Laghi di Colbricòn - Cavallazza   

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N.B.: ITINERARIO E RELAZIONE A CURA DI ANNA PIERMARTINI (DETTA ANCHE LO STAMBECCO DELLE DOLOMITI, NONCHE' TITOLARE DELLA CATTEDRA DI SCIALPINISMO CIASPOLATO DELL'UNIVERSITA' DI CAVALESE)

CARTINA CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 022

FOTOPERCORSO

Punto di partenza Paneveggio (1515 m), raggiungibile da Trento attraverso la Valle di Fiemme; giunti a Predazzo, si risale la Val Travignolo verso il Passo Rolle fino a superare il grande bacino artificiale, raggiungendo l'abitato presso cui sorge un museo naturalistico del Parco Naturale. Proseguendo, poco prima di giungere al Passo Rolle per la strada statale, si parcheggia sulla sinistra nei pressi della bella Malga Rolle a quota 1950 m circa e proprio di fronte al Cimon della Pala e al Gruppo delle Pale di San Martino.
Descrizione

Proprio di fronte al parcheggio, attraversata la strada asfaltata, si trova una sterrata, chiusa da una sbarra, dove sono anche cartelli segnaletici. Si imbocca la sterrata e con una breve discesa si giunge alla stazione a valle di alcune seggiovie (una delle quali attiva in estate); nei pressi dell'impianto si attraversa il piccolo rio su una passerella in legno (cartelli) e si entra nel rado bosco immettendosi nel sentiero che, con moderata pendenza, porta in circa 30 minuti ai bei Laghetti di Colbricon. L'ampia spianata, aperta tra la Valle del Travignolo e la conca di San Martino di Castrozza, ospita un rifugio privato, con solo servizio di ristoro, e offre un bel colpo d'occhio sia sul soprastante Colbricon, da qui davvero imponente, sia sulle verdi dorsali di Lusia, Bocche e Juribrutto. In lontananza occhieggiano rocciose la catena di Cima Uomo e la Marmolada. Se il sentierino può risultare un poco ripido, i panorami sempre più ampi compensano della fatica; sulla destra e verso San martino di Castrozza le ardite guglie del Sass Maor e del Velo della Madonna e sulla sinistra la conca dei laghetti con sullo sfondo tutte le cime della Val di Fiemme. Quando oramai comincia a far capolino una vecchia croce di legno un poco storta, nel punto in cui la traccia segnata spiana e comincia a traversare in costa, occorre abbandonare il sentiero per salire direttamente verso la cima lungo un sentierino sulla destra. Si giunge in breve presso la croce precedentemente avvistata, si attraversano abbondanti resti di trincee e, in pochi passi, si è sulla cima vera e propria (2324 m), anch'essa con la sua brava croce di legno tutta stortignaccola (h 0,50 dai laghetti). Si scende dunque sul versante opposto a quello di salita, lungo una traccetta abbastanza ben marcata, fino a recuperare il sentiero segnato abbandonato poco prima e, dopo qualche zigzag, si giunge ad una forcellina (h 0,10). h 0,45 dalla Cavallazza Piccola).

Tempo totale h 4,00 circa
Difficoltà E
Dislivello 650 m circa
Ultimo sopralluogo agosto 2006
Commenti Escursione breve, ma resa interessante dagli ampi panorami e dalla possibilità di visitare postazioni di guerra. Un consiglio: arrivare sulle cima prima dell'una per non rischiare di vedere solo nebbia e nuvole!!!!!