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| Punto
di partenza |
Molina di
Fiemme (928 m), raggiungibile dall'uscita di Egna-Ora della A22
del Brennero attraverso il Passo di San Lugano e Castello
di Fiemme. Dal paese si rimonta la boscosa Val Cadino verso il Passo
Manghen, fino ad un ampia curva verso destra, presso il Ponte delle
Stue (1240 m), dove sbocca l'omonima valle (parcheggio). |
| Descrizione |
Si imbocca l'ampia sterrata che si inoltra nel fitto
bosco e che, salendo con modesta pendenza, si mantiene costantemente
vicina al torrente. Più in alto, lasciata a sinistra una diramazione
diretta alla lontana Malga Inferno, si esce in una prima ampia
radura: su un dosso a monte della carrareccia sorge il fabbricato della Malga
Stue Bassa (1415 m – h 0,45).
Rientrati nel bosco, la pendenza aumenta un poco ma in breve si raggiunge
una seconda, più ampia, spianata erbosa dove sorge la Malga Stue Alta
(1549 m):superato un nuovo tratto boscoso, con alcuni brevi e morbidi
tornanti si tocca la grande Malga
Cazzòrga (1845 m – h 0,45),
costituita da un grande stallone ed alcune più piccole costruzioni, fra
cui un ricovero di emergenza sempre aperto (acqua e focolare). Proprio
davanti alla porta del grande edificio adibito a stalla, stacca la traccia
che conduce alla Forcella Montalon (tabelle); si cala sul prato
antistante la malga (qui la traccia non è molto evidente) fino a
traversare il vicino torrentello. Oltre questo, si rinviene una marcata
mulattiera che sale sul versante opposto della valle; dopo avere
costeggiato una fitta macchia di arbusti, il sentiero entra brevemente nel
rado bosco di conifere per uscire dopo pochissimo nuovamente in campo
aperto. Con pendenza moderata si sale per prati fino a giungere un’
ampia e bellissima spianata erbosa; oltre questa, oramai in vista della
larga forcella, si sale ancora un poco e, lasciatisi sulla sinistra un
laghetto spesso asciutto a fine stagione, si giunge all’ampia
insellatura (2133 m – h 0,30) posta
tra la Pala del Becco e la Cima delle Buse. Oltre la
forcella, un poco più in basso, occhieggia il bel Lago
di Montalon, mentre sul fondo della valle è bene in vista la
grande Malga Cazzorga con alle spalle il lungo crinale erboso che
va dai becchi rocciosi del Cimon del Terzo fino ai rilievi oltre il
Cimon di Busa Bela. Dalla forcella
(tabelle) si piega a sinistra sul ben marcato sentiero diretto alla Forcella
di Val Sorda; la traccia prosegue mantenendosi in quota e, dopo h
0,20 circa, si giunge ove il sentiero doppia il costolone
nordoccidentale della Cima delle Buse (circa quota 2200 m). Qui,
prima che il sentiero scenda leggermente verso una conca di grossi massi,
occorre deviare dalla traccia principale; una vecchia mulattiera di guerra
piuttosto ben marcata (ometti) risale il costone prativo della Cima
delle Buse fino a piegare decisamente a sinistra per entrare in un
valloncello invaso da blocchi e grossi massi. Si continua a seguire la
mulattiera e, oltre un breve canalino, si piega a destra (ometti) per
raggiungere una conca posta nella parte superiore del vallone. La
mulattiera prosegue e, sempre guidati da abbondanti ometti di pietra, si
giunge una specie di bivio; una traccia piega a destra e, aggirato un
costone erboso, sale la cresta della Cima delle Buse, mentre gli
ometti guidano a sinistra, verso una marcata e abbondantemente fortificata
depressione di cresta (h 1,00 - 2513
m). Da qui la piatta sommità del Montalon è già ben visibile e
contraddistinta da un grosso ometto di pietre. Si prosegue dunque verso
sinistra percorrendo l’ampia cresta lungo tracce di guerra fino a
giungere al luogo ove probabilmente si trovava una cucina da campo (resti
di stufe economiche e grossi tronchi in parte ancora accatastati); da qui
una traccia prosegue proprio sopra la postazione attraverso una più
stretta crestina di erba che in breve porta sulla sommità del Montalon
(2501 m – h 0,15). Il panorama è
apertissimo e spazia verso le erbose
cime che digradano verso il Passo Manghen sia la più
lontana Cima
d’Asta; proprio di fronte, invece, la verdissima Forcella
di Val Moena e il sottostante Lago delle Stellune.
Dalla cima, per la discesa, occorre riconnettersi alla traccia che,
passando per il bel Lago delle Stellune, si dirige alla Forcella
di Valsorda; si può quindi tornare sui proprio passi fino al punto in
cui si era abbandonato il sentiero oppure, più avventurosamente,
proseguire lungo la cresta sfruttando al meglio le tracce di guerra ancora
esistenti per poi calare verso la traccia segnata. In quest’ultimo caso,
occorre tornare alla ex cucina da campo e da qui proseguire fino a
giungere ad una depressione di cresta. Per roccette, ci si cala abbastanza
facilmente all’intaglio, si aggira un dente roccioso (salibile con l’ausilio
di scalette di pietra) passando brevemente sul versante opposto e si
prosegue infine ancora per la cresta, ora ampia ed erbosa, fino a che il
pendio che scende verso il sottostante Lago delle Stellune non si
fa meno ripido. Si scende dunque liberamente per erba prima e poi per una
fastidiosa pietraia fino a raggiungere la traccia segnata. Da qui,
proseguendo in falsopiano proprio sopra al Lago
delle Stellune, si giunge ad un bivio ove una vecchia tabella
segnala la possibilità di scendere subito ad intercettare la mulattiera
diretta alla Malga Cazzorga senza continuare fino alla Forcella
di Valsorda. Raggiunta quindi la mulattiera di fondovalle (h
1,15), si scende per i bei prati della parte alta della Valle
delle Stue fino a raggiungere gli abbandonati edifici della Malga
Cazzorga Alta, superata la quale si giunge in breve alla Malga
Cazzorga. Da qui, lungo il percorso seguito all’andata si ritorna
alla macchina (h 1,00 circa). |
| Tempo totale |
h
5,00/6,00 circa |
| Difficoltà |
EE |
| Dislivello |
1450
m circa |
| Ultimo sopralluogo |
ottobre
2007 |
| Commenti |
Periodo consigliato: giugno
– ottobre
Bella escursione attraverso
attraverso luoghi poco frequentati; facile l’orientamento anche se il
percorso si svolge in parte al di fuori dei sentieri segnati. |
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