Garessio, 31 km da Ceva), dove si lascia l'auto nel piccolo parcheggio sotto la chiesa. 
Descrizione Si segue la rotabile dal fondo cementato che si inoltra in falsopiano in Valdinferno: sullo sfondo troneggiano il Monte Antoroto (2144 m, a sinistra) ed il Monte Grosso (2007 m, a destra), tra i quali si apre l'ampia insellatura della Colla Bassa (1846 m). Con qualche saliscendi si tagliano le coste erbose discendenti dalla Costa Bruciata, si supera un piccolo rio e, con qualche svolta ed un ultimo lungo tornante, si toccano le Case Bosso (1364 m, h 0,20), ancora abitate durante la stagione estiva. Un ultimo ampio tornante della carrareccia (accorciatoia presso il caratteristico forno della borgata) consente di raggiungere in breve l'agglomerato delle Case Mulattieri (1418 m, h 0,30), ultimo nucleo abitativo consistente della vallata, con alcune belle baite ristrutturate. Da qui si dirama, sulla destra, la traccia che condurrebbe in breve al Rifugio Savona (1528 m, cartelli). Si prosegue invece dritti, per una antica mulattiera dalla rozza lastricatura in pietra che taglia in modesta pendenza il versante sinistro orografico della valle, con bella vista sui dirupatissimi costoni rocciosi che salgono alla vetta dell'Antoroto: in questo tratto la mulattiera è spesso invasa dalle acque di ruscellamento primaverili. Raggiunta la testata della Valdinferno, dove questa si dirama nei due minori valloncelli dei Fusi (a destra) e della Bura (a sinistra), si trascura la mulattiera che sale ripida verso destra (si collega anch'essa al Rifugio Savona) per proseguire sul ramo di sinistra, che scende a guadare in breve il piccolo Rio dei Fusi (h 1). Si taglia poi alla base, con lungo traverso alto sul fondovalle, la cresta Sud Est del Monte Grosso, su cui spiccano alcuni arditi gendarmi, e si entra in un bel bosco di faggi: frequenti muretti a secco ed altre opere umane testimoniano la fervente attività agricola un tempo esistente nella zona. Presso una vecchia casa diruta si stacca a sinistra il sentiero che scende a Trappa attraverso il Passo della Scaletta ed i Prati Sopra le Balze, mentre la traccia principale prende a risalire con alcuni ripidi tornanti un erto costone alberato. Si raggiunge così una prima radura, con bella vista ravvicinata sulle pareti dell'Antoroto. Si attraversa il prato seguendo i segnavia, inserendosi nel Vallonetto della Bura: in caso la neve coprisse i segnavia, l'orientamento risulta comunque elementare, essendo sempre evidente la direzione da seguire. Raggiunto un secondo ripiano dominato dalle pareti meridionali dei già citati gendarmi rocciosi, lo si attraversa tendendo verso destra e, guadato un piccolo rio, si tocca un terzo ripiano, in cui la marcia può risultare fastidiosa a causa dei fitti arbusti. Si risale quindi, fra rado bosco, il dosso che emerge al centro della valletta, fino a raggiungerne il panoramico filo, oramai in vista del suo sbocco superiore. La traccia, ora con pendenza moderata, raggiunge un ultimo ripiano con grandi massi (a destra stacca un'altra traccia che, attraverso il Passo delle Creste di Monte Grosso, conduce direttamente al Rifugio Savona) e, per ultima breve salita, tocca la vasta sella erbosa della Colla Bassa (1846 m, h 2). Si apre la vista sulla testata di Valcasotto, con l'ampia conca dell'Alpe di Perabruna e, ai piedi dell'ardita Rocca dell'Aquila (1846 m), il Rifugio Manolino, eventualmente raggiungibile in circa mezz'ora. Di qui ci sono due possibilità per raggiungere la vetta dell'Antoroto:

A - risalire la ripida cresta Nord Est (traccia), facendo attenzione soprattutto nella prima parte ai punti esposti verso la Valdinferno (h 0,45 dalla Colla Bassa);

B - tagliare in leggera salita l'ampio versante Nord per poi salire più ripidamente l'erto pendio facente capo al Colletto dell'Antoroto: prima di raggiungerlo, si devia gradatamente a sinistra e si risale, fra fitti cespugli, il breve dorso finale fino alla croce di vetta (h 1 dalla Colla Bassa).

Fantastico panorama a giro d'orizzonte: dal Mar Ligure alla media Val Tanaro, cogli abitati di Garessio ed Ormea, alla Valdinferno appena risalita alla testata di Valcasotto, a tutte le principali vette delle Alpi Liguri, come Pizzo d'Ormea, Mongioie, Marguareis. Nelle giornate limpide, oltre la pianura cuneese svettano anche i "quattromila" del Gran Paradiso, del Rosa e del Bernina. Ritorno per la stessa via in h 2.   

Tempo totale h 5 - 5,30
Difficoltà E (EE in caso di neve dura sul versante Nord, piccozza e ramponi)
Dislivello 950 m circa
Ultimo sopralluogo aprile 2005
Commenti

Periodo consigliato: fino a maggio e poi da ottobre

Itinerario non molto faticoso ad un punto panoramico di prom'ordine: in assenza di neve, si riduce ad una elementare camminata per evidenti sentieri (evitare se possibile i mesi più caldi!), in condizioni invernali diventa invece una bella salita su neve che, nel tratto finale, richiede quasi sempre l'uso dei ramponi: il pendio è facile ma molto ripido, e a causa dell'esposizione la neve è quasi sempre molto dura. Discretamente frequentato.