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| N.B.:
ITINERARIO E RELAZIONE A CURA DI ANNA PIERMARTINI (DETTA ANCHE LO
STAMBECCO DELLE DOLOMITI, NONCHE' TITOLARE DELLA CATTEDRA DI SCIALPINISMO
CIASPOLATO DELL'UNIVERSITA' DI CAVALESE) |
CARTINA
CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 014 |
| Punto
di partenza |
Tesero (992 m), raggiungibile dall'uscita di Egna-Ora della A22
del Brennero attraverso il Passo di San Lugano, Cavalese e la Val
di Fiemme. Dalla
strada fondovalle, seguire le indicazioni per Panchià; senza
entrare in paese portarsi nei pressi della Baita Sette Nani e qui
lasciare l'auto (poche centianaia di metri oltre la baita, quando la
strada diventa sterrata, vi è infatti un divieto di accesso). |
| Descrizione |
Si
comincia dunque a salire per buona sterrata a lato del torrente fino a
che, poco prima di un ponte sulla destra, indicazioni per "Cavelonte"
non fanno deviare dalla carrareccia.
Ci
si immette su una mulattiera immersa nel fitto bosco di conifere che, dopo
poco, si ricongiunge ad un'altra carrareccia: questa proviene dalla
frazione di Zanolin e (credo) sia percorribile alle auto fino
all'altezza della ex colonia Cavelonte. Proseguendo dunque per
detta mulattiera ed ignorando tutte le numerose deviazioni non segnalate,
il percorso prosegue nel bosco, che alterna tratti ombrosi e fitti a panoramici
squarci, fino a che non si arriva ad un punto in cui, nei pressi di un
ponte, la strada spiana decisamente. E' l'area in cui sorge la
costruzione, ora in rovina, della Colonia Cavelonte, che sfruttava
una sorgente di acqua ferruginosa; indicazioni per raggiungere la sorgente
subito dopo il ponte a sinistra.
Dopo
il ponte, tabelle spingono a proseguire diritto per Malga Aie, Malga
Toazzo e Cima Litegosa, e si continua quindi sempre per buona
sterrata e per una ventina di minuti fino ad arrivare in vista della bella
Malga
Toazzo.
In
corrispondenza del ponte nei pressi della Colonia Cavelonte, le
indicazioni segnalano la possibilità di giungere a Malga Aie/Val
Castelir anche per un altro percorso (oltre il torrente, verso una
cappelletta sulla sinistra) che credo rimanga sempre su carrareccia e di
cui è da verificare la percorribilità alle auto private.
Pochi
metri prima della malga la strada si biforca; a sinistra lungo il verdeggiante
fondovalle verso la Forcella Cadinello (che immette nella Val
Lagorai), mentre a destra si prosegue per Malga Aie e Cima
Litegosa; sempre su carrareccia si aggira dunque la malga e ci si
reimmette nel bosco fino a che un altro bivio invita a proseguire diritto
lasciando sulla destra la mulattiera per Passo e Cima Litegosa.
Da
qui, superato un ponticello con una bella cascatella, si arriva ben presto
al punto in cui la mulattiera finisce e una freccia invita a salire il
pendio boscoso per una traccia che nei primissimi metri non è molto
evidente; non appena si rientra nel bosco, però, la traccia si fa più
visibile e con numerosi zig zag si sbuca sull'ennesima carrareccia. Ancora
tabelle invitano a tralasciare la sterrata per proseguire lungo il
sentiero nel bosco che, salendo con pendenza costante, passa prima davanti
ad una baracca sommersa dalla vegetazione e poi, dopo altre numerose
serpentine, porta ad immettersi su una ulteriore carrareccia.
Questa
volta la si segue (indicazioni), ed in breve si arriva alla Malga
Aie, che è aperta ma abbastanza cadente, dotata di un ben rustico
focolare e che non si capisce se sia o meno utilizzata da qualcuno.
Dalla
malga altre tabelle indicano la strada per i laghetti; ci si immette su un
bel sentiero che traversa a mezza costa il bosco fino ad una zona di
grandi massi, e da qui ad una placconata di rocce e zolle d'erba. Il bosco
si fa più rado fino a scomparire del tutto e con esso latita spesso anche
la traccia, ma i segnavia sono più che abbondanti e oltretutto
riverniciati di fresco, per cui non vi è il rischio di perdere il
sentiero. Superata una piccola radura, si comincia a salire un pietroso
valloncello da cui scende il rio proveniente dai laghetti ed in breve
si giunge alla conca che ospita gli
specchi d'acqua.
Eventualmente,
proseguendo oltre (cartelli), si può raggiungere la Forcella delle Aie,
ben visibile dai laghetti, da cui, sceso un breve canalino, ci si immette
sul percorso della TransLagorai; seguendolo fino al Passo
Litegosa si può ridiscendere per altro percorso per poi
ricongiungersi all'itinerario di andata poco prima della Malga Toazzo.
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| Tempo totale |
h
5,00 - 6,00 |
| Difficoltà |
E
allenati |
| Dislivello |
1200
m circa |
| Ultimo sopralluogo |
giugno
2006 |
| Commenti |
Itinerario
solitario per boschi e malghe; pittoresca la conca dei laghetti. |
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