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| N.B.:
ITINERARIO STUDIATO ED EFFETTUATO CON ANNA PIERMARTINI (DETTA ANCHE LO
STAMBECCO DELLE DOLOMITI) |
CARTINA
CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 022 |
| Punto
di partenza |
San Martino di
Castrozza (1467 m), raggiungibile da Belluno attraverso Feltre
e la Val Cismòn: raggiunta l'ampia conca di Fiera di Primiero
(717 m), dalla quale appare l'imponente catena delle Pale, si
prosegue per magnifici prati fino a San Martino (42 km da Feltre).
Presso le ultime case del paese, lungo la strada diretta al Passo Rolle
ed a Predazzo (valida alternativa di accesso), si parcheggia presso
la partenza della cabinovia per il Col Verde (1500 m circa). |
| Descrizione |
Dalla stazione di
partenza della cabinovia si prende la stradetta (indicazioni) che si va ad
innestare presto sulla pista da sci del Col Verde (segnavia 701). Si
inizia quindi a risalire la pista, con percorso ripido e poco panoramico:
si tralasciano quasi subito sulla destra una diramazione pianeggiante che,
superato il rio, si dirige verso la Val di Roda, ed un successivo
sentierino per la Malga Pala, e si prosegue nel fitto bosco con un lungo
ed erto tornante. Aggirato un poggio alberato, la pendenza diminuisce per
un attimo, poi un altro strappo conduce all'ultimo rettilineo che termina
presso la stazione di arrivo della cabinovia ed il piccolo bar-ristoro del
Col Verde (1965 m, h 1,00). Siamo al limitare degli alberi, e sopra di noi
incombono minacciose le impressionanti pareti delle Pale di San
Martino.
Di qui parte anche la funivia che, con ardito balzo, raggiunge l'Altopiano
delle Pale a metà strada tra La Rosetta (2743 m) e l'omonimo passo. Da
dietro la stazione di partenza della funivia inizia lo storico e comodo
sentiero 701 (realizzato nel 1913 dalla SAT) che inizia a risalire l'erto
pendio erboso e detritico con lunga serie di lenti e regolari tornanti:
raggiunto il vero e proprio culmine del Col Verde, si raggiunge verso
destra una selletta erbosa, oltre la quale si risale il successivo costone
e si tagliano poi le franose ghiaie di un canalone (impercettibile
deviazione per Passo Bettega ed il Sentiero dei Finanzieri, in realtà il
cartello è posizionato più in alto del bivio). Si traversa lungamente
verso destra, con belle vedute sulla Rosetta e sul fronteggiante Cusiglio
(2510 m), per poi prendere a risalire con altre serpentine (alcune funi
metalliche e parapetti nei punti più esposti) la vasta scarpata di
roccette discendente dal Passo della Rosetta. L'ottima segnaletica guida
attraverso cenge, canalini e tratti detritici fino all'ampio pendio
ghiaioso sottostante il passo: oltrepassato l'ardito pilone della funivia,
un'ultima traversata per cengette leggermente esposte consente di
raggiungere l'orlo dell'Altopiano delle Pale nel suo punto di massimo
restringimento, proprio in corrispondenza del Passo della Rosetta (2572 m,
h 2,30). Bellissima veduta sulle desolate lastronate e sulle ardite cime
rocciose che fanno da corona. Seguendo i segnavia verso sinistra, si può
raggiungere in una decina di minuti il Rifugio Pedrotti alla Rosetta (2581
m). Volgendo invece decisamente a destra, e risalendo per tracce di
passaggio il vasto pendio
detritico, si raggiungono la stazione superiore
della funivia (bar-ristorante, affollamento garantito!) e, aggirato con
precauzione un profondo crepaccio roccioso, per le ultime ghiaie e
roccette, l'aerea sommità della Rosetta (2743 m, h
3,00). Meraviglioso
panorama a volo d'uccello sulla conca di Fiera di Primiero, su Lagorai e
