Montanel 2461 m   

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CARTINA CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 021

FOTOPERCORSO

Punto di partenza Da Longarone si oltrepassa il bivio per la Val di Zoldo e si prosegue per la statale n°51 mantenendo la destra alla deviazione per Cortina. Si raggiunge Domegge di Cadore e si seguono le indicazioni per il Rifugio Padova; attraversato il ponte sul bel Lago di Domegge si imbocca una stradina asfaltata (molto stretta!) in direzione del Rifugio Padova e della Casera Cercenà (1050 m), ove si lascia l’auto.
Descrizion

Subito dietro il rifugio stacca il bel sentiero (tabella) che si inoltra nel fitto del bosco; per mulattiera e con pendenza moderata, si sale fino ad incontrare un edificio che spunta appena tra la vegetazione e, poco oltre, si raggiunge il bivio ove sopraggiunge la traccetta proveniente dal Lago di Domegge. Si piega a destra (indicazioni per Bivacco Montanel), la mulattiera diventa sentiero e la pendenza si fa più sostenuta; a tratti squarci nel bosco consentono belle vedute sull’ampia vallata di Domegge e Belluno magnificamente sovrastata da Antelao e Pelmo. Continuando nella salita si raggiunge un tratto un poco meno erto e, per riposante traccia nel bosco, si arriva ad aggirare un costone fino ad uno spettacolare balcone panoramico sulla valle. Mentre il sentiero prosegue per un poco in costa tra pini mughi e bassi cespugli di mirtilli, lo sguardo è libero di spaziare sulle Marmarole proprio di fronte e sulla cresta del Subasio, Pupera di Valgrande e Monte Brentoni un poco più a destra. In secondo piano una incredibile serie di guglie culmina nella Croda dei Toni (inedita prospettiva) e nella tondeggiante sagoma del Popèra, mentre più a ovest la fanno da padroni Antelao e Pelmo. Dopo una doverosa pausa contemplativa, il cammino riprende e, rimanendo in costa e camminando sotto le bastionate rocciose del Col dell’Elma, ci si addentra nella Val del Montanel. Oltrepassate due passerelle in legno la traccia riprende a salire con decisione; si passa davanti ad una fonte (solo uno scarso stillicidio) e, con un ultimo strappo, si giunge ad un tratto più riposante. Cominciano a fare capolino tra gli alberi le guglie frastagliate del Crodon di Scodavacca e della Cima Herberg (o Croda di Mezzo) che fanno da sfondo alla piccola e verdissima spianata su cui sorgono le due costruzioni del Bivacco Montanel (2048 m – h 2,30 circa). Per fruire del bivacco pare si debbano chiedere la chiavi (info e prezzi al Rifugio Cercenà) mentre si trova acqua presso una panoramicissima e particolare sorgente, raggiungibile con sentiero segnato in 10 minuti circa; in ogni caso, vicino al bivacco è sempre aperto un più spartano ricovero di emergenza. Dietro il bivacco stacca una traccia segnata (indicazioni) che, superato un fossetto boscoso, porta verso il fondo della valletta; si rimane sul suo lato sinistro, tra il verde degli ultimi larici, mentre di fronte precipitano severe le rotte pareti del Crodon di Scodavacca e della Cima Herberg. Con pendenza moderata si guadagna quota risalendo un rossetto di magra erba che risalta prepotentemente in mezzo al paesaggio dominato da guglie, rocce e canaloni. Quando il sentiero devia a sinistra, un ometto e qualche bollo rosso segnalano la possibilità di proseguire (faticosamente, credo) verso il ripido canalone che consente di valicare e scendere nella retrostante valle in cui sorge il Rifugio Padova. Seguendo invece la traccia “ufficiale” e i buoni segni bianco-rossi, si piega a sinistra e si sale ancora un poco fino ad uscire su un verdissimo e panoramico pianoro posto sotto la cima del Montanel. Qui la traccia scompare e si fanno più radi anche segnavia e ometti; bisogna comunque risalire l’erto pendio erboso mantenendosi al suo centro fino a che, avvicinandosi alle rocce, non si riguadagna una parvenza di traccia. Qui buoni ometti guidano proprio sotto la crestina sommitale, dove una scritta a vernice indica la direzione per raggiungere la vicina croce di vetta. Si va a destra e si supera una cengetta, quindi si sale per ghiaie e facili gradini di roccia fino ad arrivare ad un passaggio davvero particolare. Due grandi massi accostati formano una sorta di strettissimo “corridoio” di roccia interrotto, circa a metà, da un salto; si scende per un paio di metri fino a dove un masso incastrato e posto a guisa di ponte permette di superare il salto (brrrivido), quindi si risale nuovamente per riportarsi accosti alla parete. Si supera a destra un passaggino in roccia (brrrivido bis) e si esce su un terrazzino; da qui per una ulteriore cengetta ci si porta sotto le facili e ben gradinate rocce sottostanti la croce di vetta (h 1,30 circa). Il panorama è semplicemente superbo, l’ambiente severo e solitario e le case affacciate sulle rive del lago sottostante sembrano infinitamente lontane. Bellissimo! Il ritorno avviene per la stessa via in h 2,00 circa.

Tempo totale h 6,00 circa
Difficoltà EE, un passo di I°+
Dislivello 1400 m circa
Ultimo sopralluogo luglio 2007
Commenti Periodo consigliato: giugno - ottobre

Bellissima cima con un panorama unico su tutte (ma proprio TUTTE!) le dolomiti; non troppo difficile da conquistare e non troppo frequentata, è una meta da non perdere. E col bel tempo è uno spettacolo gustarsi il calar del sole dai prati immediatamente sottostanti le rocce della cima per poi scendere per il bel bosco illuminato dai raggi obliqui del sole che tramonta.