|

|
N.B.:
ITINERARIO STUDIATO ED EFFETTUATO IN COMPAGNIA DI ANNA PIERMARTINI (DETTA ANCHE LO
STAMBECCO DELLE DOLOMITI, NONCHE' AUTRICE
DEL LOGO UFFICIALE DEL SITO)
|
|
CARTINA
CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 010 |
| Punto
di partenza |
Rifugio
A. Locatelli alle Tre Cime (2405 m), raggiungibile con gli itinerari Val
Sassovecchio (h 2,30 da Campo
Fiscalino) o Val
Campodidentro (h 3,20 dal
parcheggio). Si può arrivare al rifugio anche da Misurina (dal Rifugio
Auronzo, h 1,30) o da Landro
per la Val Rienza (h 3,00). |
| Descrizione |
Dal rifugio il Lastron
dei Scarperi è già bene in evidenza, così come la prima
parte del percorso da seguire: si prende la traccia (cartello) che taglia in piano tutto il basamento erboso
e detritico del complesso Sasso di Sesto - Torre di Toblin, mantenendosi
alto sulla testata di Val Sassovecchio (Alpe dei Piani, con gli omonimi
graziosi laghetti). Si raggiunge così in breve l'ampia sella sassosa di
Forcella di San Candido (2381 m, h 0,10), che mette in comunicazione
l'Alpe dei Piani (Val Sassovecchio) con l'Alpe Mattina
(Val Campodidentro):
bellissime vedute su Tre Cime, Paterno e, dall'altra parte, su tutti i
Rondoi-Baranci. Sulla forcella, importantissimo caposaldo austriaco
durante la I° Guerra Mondiale, notevoli resti di trinceramenti. Rimanendo
sul versante Alpe dei Piani, la traccia taglia il successivo pendio
detritico (qualche banale roccetta) e sale al bel ripiano prativo che
precede di poco la stretta Selletta Bassa (2465 m, h
0,25): anche qui
notevoli resti della guerra. Dall'altra parte, ci si affaccia sull'ampio
Cadin di San Candido, tributario di Val Campodidentro, e cime che gli
fanno da corona: di fronte il Lastron dei Scarperi (2957 m), poi le
Punte
Sassovecchio (2880 m) e il Crodòn di San Candido (2891 m). Si scende
dall'altra parte nel cadin (attenzione alle roccette, friabili ed un po'
esposte), per poi attraversarlo tutto in leggera discesa per buone tracce;
un sentierino si stacca quasi subito sulla destra e si mantiene alto,
evitando di perdere molta quota, ma l'attraversamento di una esposta
fascia rocciosa non attrezzata mi porta a sconsigliarne l'utilizzo.
Raggiunto il versante opposto del cadin, la traccia supera il rio e risale
poi con numerosissime svolte il ripido pendio detritico. Si giunge così
alla base di una rocciosa, nera scarpata da cui colano numerosi rigoli
d'acqua. Si attacca il salto sulla sinistra, alla base delle rocce del Lastron,
e si superano con facilità (più del
previsto, in verità!) le roccette seguendo gli abbondanti segni rossi. Al
sommo della scarpata ci si riunisce alla traccia che si mantiene più alta
già notata in precedenza e si continua a risalire per fini detriti
l'avvallamento superiore del Cadin di San Candido, fino all'ampia
conca sassosa che si estende, come un anfiteatro, alla base delle pareti
del Lastron, delle Punte Sassovecchio e del Crodòn di
San Candido ( h 2). Trascurate le
evidenti tracce che risalgono a destra verso l'evidente
Forcella del Crodòn (2775 m), si prosegue dritti (tracce,
numerosi ometti) fino alla base del ripido pendio detritico che sale alla
fronteggiante, vicina Forcella Sassovecchio (2790 m). Senza salire
alla forcella, le tracce deviano decisamente a sinistra e, lungo una
cengia comoda anche se un po' esposta, guidano fino alla base di un
canalino roccioso che sale ripido verso la linea di cresta del Lastron.
Si risale il ripido canalino (passi di I° grado) e, prima della
forcellina cui fa capo, se ne esce a sinistra (passaggio più impegnativo,
anche se sempre facile); appaiono per la prima volta le principali cime
dei Tre Scarperi. Una buona traccia aggira il cupolone sommitale
(percorso facile ma esposto) e, presso alcuni giganteschi massi in bilico,
si risale l'ultimo ripido pendio di terriccio rossastro fino agli ometti
della spaziosa cima (2957 m, h 2,30).
Veduta fantastica su Tre Cime, Paterno,
Croda dei Toni, Popera,
sulla Punta dei Tre Scarperi
(veramente interessante l'ardita cresta da quest'angolo visuale!) e sui Rondoi
Baranci, oltre che sui più lontani gruppi dolomitici. Ritorno
per la stessa via in h 1,30. |
| Tempo totale |
h
4 (senza contare l'andata ed il ritorno dal Rifugio Locatelli) |
| Difficoltà |
EE
allenati (passi di I° grado) |
| Dislivello |
600
m circa dal Rifugio Locatelli |
| Ultimo sopralluogo |
agosto
2004 |
| Commenti |
Periodo
consigliato: luglio - settembre
Itinerario bellissimo e di soddisfazione, ad
una cima veramente importante e panoramica. Percorso vario ed
interessante, piuttosto frequentato: fare attenzione specialmente al
canalino finale, dove in caso di numerosi escursionisti presenti sono
facili le cadute di sassi.
|
|