Cima d'Asta, sulla poderosa Pala di San Martino e su tutta la Catena
Settentrionale. Scesi nuovamente al Rifugio Pedrotti, oltre che per
l'itinerario di salita, è senz'altro consigliabile la discesa per la
selvaggia Val di Roda. Si seguono le evidenti indicazioni (segnavia
702)
per il Passo di Val di Roda, che si raggiunge in pochi minuti (2580 m),
aperto fra la Rosetta e l'Anticima di Roda. Qui ha il suo capolinea il
famigerato "sentiero del Barone Von Lesser", così chiamato dal
nobiluomo di Dresda che ne finanziò la realizzazione fra il 1905 ed il
1914: la caratteristica peculiare di questo percorso è l'incredibile (ed
a volte eccessivo!) numero di tornanti a pendenza praticamente nulla, che
lo allungano a dismisura. Per contro, in discesa tale percorso è comunque
piacevole e poco faticoso. Si inizia quindi a scendere nella selvaggia Val
di Roda, altissimi sul fondovalle: il sentiero risulta tracciato con
intelligenza, con terrapieni e muretti a secco, cionondimeno sovente i
tornanti sono "tagliati" da opportune scorciatoie. Più in
basso, la traccia taglia una verticale bastionata rocciosa con percorso
agevole ma un po' esposto (rocce umide), per uscire poi su di uno
splendido colle erboso (Col delle Fede, 2278 m, h
1,00), da dove si apre
magnifica la vista sul Passo di Ball e sulla Pala di San
Martino. Attraversato lo scosceso canalone originatosi dal severo
vallone in cui si annida il piccolo Ghiacciaio della Pala, la
traccia lascia a sinistra lo stacco del segnavia 715
per il Rifugio Pradidali ed inizia un'altra lunga serie di tornanti
lungo un pendio erboso: raggiunto il fondo di un ripido valloncello sul
quale incombono nere pareti rocciose (sono in realtà quelle che
sorreggono il Col delle Fede), si scende ancora lungamente fino al
piccolo ripiano erboso del Col dei Bechi (2048 m, h
1,45). Dai ruderi del piccolo rifugetto un tempo qui esistente,
si gode di magnifica veduta sui Campanili di Roda e su tutta la
conca di San Martino. Da qui la valle si fa boscosa e ancor più
selvaggia: un'altra serie di lunghi tornanti per una successione di
terrazze baranciose consente di raggiungere il ciglio del grande salto
iniziale della vallata, di cui si scorge il lontanissimo fondovalle. La
mulattiera taglia allora a mezzacosta, alla base dei verticali pinnacoli e
dei vertiginosi canaloni alle pendici del Cusiglio e del Figlio
della Rosetta: superati una serie di ripidi canali (qualche facile
attrezzatura), si scavalca per una buia galleria artificiale il colletto
basale di un ardito gendarme (Torre Ebe), per scendere con altri
tornanti il successivo canale
ghiaioso. Oramai nel bosco fitto, si
tagliano lungamente le scoscese pendici della Rosetta, in ambiente
selvaggio e bellissimo, fino ad incrociare l'ampia forestale della Val
di Roda (cartelli): seguendola, si traversa il bosco a monte di San
Martino fino a reinnestarsi sulla pista da sci del Col Verde,
pochi minuti a monte della stazione di partenza della cabinovia e del
parcheggio (h 3,00). |
| Tempo totale |
h
6,30 - 7,00 circa |
| Difficoltà |
EE
allenati |
| Dislivello |
1400
m circa |
| Ultimo sopralluogo |
settembre
2005 |
| Commenti |
Periodo
consigliato: luglio - settembre
Bellissimo giro, panoramico e tutto sommato
non troppo faticoso. La salita è un po' infastidita dai cavi della
funivia, ma risulta comunque piacevole e suggestiva. Grandioso panorama
dalla sommità della Rosetta, anche se può risultare un po' fastidioso
l'affollamento dovuto alla funivia. Veramente meritevole la discesa per la
severa Val di Roda.
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